Vivere o morire? 16enne suicida dopo un sondaggio su Instagram

La giovane ha interrogato i suoi follower sulla delicata scelta. Il 69% degli utenti ha votato per il folle gesto

di Redazione
giovedì 16 maggio 2019
16:48
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Suicida a 16 anni a causa di un sondaggio su Instagram. L’estremo gesto è stato compiuto in Malesia, dove una ragazzina appena adolescente ha chiesto consiglio sul noto social, tramite stories, riguardo alla scelta che doveva prendere di lì a poco: un sondaggio sul vivere o morire. “Aiutami a scegliere: D o L”, Death or Life.


A primo occhio un gioco, una domanda che sembra possa essere priva di significato, ma che ha condotto la giovane a buttarsi dal tetto della propria abitazione dopo aver raccolto il 69% di risposte in favore del suicidio.
A trovarla è stata il fratello, che ha rinvenuto il corpo privo di vita della giovane davanti casa. Su facebook la ragazzina aveva scritto, poco prima di compiere il folle gesto, un post dove esprimeva la sua volontà di togliersi la vita.


Gli utenti che hanno votato a favore della morte ora potrebbero essere perseguiti per istigazione al suicidio: in Malesia, infatti, questo reato compiuto nei confronti di un minore è punibile con la pena di morte.
Un caso che ha turbato l’opinione pubblica, scatenando una forte polemica sullo stato di salute psicologico di molti teenager, influenzati dai social a compiere scelte che possono rivelarsi sbagliate. Preoccupazione portata a galla dal ministro della gioventù e dello sport, Syed Saddiq Syed Abdul Rahman, che è intervenuto sul caso esprimendo la sua solidarietà alla famiglia.

La vicenda ci porta indietro nel tempo al fatto di cronaca nera che ha coinvolto la vita di un’altra ragazza, la quattordicenne Molly Russell, morta suicida nel 2017 dopo aver visionato contenuti su instagram che mostravano scene di autolesionismo e suicidio.


Intanto il noto social di condivisione di foto si è mosso per tutelare i propri utenti. Dallo scorso febbraio 2019, infatti, Instagram ha deciso di porre il divieto di diffusione di fotografie che mostrano ferite autoinflitte, oltre al già presente blocco di condivisione di contenuti che incoraggiano o promuovono il suicidio o l'automutilazione.

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