Strazio senza fine per il turista francese trovato morto: «Si doveva fare di più»

VIDEO | Simon Gautier era scomparso il 9 agosto. Il dolore e la rabbia degli amici giunti dalla Francia, che negli ultimi giorni erano impegnati nelle ricerche a cui hanno partecipato le unità cinofile giunte dalla Calabria. Avviata un'inchiesta

di Redazione
lunedì 19 agosto 2019
10:43
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Il golfo di Policastro e il turista francese trovato morto
Il golfo di Policastro e il turista francese trovato morto

Un epilogo drammatico si è infranto sulle speranze di ritrovare vivo il turista francese Simon Gautier scomparso il 9 agosto nel Golfo di Policastro durante un'escursione. Al termine dell'ennesima giornata di ricerche, che ha visto impegnate anche le unità cinofile di Reggio Calabria e Vibo Valentia e personale Saf (Speleo alpino fluviale) del Comando di Catanzaro e Reggio Calabria, la triste scoperta. Il corpo di Simon è stato ritrovato in un burrone in una zona di Belvedere di Ciolandrea, nel comune di San Giovanni a Piro, in provincia di Salerno.

 

Per tutta la notte sono stati presenti, insieme agli altri, gli uomini della Protezione civile, del Soccorso Alpino e dei vigili del fuoco. Il corpo di Simon è stato trovato in un crepaccio molto profondo che ha reso complicate le operazioni di recupero proprio per la particolare configurazione del luogo.

Il dolore della famiglia e degli amici

«Sono distrutta, abbiamo avuto fino all'ultimo la speranza che Simon fosse ancora vivo», dice a caldo un’amica di Simon, Asha, studentessa danese che condivideva a Roma l'appartamento con Simon - «Sono momenti terribili».

 

I genitori del giovane escursionista hanno appreso la notizia nell'albergo di Policastro in cui alloggiano. Con il padre, la madre ed il compagno di quest'ultima, era presente anche la sorella di Simon. Ad informarli del ritrovamento del corpo sono stati gli amici del ragazzo, che lo hanno saputo da un giornalista. L’ambasciata francese ha messo a disposizione della famiglia un equipe di psicologi francesi che hanno raggiunto l'albergo. Una tragica conclusione al termine dell'ennesima giornata di ricerche, caratterizzate da una sola novità: il ritrovamento di tracce di sangue in prossimità della spiaggia della Molara di Scario che erano state portate presso il laboratorio di analisi dell'ospedale di Vallo della Lucania.

Le ricerche

Sul posto delle ricerche erano presenti anche l'ambasciatore di Francia a Roma, Christian Masset ed il padre di Simon. Nella mattinata, a Salerno, il prefetto Francesco Rosso aveva incontrato il diplomatico transalpino per fare un punto sulla situazione, sottolineando l’imponente spiegamento di forze in campo con il coinvolgimento di unità di personale specializzato dei Vigili del fuoco e del Soccorso Alpino.

Le ricerche - i cui presunti ritardi evidenziati dagli amici di Simon sono stati smentiti dalla prefettura - si sono svolte su un territorio vasto e con molte asperità, con dirupi e inghiottitoi. Durante le operazioni sono stati utilizzati anche i cani molecolari, addestrati per muoversi in territori montani, elicotteri e droni. Numerosi i volontari della Protezione civile che hanno battuto la zona, insieme a ad un nutrito gruppo di amici di Simon, giunti dalla Francia.

 

A dare l'allarme era stato proprio l'escursionista francese con una telefonata al 118, chiedendo aiuto dicendo di essere caduto in un crepaccio e di essersi rotto le gambe.

«Si doveva fare di più»

Al dolore per la morte di Simon si unisce la rabbia degli amici giunti dalla Francia che imputano un colpevole ritardo nell’avvio della macchina dei soccorsi.

I ragazzi, che negli ultimi giorni hanno partecipato alle ricerche, accusano i soccorsi: «Sono stati compiuti errori fin dall'inizio, da quando è partita la macchina dei soccorsi. Abbiamo tanta rabbia. Si poteva e si doveva fare di più - dicono all'unisono - e, soprattutto, quello che è stato fatto negli ultimi giorni bisognava farlo fin dal 9 agosto».

La procura apre un’inchiesta

La procura di Vallo della Lucania ha aperto un'inchiesta per capire se vi siano stati ritardi nei soccorsi per il ritrovamento di Simon Gautier. «È bene fare chiarezza e approfondire alcuni aspetti che riguardano le operazioni di soccorso», ha spiegato il procuratore Antonio Ricci.

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