Chiude la biglietteria della stazione Vibo-Pizzo ma il personale non lo sa

VIDEO | Lo si apprende dal sito della società ferroviaria: sorpresa e rabbia tra i passeggeri mentre si attendono determinazioni della politica locale 

di Agostino Pantano
5 ottobre 2019
13:30
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Lo sportello della Stazione di Vibo Pizzo
Lo sportello della Stazione di Vibo Pizzo

Trenitalia chiude la biglietteria della stazione di Vibo-Pizzo, e la notizia coglie di sorpresa lo stesso personale suscitando le proteste dei viaggiatori. Neanche i sindacalisti locali per ora ne sanno molto. Sono stati informati dai colleghi delle organizzazioni nazionali, che hanno prontamente richiesto e ottenuto la documentazione – soprattutto i numeri del traffico – utile a far rivedere la decisione. La politica locale ancora non si è mobilitata, quindi, ma la difesa del presidio dovrebbe essere cosa scontata visto che da questo scalo  ì- che ha uno sportello per ora aperto tutti i giorni dall’alba al tramonto - perché da questa stazione passano 4 coppie di intercity diurni e una di notte, 2 coppie di Frecce bianche e 11 di treni regionali.

Transiti che non giustificherebbero una spoliazione che farà scendere a 8 il numero delle biglietterie che Trenitalia terrà ancora aperte in tutta la regione. L'impianto in questione è tra quelli che Trenitalia gestisce senza convenzione con la Regione, e una delle soluzioni che si potrebbero prospettare passa attraverso il supporto che l'ente potrebbe dare alla società ferroviaria per il mantenimento del presidio. 

 

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Agostino Pantano
Giornalista
Agostino Pantano, giornalista professionista, 43 anni, vive a San Ferdinando. È stato corrispondente dei quotidiani Gazzetta del Sud e Il Domani della Calabria. Dal 2006 al 2010 ha diretto la redazione di Gioia Tauro di Calabria Ora. Con altri colleghi, usciti dal giornale per contestare la linea editoriale, ha fondato Il Corriere della Calabria, un periodico e un sito on line per cui ha lavorato come redattore. Ha collaborato con Le Cronache del Garantista e L’Unità. Ha diretto il mensile A Sinistra e la Web Tv Pianainforma.   Dal 2010 al luglio 2016 è stato al centro di un caso giudiziario tra i più gravi nella storia del giornalismo italiano: processato due volte per la sua inchiesta sullo scioglimento per mafia del consiglio comunale di Taurianova, e in un caso per il reato di “ricettazione di notizie”, è stato assolto in entrambe le occasioni.   È componente del Consiglio nazionale dell’Unci (Unione nazionale cronisti italiani). È iscritto all’associazione “Articolo 21”. E’ laureato in Scienze Politiche con una tesi sulla storia del V° Centro siderurgico di Gioia Tauro.
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