Il Sud protagonista al Meeting di Rimini

 Al centro dell'evento i problemi endemici del Meridione che hanno portato allo storico divario di produttività con le aziende del Nord. L'incontro moderato dall'imprenditore lametino Saladino

giovedì 23 agosto 2018
15:09
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Si svolge da oltre trent'anni nell'ultima settimana di agosto il meeting per l'amicizia tra i popoli di Comunione e Liberazione a Rimini. Un grande momento di cultura internazionale con gente proveniente da tutto il mondo. Il tema di quest'anno è “Le forze che muovono la storia sono le stesse che rendono l'uomo felice” nato dalla domanda del Prologo della Regola di San Benedetto «Chi è l’uomo che vuole la vita e desidera vedere giorni felici?» che segna l'inizio del cammino che ha costruito l'Europa. Quest'anno il sud è stato protagonista della kermesse, iniziando il 21 agosto con il dibattito  “Quale futuro per il sud” a cura dell'intergruppo parlamentare per la sussidiarietà durante il quale la presidente dell'attività produttive della Camera dei Deputati Barbara Saltamartini ha posto l'accento sulla necessità di far ripartire il Sud investendo sui porti, tra cui quello di Gioia Tauro, intercettando le grandi compagnie del commercio navale. Presenze calabresi il 22 agosto al dibattito “Sud Giovani e Lavoro” introdotto e moderato dall'imprenditore nicastrese Antonio Saladino, volto storico del Meeting, già responsabile della Compagnia delle Opere per l'Italia meridionale e titolare dell'accenture “Need”. Insieme a lui, protagonisti del dibattito sono stati il professor Paolo Maninchedda dell'Università di Cagliari, già consigliere e assessore regionale in Sardegna e segretario del Partito del Sardi, l'Arcivescovo di Taranto Filippo Santoro e il Presidente della Regione Sicilia Nello Musumeci.

Al centro dell'evento i problemi endemici del Sud che han portato allo storico divario di produttività con le aziende del Nord, al quale va aggiunto, secondo Saladino, «un comportamento passivo da parte di giovani e adulti nell'affrontare il presente, che sfocia nell'immobilismo per cui nella mentalità radicata non è necessario lavorare e lottare per creare delle opportunità e avere un domani migliore. Ai giovani e anche ai meno giovani dico di non rassegnarsi a vivere nel pressapochismo, in questo atteggiamento passivo nell'affrontare il presente e che genera disagio economico e sociale, oltre ad incapacità di desiderare, di sacrificarsi e di intraprendere per raggiungere gli obiettivi». Secondo l'imprenditore: «Un giovane cervello non sceglie di restare al Sud per la prospettiva di poter contare su un reddito di cittadinanza. Neppure la flat tax potrebbe contribuire al rilancio degli investimenti e dell'occupazione nel Mezzogiorno dove il tessuto imprenditoriale si presenta debole e sfilacciato. Occorre investire seriamente e concretamente sul capitale umano e sulle infrastrutture, come sottolineato dal Rapporto 2018 della Fondazione per la sussidiarietà dedicato ai giovani del sud».

Tra i presenti al meeting e al dibattito l'esponente Pd Alessia Bausone che assistendo anche a questo dibattito, cogliendo i riferimenti di Saladino alle proposte di Lega e M5S in campagna elettorale, ha dichiarato: «Essere qui è un'esperienza di condivisione di ideali di inclusione, tolleranza, integrazione e pluralismo. Tutti valori che stridono con l'orientamento manifestato dall'attuale maggioranza di governo nazionale. Oggi si segue la moda anche in politica e questo parassita gli esponenti politici ai sondaggi e alla pancia delle persone, spesso cavalcando ondate xenofobe miopi di fronte all'importanza della vita delle persone umane. Il caso della nave Diciotti e le reazioni violente del senatore calabrese e ministro Salvini rendono necessario far capire che esiste un altro modo e un altro mondo, anche partendo oggi da Rimini».

“Sud Giovani e Lavoro” è stato introdotto e moderato dall'imprenditore lametino Antonio Saladino, volto storico del Meeting, già responsabile della Compagnia e hanno partecipato il professor Paolo Maninchedda dell'Università di Cagliari, già consigliere e assessore regionale in Sardegna e segretario del Partito dei Sardi, l'Arcivescovo di Taranto Filippo Santoro e il Presidente della Regione Sicilia Nello Musumeci.

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