Azienda ospedaliera di Cosenza, schiaffo a Cotticelli: lo strano concorso va avanti

Il commissario di origine bergamasca, la dottoressa Giuseppina Panizzoli, degli inviti del generale dei carabinieri ha ritenuto di infischiarsene e senza tanti saluti. Ci sorge spontanea una curiosità: come mai la politica tace rispetto a questa mortificazione di regole ed etica?

di Pa. Mo.
25 ottobre 2019
09:23
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Avevamo scritto qualche giorno fa di uno strano concorso avviato il 23 ottobre all’azienda ospedaliera di Cosenza, un concorso farlocco, sponsorizzato sicuramente da qualche groviglio clientelare messo in moto dalle imminenti elezioni regionali. Tale concorso, finalizzato all’assunzione non di personale amministrativo piuttosto che sanitario, unica vera emergenza nelle strutture ospedaliere della regione, sostanzialmente cozzava con quanto indicato dal commissario alla Sanità Saverio Cotticelli, il quale recentemente aveva affermato che “tutti i concorsi, in particolare  quelli amministrativi sarebbero stai bloccati fino alle prossime elezioni regionali”. All’azienda ospedaliera di Cosenza, invece, in questo pezzo (qui il link del pezzo precedente) avevamo dimostrato che delle indicazioni del generale Cotticelli non fregava a nessuno. Dopo il nostro pezzo, il generale aveva avviato la procedura di revoca, alla quale, l’azienda sanitaria di Cosenza si è subito adeguata sospendendo un concorso che si stava espletando. All’Azienda ospedaliera, invece, hanno continuato a fare orecchio da mercante. 

 

Un commissario di origine bergamasca la dottoressa Giuseppina Panizzoli, degli inviti del generale Saverio Cotticelli ha ritenuto di infischiarsene e senza tanti saluti, procedendo con la sfrontatezza che si ritrova solo in alcuni monumenti del più spregiudicato potere clientelare del Meridione. Chi garantisce alla Panizzoli, le coperture politiche per poter spernacchiare impunemente, il commissario del della Sanità regionale, e per giunta anche un autorevole generale della Benemerita?

 

La Panizzoli, infatti, ha procedutoil 23/10/2019 alleore 15:00 all’espletamento della prima prova pratica dell’avviso pubblico per l’assunzione a tempo indeterminato di 2 operatori tecnici call center cat. B ai sensi della L. n. 68/99 e s.m.i.

Dalle informazioni che siamo riusciti ad avere, i candidati ammessi al predetto concorso risultano essere 755, la prova pratica è stata calendarizzata in 13 giornate (dal 23.10.19 al 22.11.19) con circa 60 candidati a giornata, poi seguirà la prova orale con esito conclusivo della procedura prevista per il 2.12.2019.

Nella giornata di ieri, tuttavia, dei 60 candidati convocati, pare che solo 9 si siano presentati e di questi solo 1 avrebbe superato la prova pratica.

 

E qui sorge la prima domanda: possibile che in una Regione così affamata di lavoro, solo 9 candidati su 60 si presentano ad una selezione? E qui si pone la seconda domanda: la convocazione degli stessi, considerato anche che si tratta di categorie svantaggiate, è stata regolare?

 

Inoltre ci sorgono spontanei altri interrogativi e altre curiosità. Per esempio, il silenzio della politica rispetto a questa mortificazione di regole ed etica, portata avanti tra l’altro da una dirigente dai natali bergamaschi, bergamaschi che di solito si ritengono amanti della regole e delle legalità? Nessuna forza politica, infatti, ha ritenuto di sostenere la sacrosanta indicazione del generale Cotticelli, a stoppare questo  concorso farsa palesemente costruito per foraggiare qualche padroncino della politica cosentina. Ci meraviglia, ancora, la circostanza che anche il M5s, di solito molto solertesulle vicende delle Aziende sanitarie calabresi, in questo caso ha ritenuto di profferire parola?

 

Eppure, il generale Cotticelli, ha evidenziato gli elementi che hanno partorito questo concorso fasullo durante la gestione dell’ex direttore Generale Achille Gentile e che ancora oggi,evidentemente, ne controlla l’evoluzione, considerato che, proprio ieri, giorno della selezione, Achille Gentile, si aggirava nei locali adibiti a prova concorsuale e intrattenendosi per oltre un’ora col Presidente della commissione esaminatrice (dottoressa Galdini). Sarebbe interessante sapere se la glaciale bergamasca Panizzoliè a conoscenza di questa circostanza.

 

Ribadiamo poi, come avevamo già sottolineato nel precedente pezzo, che la commissione esaminatrice rivela delle curiose e bizzarre peculiarità. Vediamo quali. Con il bando di cui alla delibera n. 315/2016 a firma del dottor Achille Gentile, l’Azienda Ospedaliera avviava la procedura di selezione di n. 1 centralinista, di 2 operatori call center e 1 operatore tecnico ascensorista.La sigorara De Cunto e il signor Petrucci presentavano domanda di ammissione sia per il posto di centralinista (risultando poi vincitori) che per i posti di operatori call center come risulta dagli atti concorsuali in nostro possesso. È assolutamente paradossale oggi,  che gli stessi,  si ritrovino ad essere sia candidati ammessi che membri della Commissione esaminatrice. A volerla dire tutta, sono nella condizione potenziale anche di partecipare alla selezione della quale risultano commissari esaminatori, e ciò, in conseguenza dell’alchimia amministrativa messa in atto  dalla dottoressa Panizzoli. Siamo veramente di fronte ad una miserabile tragicommedia.

 

E allora chiediamo, come abbiamo già evedenziato nel precedente pezzo: il commissario Cotticelli, il sub commissario  Crocco e il direttore del dipartimento Tutela della Salute Belcastro hanno realecontezza della farsa in scena all’azienda ospedaliera sotto la regia della bergamasca dottoressa Panizzoli? Possibile che non abbiano niente da dire sulla legittimità e sulla trasparenza degli atti? Come  non si interviene sulla scelta di assumere personale amministrativo e non personale sanitario (Oss, infermieri, tecnici etc…) oppure di investire le risorse sull’acquisto di farmaci, dispositivi e attrezzature considerata lo stato in cui versa l’Ospedale di Cosenza? Il Collegio dei Revisori dell’Azienda ospedaliera di Cosenza, possibile che  non abbia mosso alcun rilievo di fronte ad una tale sceneggiata?  E ancora, c’è da aggiungere: il Collegio dei Revisori ha valutato se sussistono le condizioni per l’assunzione dei disabili ex L. 68/99? L’Azienda Ospedaliera di Cosenza quanti disabili vanta già in organico sul totale degli impiegati?Nel computo della quota da riservare ai disabili, sono stati conteggiati i dipendenti assunti idonei e divenuti successivamente inabili?

 

Il concorso è stato bandito nell’anno 2016, a distanza di 3 anni è stata rideterminata la quota di disabili da assumere, considerato che nel frattempo ci sono stati ulteriori pensionamenti, diversi dipendenti sono stati dichiarati inabili e altri dipendenti appartenenti alle categorie protette ex L. 68/99 sono già stati assunti? Considerato il silenzio dei preposti organi di controllo e degli organi apicali della sanità calabrese,a questo punto non rimane che l’intervento del ministro della Salute Speranza, per far luce su questi interrogativi e per tentare di imporre un briciolo di rispetto dell’etica e della legalità,ponendo fine ai concorsi farsa alla vigilia di competizioni elettorali, i quali, palesano i soliti interessi occulti, dei soliti politici calabresi, che hanno un solo scopo, quello didi accaparrarsi qualche voto in più.

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Pa. Mo.
Giornalista

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