Quegli strani licenziamenti alla clinica dei Morrone

Tre persone perdono il lavoro dopo aver scelto una strada politica diversa da quella intrapresa dalla famiglia del consigliere regionale

di Salvatore Bruno
8 febbraio 2018
10:14
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A pensar male si fa peccato ma spesso si indovina. L’adagio caro a Giulio Andreotti non passa di moda. Ed in questa circostanza torna quanto mai utile, per tentare di capire se vi siano motivazioni diverse rispetto alle giustificazioni addotte per spiegare l’improvviso licenziamento di tre persone dalla clinica San Bartolo di Mendicino, struttura sanitaria della provincia di Cosenza di proprietà della famiglia del consigliere regionale Ennio Morrone.

Galeotto fu il congedo parentale

Ufficialmente il rapporto di lavoro si è interrotto per un presunto comportamento illecito dei tre dipendenti: avrebbero abusato del congedo parentale. Ma queste tre persone hanno anche un’altra caratteristica in comune: per molti anni hanno sostenuto le battaglie politiche della famiglia Morrone, fino al febbraio del 2016. Come si ricorderà proprio in quel periodo Luca Morrone, presidente del consiglio comunale di Cosenza, decise di ritirare il proprio appoggio al sindaco Mario Occhiuto, formalizzando le proprie dimissioni, determinanti per la chiusura anticipata dell’amministrazione. Poi lo stesso Luca Morrone si è candidato nell’alveo del centrosinistra con una propria lista, chiamata Prima Cosenza, a sostegno di Carlo Guccione.

La separazione delle strade politiche

Pasquale Sconosciuto, impiegato nella clinica San Bartolo in qualità di Operatore Socio Sanitario, in lista al fianco di Luca Morrone nel 2011 con Popolari e Liberali, ha invece deciso di correre con Cosenza Libera, ispirata dall’attuale assessore di Palazzo dei Bruzi Francesco De Cicco. Pasquale Sconosciuto è una delle tre persone licenziate. Ha perso il lavoro anche la sorella, Alessandra Sconosciuto, impiegata con le medesime mansioni nella stessa clinica San Bartolo. Infine, sempre per abuso di congedo parentale, è stata licenziata anche Sonia Pietramala, moglie di Antonio Gozzi.

Inquientante interrogativo

Antonio Gozzi compare nel 2011 tra i candidati della lista Popolari e Liberali mentre nel 2016 l’uomo scelse di sostenere l’aspirante sindaco Valerio Formisani, presentandosi sotto le insegne di Cosenza in Comune. Troppe coincidenze per non alimentare il sospetto di una ritorsione di natura politica. Forse che le tre persone hanno subito il licenziamento perchè hanno liberamente deciso di percorrere una strada politica diversa da quella intrapresa dalla famiglia Morrone dopo la piroetta politica che Luca Morrone fece nel 2016?

Sconosciuto difeso da un collega consigliere

Senza dubbio il caso di maggiore interesse riguarda Pasquale Sconosciuto, sia perché la sua attività politica lo ha portato a conquistare uno scranno a Palazzo dei Bruzi, sia perché, nell’impugnare il licenziamento, ha deciso di avvalersi della consulenza legale di un altro consigliere comunale, l’avvocato Carmelo Salerno. Secondo quanto si è appreso, l’azienda avrebbe contestato a Pasquale Sconosciuto la partecipazione alle sedute degli organi consiliari in concomitanza con i congedi parentali. La circostanza tuttavia, non avrebbe prodotto al consigliere alcun vantaggio economico. Al contrario: usufruendo del congedo parentale, istituto che non impone al fruitore l’obbligo di rimanere tutto il giorno in casa, il consigliere ha avuto una diminuzione del trattamento economico pari al 30% delle spettanze, mentre il permesso retribuito previsto dalla legge per i dipendenti impegnati in lavori consiliari, non comporta alcuna trattenuta. Se i licenziamenti siano o meno legittimi lo stabilirà la magistratura, ma questa commistione tra rapporti di lavoro e legami politici inquieta. Suscita la sensazione che le appartenenze possano contare più delle competenze.

Salvatore Bruno

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Salvatore Bruno
Giornalista

Giornalista e reporter televisivo da oltre vent'anni, ha maturato una lunga esperienza nella comunicazione istituzionale occupandosi dei rapporti con la stampa di diverse figure politiche.

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