Il pasticcio dell’Asp di Reggio: 15 oss chiamati a lavorare e “licenziati” prima di iniziare

Continua l'odissea degli operatori a cui il 6 settembre scorso era stato notificato un telegramma per l'incarico a tempo indeterminato in riva allo Stretto. Adesso tramite un'altra missiva la procedura viene sospesa perchè Cotticelli non procede con le autorizzazioni 

di Angela  Panzera
18 novembre 2019
05:53
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«Siete assunti, anzi no». È una vicenda al limite dell’inverosimile quella che stanno vivendo i 15 operatori socio sanitari che oltre due anni fa erano stati giudicati idonei all’esito di un concorso indetto dalla Regione Calabria. Il 6 settembre scorso avevano ricevuto un telegramma dove l’Asp li invitava a recarsi in riva allo Stretto, direttamente in sede, per accettare il lavoro a tempo indeterminato: un sogno che finalmente si avverava. Peccato che, nonostante la lettera ufficiale, i contratti non c’erano e l’assunzione non poteva essere perfezionata poiché il commissario straordinario alla sanità, Saverio Cotticelli, non aveva emanato il decreto con cui perfezionava la procedura. In molti si sono ritrovati quindi in mezzo ad una strada poiché hanno lasciato il precedente lavoro e alcuni avevano impiegato risorse economiche per trovare gli appartamenti nei pressi delle sedi di lavoro già assegnate. Sei dovevano andare a Locri, uno a Melito Porto Salvo, due a Oppido Mamertina e sei a Polistena. Tutti ospedali dove il personale è sotto organico e alcuni reparti fondamentali sono perciò a rischio chiusura

Il secondo telegramma

Sono passati oltre due mesi e gli oss, dopo varie proteste e incontri con la triade commissariale dell’Asp, adesso si vedono recapitare un altro telegramma in cui i commissari straordinari e il direttore amministrativo dell’ente di via Diana, comunicano «che non riesce possibile procedere alle assunzioni al di fuori dell’autorizzazione e la procedura deve intendersi allo stato sospesa». “Licenziati”, prima di aver lavorato. Tutto ruota infatti alla mancata emissione da parte di Cotticelli del relativo decreto. Lo stesso Cotticelli il 5 luglio scorso con una pec aveva «sospeso tutte le procedure finalizzate al reclutamento di personale», ma l’azienda sanitaria reggina era stata “autorizzata - è riportato nel telegramma - a procedere alle assunzioni di solo due figure di operatori socio sanitari”. Il telegramma di assunzione, però era stato inviato a 15 persone e oggi lo stesso viene tacciato «come mero atto preparatorio». L’Asp in buona sostanza dice di “avere le mani legate” poiché al difuori di quell’autorizzazione “non riesce possibile procedere ad assunzioni”. Parole che hanno gettato nello sconforto tutti e 15  gli oss.

 

«Le Istituzioni ci hanno abbandonato, denunceremo»

«Quando sono stati mandati questi telegrammi di assunzione a tempo indeterminato la triade commissariale dove era?», si chiede Antonio Rizzo, un operatore destinatario dei due telegrammi. «Solo ora si sono accorti che non erano autorizzati questi posti? Non sono stati collocati dal Presidente della Repubblica per vigilare affinché non accadessero questi illeciti? Siamo in presenza di un abuso di potere nei confronti di cittadini indifesi che si sono visti recapitati questi telegrammi». L’amarezza e la rabbia sono comprensibili. Si sentono tutti delusi e abbandonati dalle Istituzioni. «Siamo rimasti senza lavoro e con bambini piccoli da sfamare - continua Rizzo - i commissari non hanno voluto fare neanche una conciliazione con le direttive del generale Cotticelli per espletare queste assunzioni in via eccezionale vista l'emergenza in cui versano gli ospedali reggini. Noi riteniamo - chiosa - che ci sono stati degli illeciti nei nostri confronti ed è per questo che denunceremo ciò in tutti gli uffici istituzionali competenti. Non possiamo tollerare che gli ospedali chiudono per carenza di personale e noi siamo a casa in attesa di essere chiamati. Tutto questo è una vergogna. La salute dei cittadini - ha concluso - viene calpestata dalla burocrazia». 

 

Non si arrendono i 15 operatori socio sanitari e, infatti, la loro battaglia continua poiché vogliono vederci chiaro. «A oggi penso che la giustizia in Italia non esista e che la parola legalità sia solo un vocabolo effimero - afferma alla nostra testata Santina Cangeri, un’altra operatrice -. Mi sento tradita dalle Istituzioni e abbandonata. Sono una donna separata con due figli, senza lavoro, senza dignità; e la dignità mi è stata tolta il 6 di settembre, giorno in cui mi era stata comunicata la mia assunzione a tempo indeterminato, ad oggi mai avvenuta. In questi due mesi e mezzo, continua, i funzionari dell' Asp, i commissari straordinari ed in primis il generale Cotticelli, ci avevano assicurato che era questione di giorni che saremmo stati assunti. Adesso perché è avvenuto questo? Cosa c’è sotto? Lo sapremo tramite solo il nostro legale».

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