Pescatori ostaggio della plastica che non possono scaricare nei porti

VIDEO | A Vibo Valentia un peschereccio si porta a bordo da un mese enormi bustoni pieni del materiale inquinante che si impiglia nelle reti e che a terra non possono scaricare e smaltire

di Agostino Pantano
martedì 16 luglio 2019
15:18
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Le marinerie calabresi sono in subbuglio di fronte ai ritardi con cui sta cambiando il regime della raccolta dei rifiuti prodotti sui pescherecci. Sia a Vibo Valentia che a Gioia Tauro, solo per fare due esempi, i pescatori lamentano che ancora non sono state trovate le ditte che smaltiscono la plastica e l’umido che le imbarcazioni portano a bordo dopo ogni battuta di pesca.

 

A Vibo esiste il caso della Paradise Seconda che da un mese, non potendo scaricare i bustoni neri pieni della plastica che si impiglia nella rete, preferisce portarseli avanti e indietro; a Gioia Tauro, invece, non manca chi ammette di disfarsi del materiale inquinante ributtandolo in acqua. Il comandante Nicola De Leonardo, scendendo dalla Paradise Seconda, spiega la sua scelta ambientalista: preferisce diventare spazzino e poi tassista del mare, navigare quindi a contatto con le buste nauseabondi, anziché inquinare il mare. Il capitano sottolinea il senso di malessere che accomuna diverse squadre di pescatori, ricorda che la Capitaneria di porto e il Comune stanno cercando una soluzione che ancora manca rispetto allo smaltimento di questi rifiuti speciali che, prima del recente giro di vite, venivano lasciati in apposite aree della banchina, prelevati da addetti che ora non operano più.       

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Agostino Pantano
Giornalista
Agostino Pantano, giornalista professionista, 43 anni, vive a San Ferdinando. È stato corrispondente dei quotidiani Gazzetta del Sud e Il Domani della Calabria. Dal 2006 al 2010 ha diretto la redazione di Gioia Tauro di Calabria Ora. Con altri colleghi, usciti dal giornale per contestare la linea editoriale, ha fondato Il Corriere della Calabria, un periodico e un sito on line per cui ha lavorato come redattore. Ha collaborato con Le Cronache del Garantista e L’Unità. Ha diretto il mensile A Sinistra e la Web Tv Pianainforma.   Dal 2010 al luglio 2016 è stato al centro di un caso giudiziario tra i più gravi nella storia del giornalismo italiano: processato due volte per la sua inchiesta sullo scioglimento per mafia del consiglio comunale di Taurianova, e in un caso per il reato di “ricettazione di notizie”, è stato assolto in entrambe le occasioni.   È componente del Consiglio nazionale dell’Unci (Unione nazionale cronisti italiani). È iscritto all’associazione “Articolo 21”. E’ laureato in Scienze Politiche con una tesi sulla storia del V° Centro siderurgico di Gioia Tauro.
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