L'uso dei grani antichi per prevenire malattie, da Catanzaro al via uno studio

L'azienda Mulinum di San Floro ha messo a disposizione una borsa di studio di 10mila euro per condurre una ricerca sui benefici dell’alimentazione biologica per le persone 

di Redazione
7 maggio 2019
08:37
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Campo di grano
Campo di grano

L’azienda agricola Mulinum di San Floro, in provincia di Catanzaro, finanzierà una ricerca scientifica per poter attestare che i suoi prodotti, messi a confronto con stessi prodotti di tipo industriale, possono avere benefici sulla salute dell’organismo. Un’iniziativa singolare in Italia, annunciata, sabato 4 maggio, nell’ambito del congresso “Dieta mediterranea, l’impatto sulla salute tra cultura e territorio”, organizzato dall’Associazione italiana biologi presso l’Università Magna Grecia di Catanzaro, dall’imprenditore Stefano Caccavari, fondatore della startup agricola che rilancia l’economia del buon grano italiano.

Il progetto

Partendo dalla premessa che spontaneamente alcune personalità del mondo scientifico si stanno interessando al progetto Mulinum, in cui riscontrano una possibile e concreta strada per attestare l’impatto che l’alimentazione biologica ha sulla salute delle persone, si è scelto di investire in diversi protocolli di ricerca, mettendo a disposizione le farine e i prodotti da forno del Mulinum. «È già in atto il progetto sperimentale Glicopizza, uno studio condotto dall’Ospedale Pugliese-Ciaccio di Catanzaro – precisa Caccavari -  che intende dimostrare come nel bambino diabetico sia possibile il consumo di pizza preparata con farina derivata dalla macinatura a pietra di grano Verna, i cui risultati saranno resi noti entro dicembre». Si è scelto di «costituire un comitato scientifico e riconosceremo un grant (borsa di studio) di 10 mila euro a chi vorrà proporre e condurre uno studio scientifico, da  solo o in team, che speriamo possa dimostrare con dati rilevanti i benefici derivati dal consumo di farine e prodotti Mulinum».

L’evento a Catanzaro

Proprio queste le tematiche affrontate durante l’evento formativo fortemente voluto da Domenico Laurendi, presidente dell’Associazione italiana biologi, dal vicepresidente Ornella Muto e dal team di professionisti che li affiancano: la valorizzazione dei prodotti tipici della dieta mediterranea e la  relativa importanza nello sviluppo della persona durante l’età pediatrica, l’uso delle piante spontanee come antiche risorse da rivalutare e la rilevanza della filiera corta nell’utilizzo dei  prodotti. Argomenti di grande interesse scientifico che hanno trovato un riscontro effettivo anche nel momento conviviale che ha suggellato la formazione presso la sede di Mulinum, ove tutti i biologi partecipanti hanno potuto conoscere da vicino la filiera corta e controllata ideata dal giovane imprenditore catanzarese, sostenuto dai suoi 220 soci, e degustare le pizze agricole prodotte con farine di grani antichi e ortaggi biologici.

Il ruolo della Dieta mediterranea

«Mediante tali eventi formativi miriamo a promuovere il ruolo centrale della dieta mediterranea, essenziale per prevenire patologie tipiche della società del benessere e assicurare la qualità della vita. Rifacendoci all’antico idioma siamo ciò che mangiamo, sensibilizziamo la popolazione a una corretta alimentazione mediante il supporto di professionisti qualificati e non diete fai da te che possono causare deficit nutrizionali» ha aggiunto Laurendi dichiarandosi lieto della collaborazione avviata con Mulinum. «Faremo parte del comitato scientifico Mulinum e ci impegneremo a selezionare i migliori progetti per garantire dati scientifici che attestino l’importanza dei grani antichi, elemento cardine nella dieta mediterranea» ha concluso il presidente dell’Associazione italiana biologi.

 

 

 

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