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Occhiuto vs Nolè, braccio di ferro sulla ztl del centro storico di Cosenza

Il sindaco risponde all’arcivescovo: «Una misura necessaria sul traffico che non penalizza residenti e lavoratori. Una città è viva grazie alle persone non alle macchine»

di Salvatore Bruno
mercoledì 11 luglio 2018
18:36
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Sede Arcivescovado a Cosenza
Sede Arcivescovado a Cosenza

Tra Mario Occhiuto e monsignor Francesco Nolè, sulla questione delle limitazioni al traffico decise per Cosenza vecchia, c’era già stato uno scambio epistolare di natura privata. All’indomani del comunicato stampa diramato da Palazzo dei Bruzi, con il quale veniva resa nota l’istituzione della Ztl nel centro storico, il presule aveva chiesto al sindaco di ritornare sui propri passi, per evitare disagi alle persone che quotidianamente si recano negli uffici della curia. Adesso il sindaco rende nota la risposta indirizzata all’arcivescovo, nella quale ricorda i contenuti dell’enciclica cosiddetta verde Laudato si di Papa Bergoglio, avente come tema proprio la sostenibilità degli spazi urbani.

 

Occhiuto sottolinea come il sommo Pontefice affermi quanto sia buono agli occhi di Dio curare in termini di sostenibilità ambientale i territori di cui si ha responsabilità di governo: «Nelle città circolano molte automobili utilizzate da una o due persone, per cui il traffico diventa intenso, si alza il livello d'inquinamento, si consumano enormi quantità di energia non rinnovabile e diventa necessaria la costruzione di più strade e parcheggi, che danneggiano il tessuto urbano – scrive Papa Francesco nella sua enciclica - Molti specialisti concordano sulla necessità di dare priorità ai trasporti pubblici. Le previsioni catastrofiche ormai non si possono più guardare con disprezzo e ironia».

 

«Tutte le scelte compiute dal mio primo insediamento a sindaco della città – incalza Occhiuto replicando a Nolè - sono sempre state ispirate a criteri e principi di sostenibilità ambientale e qualità della vita, evitando l’inquinamento atmosferico. In tal senso uno degli obiettivi primari è creare degli spazi urbani per le persone e non per le automobili. Sulla base dei citati ragionamenti, e non per banale scelta estemporanea, ho deciso di rendere ZTL una determinata parte del centro storico di Cosenza. E sempre sulla base dei citati ragionamenti le ribadisco – ha scritto il sindaco al preside cosentino - con la massima umiltà possibile, la mia delusione causata dal suo dissenso, fondato su argomenti deboli, ispirati alla comodità ed all’egoismo di pochi, a scapito di un intero territorio su cui incombe una pericolosa deriva deturpante, che non è luogo solo dei residenti o dei lavoratori, ma è il simbolo della città tutta e deve essere tutelato con rigore. Ad ogni modo né residenti e né lavoratori saranno limitati dalla predetta ordinanza, i quali avranno garantito, insieme a tutti i portatori di disabilità, a prescindere dalla residenza, il loro diritto al transito. Semmai ne beneficeranno, atteso che la predetta limitazione causa prima di tutto una maggiore fruibilità col mezzo privato proprio per residenti e lavoratori.

Come può vedere, Eccellenza Reverendissima, la scelta amministrativa è stata ponderata ed elaborata nella sua complessità, con l’intento di fare sintesi tra i valori in campo: garantire in uno l’accessibilità e la sostenibilità ambientale. Ciò detto, risulta davvero incomprensibile il paventato spostamento della sede Episcopale, che ci esporrebbe a reazioni per certi versi ilari: come se il Vaticano dovesse aprire al traffico automobilistico o la sede della Curia fiorentina dovesse trasferirsi dal centro storico a Calenzano per maggiore facilità di raggiungimento del mezzo privato. La Curia cosentina avrà i suoi mezzi autorizzati e giammai la ZTL interferirà con le attività istituzionali delle sue risorse umane. Con questa certezza – ha concluso la missiva Mario Occhiuto - le offro la mia disponibilità ad ulteriore confronto e dialogo». s.b.

 

Leggi anche: Ztl nel centro storico di Cosenza, la Curia minaccia il trasferimento

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Salvatore Bruno
Giornalista
Giornalista e reporter televisivo da oltre vent'anni, ha maturato una lunga esperienza nella comunicazione istituzionale occupandosi dei rapporti con la stampa di diverse figure politiche. Inviato al seguito della delegazione della Regione Calabria al festival di Sanremo del 1997, ha lavorato per un biennio nell'ufficio stampa del Comune di Cosenza e curato la comunicazione della Commissione Riforme e decentramento e della Commissione contro la 'ndrangheta del Consiglio Regionale della Calabria. Curatore del progetto culturale "Sulle orme di Ulisse", realizzato in Sicilia, è stato inoltre radiocronista delle gare di serie B del Cosenza Calcio. Ha scritto sulle pagine di diversi quotidiani locali e nazionali, tra i quali Il Mattino, Leggo e il Corriere dello Sport. Come autore musicale ha vinto il Festival del Mare di Ancona nel 1993.

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