«Il medico non parlava tedesco»: campagna choc contro i camici bianchi italiani

I manifesti comparsi a Bolzano e affissi dal partito separatista Suedtiroler Freiheit mostrano un cartellino appeso al piede di un cadavere. L'Ordine nazionale della categoria e il M5S hanno presentato un esposto in Procura

di Redazione
9 novembre 2019
11:25
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«Il medico non parlava tedesco»: è il cartellino appeso al piede di un cadavere protagonista di una campagna comparsa nei giorni scorsi a Bolzano e promossa dal partito separatista Suedtiroler Freiheit (che chiede il distacco dell’Alto Adige dall’Italia) oggetto di un esposto presentato alla procura dall’Ordine nazionale dei medici. Un esposto analogo è stato presentato anche dal Movimento 5 Stelle della provincia di Bolzano.

«Chiaro incitamento all’odio razziale»

«Quel manifesto fa passare un messaggio pessimo: allarmistico per i cittadini, offensivo per i medici e, soprattutto, lesivo per il rapporto di fiducia che è alla base della relazione di cura: va ritirato, e subito», afferma il presidente della Fnomceo, (federazione nazionale degli ordini dei medici) Filippo Anelli. La campagna ha riguardato non solo Bolzano ma anche altri centri provincia. La polemica innescata dai separatisti sudtirolesi riguarda l’eccessiva presenza (a loro dire) nelle strutture sanitarie di camici bianchi italiani, non in grado quindi di rapportarsi con la maggioranza della popolazione che è di lingua tedesca. «Quei manifesti sono un chiaro incitamento all’odio razziale» aggiunge Diego Nicolini, del M5S di Bolzano.

«Se il medico non capisce il paziente, situazione pericolosa»

Suedtiroler Freiheit, a corredo della campagna, ha diffuso un comunicato in cui spiega: «Se il medico non capisce il paziente e viceversa, può portare a situazioni pericolose. Il settore sanitario in particolare è un’area molto delicata in cui si desidera comunicare nella propria lingua madre. Molti cittadini non possono comunque fare molto con la terminologia medica, figuriamoci in una lingua straniera. La salute è meno importante nella logica dell’Italia. Questo è razzismo aperto e una palese violazione dello Statuto di autonomia».

 

Lo scorso giugno la giunta della provincia autonoma di Bolzano ha approvato una norma in base alla quale per esercitare la professione di medico è sufficiente la conoscenza del tedesco; in precedenza, invece era richiesta la conoscenza anche dell’italiano come requisito obbligatorio per ottenere l’iscrizione all’ordine dei medici. Tuttavia l’Alto Adige, al pari di altre zone d’Italia è alle prese con la carenza di personale negli ospedali e negli ambulatori; così da mesi le Asl sono dovute correre ai ripari assumendo medici che non sono bilingui. In provincia di Bolzano operano attualmente nelle strutture pubbliche 1.137 medici, 644 di madrelingua tedesca, 475 italiani e 17 ladini.

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