Dedicato al mare il primo festival dell'archeologia in programma a Vibo

Un appuntamento importante con la partecipazione di scuole, musei, imprese, associazioni e università. Il Gruppo Pubbliemme e il network LaC in prima fila per la promozione dell'evento che comprende un premio speciale intitolato all'archeologo Khaled all Asaad ucciso dall'Isis

di Monica La Torre
lunedì 13 maggio 2019
15:24
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Il primo festival dell'archeologia dal titolo “Il mare e le sue genti” e il premio dedicato all'archeologo siriano Khaled all Asaad nascono da un’idea dall'Archeoclub di Vibo Valentia, diretto dalle archeologhe Anna Murmura (presidente), ed Anna Rotella (vice). Il progetto, concretizzosi grazie alla collaborazione di Wwf, Associazione italiana di cultura classica, Club Unesco e Fai di Vibo Valentia, Fondazione Murmura, progetto Croceneviera, Forum delle associazioni vibonesi, Medexperience, Veipocam, Gruppo Pubbliemme, Museo archeologico nazionale Vito Capialbi, segna di fatto l’istituzione del primo festival dell’archeologia e del turismo della provincia.

 

Vibo, città dei festival

Le due archeologhe, in una nota congiuta, anticipano l’iniziativa. «Nonostante le statistiche individuino la nostra provincia come l'ultima della graduatoria per qualità della vita, Vibo Valentia è una città di festival: dal Festival leggere e scrivere del Centro Sistema Bibliotecario Vibonese al Festival del Turismo sostenibile del Club Unesco di Vibo Valentia e dell'Associazione Medexperience, passando per il Festival della Scienza, il cui merito è da ascrivere al Liceo Scientifico - riporta la nota delle promotrici -. Per questo non poteva mancare, nella greca Hipponion e romana Valentia, dove sotto ogni casa, sotto ogni edificio si nascondono tesori di valore inestimabile, un festival dedicato all'archeologia. Speriamo possa diventare un punto di riferimento per l'archeologia di tutto il territorio vibonese, e possa proiettare la Calabria all'interno di quegli scenari europei e mondiali che le sarebbero propri, in virtù della storia millenaria e del suo passato».

 

Una dedica forte ed emozionante

Un evento che ha una dedica importante: «Abbiamo voluto iniziare questa avventura omaggiando Khaled all Asaad – prosegue la nota-, ucciso dall'Isis per non aver rivelato il luogo in cui aveva nascosto i tesori di Palmira di cui era custode e studioso». Parte attiva dell'organizzazione sia il Museo archeologico nazionale di Vibo, (la direttrice Bonifiglio ha patrocinato l'incontro dibattito sul turismo culturale di domenica 19 maggio), che gli istituti scolastici Liceo Capialbi (il cui preside Antonello Scalamandrè ha messo a disposizione lo spazio dell'aula Magna per le prime due giornate del festival, 17 e 18 maggio, Liceo classico artistico Morelli - Colao (che ha realizzato il piatto-targa che verrà dato come premio e coinvolgerà i suoi alunni come auditori), liceo scientifico Berto presente con alcune classi, l’istituto per i servizi della ristorazione, che curerà con gli chef della scuola, l'allestimento di un banchetto ispirato alla ricette dell'antica cucina romana riprese dal De cocuniaria di Apicio.


L’impegno del Gruppo Pubbliemme

Tra i privati, “Diano Viaggi” e “I Viaggi degli Dei” daranno il loro contributo presentando proposte per fare della Calabria meta di turismo sostenibile e culturale. Inoltre, spazio al maestro Antonio Montesanti artefice del logo dell'evento. Il Gruppo Pubbliemme ha voluto sostenere la manifestazione garantendone visibilità attraverso le testate ed i media afferenti al Network LaC e curandone la comunicazione. «Abbiamo bisogno di fare cultura, parlare di cultura e sensibilizzare un’opinione pubblica che, in Calabria, tende a volte a dimenticare il profondo valore delle nostre origini e che spesso sottovaluta quanto sia importante, da un punto di vista strategico, puntare sulla conservazione dei beni archeologici anche in termini di promozione del territorio – ha dichiarato a tale proposito Domenico Maduli, presidente del Gruppo leader nazionale nella comunicazione outdoor e crossmediale, ed editore del Network LaC -. La messa in sicurezza dell’immenso patrimonio che la storia ci ha lasciato in eredità è azione preliminare a qualsivoglia forma di sviluppo. Senza il nostro passato, non siamo niente. Per questo, abbiamo accettato con entusiasmo l’idea di sostenere l’evento, consapevoli del suo indiscusso valore culturale».

 

Le date

L'inaugurazione del festival avrà luogo presso il Liceo Capialbi venerdì 17 maggio 2019 alle 15, con la presentazione del libro “La figura, l'opera e la memoria di Khaled all Asaad”, realizzato dagli studenti, a seguito di un lavoro di ricerca coordinato dalla professoressa Murmura. Seguirà l'assegnazione del premio Khaled All Assad alla memoria di un altro grande archeologo, Sebastiano Tusa, fondatore della Soprintendenza del mare in Sicilia e di recente scomparso in un incidente aereo in Etiopia (ritireranno il premio i suoi familiari).

 

Il mare e le sue genti

Quanto all’aspetto prettamente scientifico, spazio agli interventi con “Il mare e le sue genti” quale tema comune, indagato dalla preistoria al periodo medioevale, negli aspetti squisitamente archeologici ma anche commerciali, numismatici, marittimi, epigrafici. Tornando a venerdì 17, tra i relatori ricordiamo Aurelia Speziale Massimo Cardosa, Angelo Calzone Giuseppe Collia (Immagini del mare sulla monetazione greco-romana). Il pomeriggio si concluderà con un concerto di musica classica a cura del Liceo Capialbi. Il giorno seguente, ancora il Capialbi ospiterà il professore Mosconi, Maria Letizia Lazzarini, Roberto Spadea, Battista Sangineto, Antonio Zumbo e Alfredo Sansone. Il pranzo del sabato 18, servito nei locali dell'Istituto per i servizi della ristorazione di Vibo Valentia vedrà una serie di preparazioni ispirate ad Apicio (evento a pagamento su prenotazione). Il pomeriggio, Giuseppe Hyeraci si alternerà allo storico ed artista Antonio Montesanti e a Franco Gallo.

 

Tutti al Museo Nazionale

Domenica 19, al Museo archeologico nazionale, via alla sessione dedicata al turismo culturale tra prospettive e proposte. L'incontro, moderato da Domenico Ruffo, prevede la presenza delle due Soprintendenze archeologiche della regione, Polo Museale della Calabria, Club per l’Unesco di Vibo Valentia, Fai di Vibo Valentia, Tour Operator Diano Viaggi, progetto Parco Croceneviera, associazione guide turistiche provincia di Vibo Valentia, Pro loco Calabria. A chiudere i lavori, la visita guidata al Museo.

 

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Monica La Torre
Giornalista
Monica La Torre, padre calabrese e madre umbra, nasce a Tropea 50 anni fa. Nenache cinquenne, è costretta da un destino avverso ad emigrare in una ridente cittadina tra Assisi e Spoleto, nel regno di Don Matteo. Passa gli ultimi 46 anni a lamentarsi per questa sorte ria, senza riuscire a trovare una scusa valida per ri-trasferirsi. Di mestiere fa la nostalgica. Nei ritagli di tempo si è laureata, ha cambiato un numero imprecisato di lavori, ha imparato a memoria le uscite della Salerno Reggio Calabria, attraversato a nuoto lo stretto di Messina, rovinato la giovinezza con vent'anni di partita IVA. Senza merito alcuno, è circondata di persone belle, che ne sopportano il pianto greco da emigrata inconsolabile. E' malata di mare ed happy hour. Tutti sanno che convive con due vizi innominabili. Quella cosa con la quale non si mangia chiamata: ARTE, e quella cosa che in Calabria è meglio dimenticare, chiamata: NATURA. Crede che la bellezza salverà il mondo, ma non il suo, perché la rivoluzione delle coscienze avverrà 24 ore dopo il suo trasferimento "altrove". Non per questo, si incazza di meno con le "capre". Non ha avversione per il denaro: è il denaro che ne ha per lei.  

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