Sanità, l’Azienda ospedaliera di Cosenza e lo strano concorso che si fa beffa di Cotticelli

Mentre l’austero generale dei Carabinieri, inviato a risanare i conti della sanità in Calabria afferma che «tutti i concorsi, specie quelli amministrativi saranno bloccati fino alle prossime elezioni regionali», qualcuno nell’Ao della città bruzia, invece, assume 10 centralinisti e si prepara ad assumerne altri

di Pa. Mo.
22 ottobre 2019
14:33
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Dopo il mio WhatsApp (guarda QUI) che poneva il problema del ridimensionamento del reparto di Ginecologia dell’ospedale Pugliese di Catanzaro mi sono arrivate diverse segnalazioni di anomalie paradossali da tutta la regione. Una, in particolare, mi ha particolarmente incuriosito: la celebrazione di uno strano concorso all’Azienda ospedaliera di Cosenza.  Prima di andare al punto però, è necessaria una premessa

 

Il generale Saverio Cotticelli quando è arrivato in Calabria ci ha fatto una buona impressione. Austero, aspetto rigoroso, forse un po’ all’antica. Tuttavia, ci siamo posti un solo interrogativo: avrebbe avuto il controllo della situazione fino in fondo? È noto che in Calabria la sanità è una giungla. Un ginepraio dove si incrocia di tutto, dai poteri forti più spregiudicati, alle rendite di posizione consolidate, al clientelismo più esasperato al business di imprenditori predatori. Insomma, un campo minato per un galantuomo d’altri tempi. Inoltre, alla vigilia delle elezioni regionali, il campo minato si trasforma in una miniera per quel ceto politico che in questa regione fa il bello e il cattivo tempo. Oggi quel ceto politico deve trasformare il campo minato, in un campo fertile che dia buoni frutti: incarichi, assunzioni, appalti per gli amici degli amici e per compari e comparucci. Tutto ciò che serve, affinché, fra qualche giorno, possa fruttare voti e preferenze ai potenti di turno, i quali, devono continuare a presidiare immutabili le loro rendite di posizione tra gli scranni di palazzo Campanella. Saverio Cotticelli, tuttavia aveva fatto una dichiarazione che lasciava ben sperare: «Tutti i concorsi, specie quelli amministrativi saranno bloccati fino alle prossime elezioni regionali», tutto ciò, secondo il generale, al fine di riportare la buona Sanità in Calabria e superare gli annosi problemi, tra i quali, quello di arginare il malaffare. Una dichiarazione forte, enunciata, forse, con l’ingenuità di un moderno Don Chisciotte.

 

Tuttavia, il decreto Calabria, che oltre a Cotticelli, avrebbe dovuto portare la “buona sanità” nella nostra Regione, non sembra aver migliorato di molto la situazione. Vengono chiusi reparti e interi ospedali. Gli ordini professionali di medici e degli infermieri denunciano da tempo la mancanza di personale sanitario, auspicando decisioni coraggiose sia in termini di reperimento delle risorse necessarie per le assunzioni, oppure si abbia il coraggio di chiudere definitivamente gli ospedali.

Il decreto Calabria aveva la finalità di impiegare le risorse finanziare per l’assunzione di personale medico e paramedico, per l’acquisto di farmaci e l’acquisto di apparecchiature medicali per garantire i Lea e diminuire la spesa per la migrazione sanitaria.

 

E invece, negli ospedali calabresi si continua a morire. Anche a causa della mancanza di medici e operatori sanitari. Potremmo citare innumerevoli e drammatici episodi negli ospedali di Catanzaro, Vibo Valentia, Crotone, Cetraro, Cosenza e Reggio Calabria. Nono stante questo quadro, invece, si continua ad assistere all’indizioni di concorsi farsa che non hanno la finalità di potenziare il personale medico e paramedico ma che hanno semplicemente l’obiettivo di continuare a infoltire la schiera di impiegati amministrativi oltre che la lista dei clienti dei vari potenti politici.  Sullo sfondo, chiaramente la prossima competizione elettorale regionale.

 

Nelle aziende sanitarie e ospedaliere, dunque, continua lo spreco di risorse finalizzato a finanziare il solito clientelismo politico in salsa calabrese. Ecco perché, ci è venuta la curiosità di sapere se il generale Cotticelli, autore di una frase forte, della quale abbiamo dato conto sopra, sia a conoscenza di una farsa travestita da concorso che sta andando in scena all’Azienda Ospedaliera di Cosenza. E attraverso questo pezzo, gli chiediamo di farci conoscere la sua posizione in merito a quanto sta succedendo.

 

Ma facciamo un passo indietro. Con la delibera 315 del 29/12/2016, a firma dell’allora direttore generale, Achille Gentile, veniva indetto un “avviso pubblico di selezione per l’assunzione a tempo indeterminato a chiamata nominativa, di n. 1 operatore tecnico ascensorista, cat. B, n. 1 operatore tecnico centralinista, cat. B e n. 2 operatori tecnici-call center, cat. B, ai sensi della Legge 68/99”.

 

Con delibera n. 532 del 20/11/2017, sempre a firma di Achille Gentile, veniva costituita la Commissione esaminatrice dell’avviso pubblico composta dal Presidente, Ing. Roberto Stefano, e dai componenti Sig. Giampiero Tiano e Sig. Giuseppe Laudone e dal segretario dott.ssa Maria Aloe. Tuttavia, di tale avviso pubblico veniva espletata solo la selezione per l’assunzione di n. 1 operatore tecnico – centralinista, mentre venivano rinviate le selezioni delle altre figure del medesimo concorso. La commissione, dunque, procedeva alla graduatoria di merito quale vincitrice la Sig.ra Sonia De Cunto e con la Delibera n. 288 del 22/05/2018, il Direttore Generale Achille Gentile, procedeva all’assunzione facendo poi scorrere la graduatoria fino all’assunzione di altri 9 partecipanti, tra cui tal Petrucci. In sostanza, con soluzione all’italiana da che si doveva procedere all’assunzione di centralinista si è arrivati a 10 assunti facendo scorrere la graduatoria.

Le altre procedure concorsuali venivano poi sospese dal Decreto Calabria al fine di privilegiare l’utilizzo delle risorse per l’assunzioni di medici, infermieri ed OSS.

Ma a quanto sembra, evidentemente, Cosenza, provincia del governatore Oliverio e della sua ombra, Nicola Adamo, deve vigere un porto franco, nel quale si deroga a norme e regolamenti e, dunque, accade l’inverosimile, mentre gli OSS vengono licenziati o declassati, non si assumono medici e infermieri, non si acquistano farmaci, mentre avviene tutto ciò, invece, sembra che l’azienda ospedaliera abbia ripreso questo concorso farsa del 2016.

Con determina n. 280 del 25/02/2019, il Direttore U.O.C. Gestione Risorse Umane, Dott.ssa Panno, infatti, su delega dell’allora Commissario, Achille Gentile, procedeva alla sostituzione del Presidente della commissione concorsuale, l’ing. Roberto Stefano, il quale, nel frattempo, aveva pensato bene di dimettersi. E qui però avviene la prima anomalia, la dottoressa Panno non solo procedeva a sostituire il Presidente dimissionario con la Dott.ssa Galdini Maria ma inaspettatamente procedeva alla sostituzione di tutta la commissione, anche dei membri che non si erano dimessi. Una procedura alquanto strana. Ma le stranezze non finiscono qui. Nuovi membri della commissione vengono nominati, i due vincitori dello stesso concorso assunti come operatori centralinisti (De Cunto Sonia e Petrucci Francesco). Veramente una curiosa circostanza, considerato tra l’altro i due neo commissari non possono dirsi neanche esperti di un servizio per il quale sono stati assunti solo qualche mese fa.

 

Il 30/09/2019, il nuovo Commissario Straordinario, dottoressa Giuseppina Panizzoli, ha dunque autorizzato, per lo stesso concorso, la procedura di selezione per le figure dei due operatori tecnici di call center, pubblicando la rettifica del nuovo calendario dell’Avviso pubblico con decretando l’inizio delle prove di selezione a decorrere dal 23/10/2019, con la Commissione esaminatrice costituita con la Determina n. 280 del 25/02/2019.

 

È evidente che la nuova commissione composta dai due membri De Cunto e Petrucci, non hanno la benché minima esperienza, considerato che sono stati assunti nel mese di giugno 2018, e  avendo maturato solo 7 mesi di esperienza professionale al momento della nomina. Una circostanza assai curiosa, considerato che nell’azienda  Ospedaliera sono presenti figure professionali che vantano carriere con oltre 20 anni di esperienza ma,  cosa ancor più grave, è che saranno proprio De Cunto e Petrucci a valutare i candidati del call center, i quali fanno parte dello stesso concorso di cui loro risultano vincitori.

Con questa procedura abbastanza farlocca, quanto meno bizzarra sono state fatte le  assunzioni ai sensi della Legge 68/99 e sono stati assunti n. 10 operatori centralinisti e, a questo punto, c’è da ritenere che  ne verranno assunti altri 2 (anche in questo caso con il metodo dello scorrimento della graduatoria) riducendo pertanto la percentuale delle quote di assunzioni obbligatorie previste dalla stessa Legge a discapito di assunzioni di altre categorie come quelle sanitarie  (infermieri ed Oss).

 

La domanda a questo punto sorge spontanea: Perché riservare il collocamento mirato a figure amministrative piuttosto che a risorse umane in ambito sanitario di cui effettivamente ha bisogno l’Azienda ospedaliera? E infatti gli ospedali hanno bisogno di operatori che prestino assistenza piuttosto che la solita pletora di impiegati amministrativi super raccomandati.

E qui ci rivolgiamo al Generale Saverio Cotticelli con una domanda semplice: è informato di questo concorso farlocco messo in atto all’azienda ospedaliera di Cosenza? Se, si, ciò contrasta con quanto da Lei dichiarato qualche tempo fa, in merito all’espletamento dei concorsi alla vigilia delle elezioni regionali.

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Pa. Mo.
Giornalista
A questa noiosa e ipocrita lagna del clero, sulla famiglia, rispondo con una citazione di Ronald David Laing, un noto psichiatra inglese:”La famiglia si può immaginare come una ragnatela, un fiore, una tomba, una prigione, un castello.” Da dirigente comunista e diessino, sono stato un fedele soldato del Politìchesckij Bjurò ora da democratico, nell’era del “pensiero leggero”, sono un anarchico, controcorrente e provocatore. Mi stanno sulle balle,  i pomposi intellettuali post-comunisti, peggio se, con la puzza sotto il naso. Sono freddo e passionale, rosso e nero. Non mi fido delle tonache; nere, rosse, giudiziarie o clericali. Bigotti, puritani e moralisti li darei volentieri in pasto al “gorilla” di De Andrè, ai razzisti  farei fare un’esperienza in quei campi con la scritta: “il lavoro rende liberi”. Presuntuoso? Può darsi! Rompicoglioni! Certo! Se parlo, conosco, se non conosco, sto zitto! Per dirla come  Theodor W. Adorno:  “La libertà non sta nello scegliere tra bianco e nero, ma nel sottrarsi a questa scelta prescritta. Amo questa frase di Vittorio Foa: “il sogno può accompaganre la vita ma non deve determinarla. Quando scegli non devi sognare, tu sei responsabile”. Caratterialmente mi si addice questa citazione frase di  Winston Leonard Spencer Churchill: “Combatteremo sulle spiagge, combatteremo sui luoghi di sbarco, nei campii nelle strade e nelle montagne. Non ci arrende­remo mai…”
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