Corigliano-Rossano, disoccupato disperato sale sulla ciminiera dell’Enel

VIDEO | L'ex dipendente della centrale di contrada Cutura lamenta il «mancato utilizzo degli operatori del posto per le fasi di dismissione dell’impianto». Intanto il progetto Futur-E stenta a decollare mentre l’uomo ha fatto sapere ad alcune persone a lui vicine di voler parlare solo con l’arcivescovo   

di Marco  Lefosse
16 settembre 2019
11:13
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È Giuseppe Bosco, ex operaio Enel cinquantenne, che alle prime luci dell’alba di oggi è salito sul secondo anello della ciminiera ovest della dismessa centrale elettrica di Rossano, a circa 80 metri da terra, per protestare. È senza lavoro e cerca un sostentamento per la sua famiglia e per i propri figli.  

Successivamente all’esperienza lavorativa proprio a servizio dell’impianto di contrada Cutura, qualche anno fa, dopo che le prospettive di riconversione dell’impianto erano definitivamente tramontate, decise di licenziarsi quale dipendente della società energetica, con la prospettiva di una nuova occupazione. Pensando, magari, di potersi ricollocare in una delle aziende dell’indotto che da li in poi si sarebbero occupate dello smantellamento della struttura.

«Per la dismissione si doveva utilizzare manodopera locale»

Da allora in avanti, però, è iniziato il calvario lavorativo di Giuseppe Bosco, che in quel luogo in cui aveva lavorato per anni, per lui non c’era più spazio, nemmeno nella fase di dismissione. Ed è questo che oggi lamenta e che lo ha portato, stamattina, a salire su una delle altissime torri della centrale. «Voglio lavoro – ha detto ai microfoni di La C – anche perché le attività di smantellamento all’interno della centrale stanno andando avanti e si sta utilizzando manodopera non locale. Perché – si chiede – nell’assunzione degli operai non è stata data priorità a chi è del posto?»

Enel e l’incapacità della politica locale

E qui, ovviamente, subentra la capacità della politica del territorio che in quanto ai rapporti con Enel, davvero non ne ha azzeccata mai una. A partire dalla nascita dell’impianto, ad inizio degli anni ’70, per finire all’attuale stallo del programma Futur-E volto a garantire un riutilizzo della grande area della centrale me quindi nuovi posti di lavoro, passando per quella mancata opportunità di riconversione dell’impianto, ipotizzata nel decennio scorso, durante la quale le istituzioni territoriali non hanno saputo mettere sul tavolo delle trattative un’alternativa valida e concreta all’idea di una riconversione a carbone della centrale di Cutura.

Bosco vuole parlare solo con l’Arcivescovo

Insomma, questo gigante di ferro e cemento rimane ancora lì, proprio sulla costa ionica, a dieci metri dal mare, inutilizzato ed improduttivo, a fare solo – così com’è oggi - solo da “scoraggiatore” dei turisti. Intanto, Giuseppe Bosco è intenzionato ad andare avanti ad oltranza nella sua protesta e ha fatto sapere, attravesto alcuni suoi compagni di lavoro che stazionano nei pressi dell’ingresso della centrale, di non voler parlare con nessuno se non con l’Arcivescovo di Rossano-Cariati, Mons. Giuseppe Satriano.     

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Marco  Lefosse
Giornalista
Sono Marco Lefosse, classe 1982. Giornalista pubblicista dal 2011 e Idealista nel DNA. Appena diciottenne scrivo alcuni brevi contributi sulla nuova esperienza della giovane destra calabrese per Linea, il giornale di Fiamma Tricolore diretto da Pino Rauti, e per i settimanali il Borghese e lo Stato. A gennaio del 2004 inizio a muovere i passi nei quotidiani regionali. Il mio primo “contrattino” da collaboratore lo firmo con il Quotidiano della Calabria. Nel 2006 lascio il Quotidiano e accolgo con entusiasmo l’invito dell’allora direttore de La Provincia Cosentina di  Genevieve Makaping ad entrare nella squadra della redazione ionica. Nel 2008 arriva il primo vero contratto giornalistico con Calabria Ora. Un’esperienza bellissima che ha forgiato e ben temperato la mia penna. Con onore ho lavorato, ininterrottamente fino al fallimento di questo splendido progetto editoriale nel 2014, per raccontare sempre e a tutti i costi le verità della mia città e del territorio. Parallelamente all’esperienza di Calabria Ora, nel 2011, il neo Sindaco di Rossano, Giuseppe Antoniotti, mi vuole come consulente nello staff dei collaboratori di fiducia. Nel luglio  del 2013, insieme alla collega Giusj De Luca (oggi anche mia splendida compagna di vita), fondo la CMP Agency, una giovane realtà di consulenza per la comunicazione ed il marketing. E nel gennaio 2014 proprio alla CMP è affidato il servizio di Ufficio stampa e Comunicazione istituzionale del Comune di Rossano. Ad Ottobre dello stesso anno, come consulente, seguo la campagna elettorale regionale del candidato Giuseppe Graziano. Dal 2014, chiusa la lunga parentesi dell’informazione con Calabria Ora, insieme alla nuova realtà di CMP Agency mi occupo esclusivamente di comunicazione istituzionale/commerciale e di marketing. Da Aprile 2018 fa parte della meravigliosa famiglia di LaC come corrispondente per i territori dell’alto Jonio calabrese e della neonata Corigliano-Rossano terza città della Calabria.
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