Le case dei boss ai migranti del ghetto di San Ferdinando

VIDEO | Lo ha comunicato il Prefetto reggino Michele Di Bari a margine del tavolo con sindacati, forze dell'ordine ed enti locali. Gli immobili sono distribuiti sul territorio della Piana di Gioia Tauro e permetteranno un primo superamento della baraccopoli e della tendopoli

di Angela  Panzera
martedì 8 gennaio 2019
14:13
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L’incontro in Prefettura
L’incontro in Prefettura

Le case dei boss verranno destinate ai migranti che vivono tra la tendopoli e la baraccopoli di San Ferdinando. È questa la novità emersa dal tavolo convocato dal Prefetto di Reggio Calabria Michele di Bari tra enti locali, forze dell’ordine e sindacati. Gli immobili di edilizia pubblica al momento non sono disponibili, ma l’agenzia dei beni confiscati alla criminalità organizzata ha reso noto che ci sono 30 unità distribuite nei comuni di Rosarno, San Ferdinando, Gioia Tauro. Inoltre, si stanno effettuando anche sopralluoghi nei comuni di Cittannova, Taurianova e Melicucco per reperire altri immobili, immobili che potrebbero permettere il superamento del ghetto in cui centinaia di migranti sono costretti a vivere in condizioni disumane, ormai da troppo tempo. La Regione inoltre, ha manifestato da un lato la disponibilità a farsi carico delle spese di ristrutturazione e dall’altro ha ribaditola volontà di istituire un fondo di garanzia che servirà a coprire gli affitti per le case dei privati.

 

Dopo l’incendio del primo dicembre in cui è morto il diciottenne gambiano, Suruwa Jaithe, e  quello del 31 dicembre scorso in cui fortunatamente non ci sono state vittime, il palazzo del Governo mantiene alta l’attenzione. Il Prefetto, durante il tavolo, ha, dapprima, ripercorso le iniziative  attuate per garantire migliori condizioni di vivibilità ai migranti, avendo come obiettivo il superamento e lo smantellamento della baraccopoli e della tendopoli: la realizzazione della nuova tendopoli che ha consentito di accogliere dignitosamente circa 500 cittadini extracomunitari, la fornitura di coperte, sacchi a pelo ed altri effetti letterecci, oltre alla  presenza continua di  funzionari prefettizi che si recano in quell’area per affrontare tempestivamente eventuali criticità.

 

Il Prefetto Michele di Bari, nell’evidenziare come occorra uscire dalla logica emergenziale a favore di un’accoglienza diffusa da conseguire con il supporto della Regione Calabria e dei Comuni interessati, ha comunicato che il servizio centrale del sistema di sccoglienza per rifugiati e richiedenti asilo (ossia gli Sprar)  ha dato disponibilità per l’ accoglienza dei titolari di protezione internazionale nell’ambito dei relativi progetti ed è in  corso la fase istruttoria. Le sigle sindacali- come l’Usb Calabria e la Flai Cgile di Gioia Tauro, però si ritengono soddisfatte a metà. Vogliono tempi e date certe e soprattutto occorre mantenere gli impegni presi per l’inserimento abitativo e il “piano trasporti” per agevolare gli spostamenti dei migranti sul luogo di lavoro.

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