“Basta Vittime Sulla 106” apre il corteo del Primo Maggio a Carfizzi

Dando il via alla kermesse, l’associazione ha voluto ribadire l'importanza della sicurezza sul lavoro e sulle strade calabresi

di Marco  Lefosse
2 maggio 2018
12:18
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L’Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” ha aperto il corteo della Festa del Lavoro regionale 2018, promossa dalla triplice confederale e tenutasi a Carfizzi, per ribadire - ancora una volta - l'importanza della sicurezza sul lavoro e sulle nostre strade. Soprattutto su quella Statale 106, strada della morte, dove il lavoro - come recitava lo slogan dell'associazione presieduta da Fabio Pugliese - rappresenta sicurezza.

«Carfizzi - si legge nella nota di Basta Vittime sulla SS 106 - è un luogo simbolico per eccellenza, poiché cento anni fa in questo comune i braccianti agricoli del crotonese iniziarono a festeggiare la Festa del Lavoro poi sospesa dal fascismo e, quindi, in grande segreto, “spostata” nel suggestivo Parco “La Montagnella”». Carfizzi, inoltre, è stata una comunità colpita, nei giorni scorso, dall’ennesima vittima della S.S.106, Rosario Abate di 38 anni. 

 

Ricordando Rosario Abate

Per questa ragione l’Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” ha voluto presenziare a questa importante e storica iniziativa. Non solo nel ricordo di Rosario e di tutte le vittime della S.S.106 ma anche per evidenziare in primo piano il tema del diritto, della prevenzione e della sicurezza sul lavoro. 

L’Associazione, infatti, ha ribadito che la strada Statale 106 rappresenta per molti calabresi l’unica via di comunicazione che permette di raggiungere il posto di lavoro, inoltre, non sono pochi quanti per lavoro sono costantemente sulla S.S.106. Non è una strada sicura e non sono pochi quanti hanno perso la vita proprio mentre si recavano a lavoro sulla famigerata e tristemente nota “strada della morte”.

 

Il mancato ammodernamento della SS106 

L’altro tema è quello del diritto al lavoro: su questo terreno occorre ricordare che non esiste un solo indicatore economico che non rileva, nella carenza di infrastrutture e, quindi, nel mancato ammodernamento della S.S.106, le ragioni più profonde dell’assenza di lavoro e del conseguente spopolamento (soprattutto giovanile), che da decenni sta lentamente “uccidendo” la Calabria. 

L’Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” ieri a Carfizzi con la propria presenza ha voluto evidenziare tutte queste ragioni ma ha voluto esprimere sentimenti di solidarietà e vicinanza alla Famiglia Abate e, idealmente, a tutte le Famiglie che sulla “strada della morte” hanno perso un loro caro. Ricordiamo che dall’1 gennaio del 2018 sono 8 le vittime della S.S.106 in Calabria: Vincenzo Gatto di 46 anni (6 gennaio Villapiana - CS), Antonella Tripodi di 34 anni (8 gennaio Condofuri - RC), Pasquale Sgotto di 43 (20 gennaio Locri - RC), Andrea Forciniti di 32 anni (6 febbraio Corigliano Calabro - CS),

Marco  Lefosse
Giornalista

Sono Marco Lefosse, classe 1982. Giornalista pubblicista dal 2011 e Idealista nel DNA. Appena diciottenne scrivo alcuni brevi contributi sulla nuova esperienza della giovane destra...

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