Varia 2019, il presidente Petitto si appresta a pubblicare il bilancio

Il responsabile del comitato tira le somme della "sua" festa, archiviata come una delle più belle e coinvolgenti di sempre e rilanciata dalla diretta televisiva del network LaC organizzata e condotta da Domenico Milani

di Monica La Torre
3 novembre 2019
15:26
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Saverio Petitto ha l'espressione soddisfatta di chi ha appena archiviato con successo l'esperienza della vita. La sua Varia, la grande festa patrimonio dell'Unesco che lo ha visto presidente dell’edizione 2019, è passata alla storia come la Varia della trasparenza, dell'unione della condivisione. Un'emozione, un'intensità, uno spettacolo che a Palmi - a detta di tutti - non si erano mai visti. E che la splendida diretta su LaC Tv organizzata e condotta dall'anchor man e ideatore Domenico Milani ha riverberato nelle case di Calabria, dell'Italia e del mondo: ovunque cioè vivessero palmesi e corregionali sparsi nei cinque continenti. Le telecamere hanno seguito e raccontato il prima durante e dopo la festa, con attenzione e con professionalità. Il network del Gruppo Pubbliemme è entrato in ogni casa, ha avvicinato i protagonisti della festa, ha svelato per la prima volta nella storia secolare della Varia il fascino del dietro le quinte, i suoi segreti. In campo, il video maker Saverio Caracciolo, astro nascente della fotografia calabreseOvvio che sia tempo di bilanci.

L'amore e l'orgoglio

La soddisfazione e l'orgoglio nutriti da Petitto si basano sul feedback ricevuto, sul cosa è accaduto e sul come. Nel promuovere la festa, nell’organizzarla, nel dare incarichi di responsabilità, il presidente ha sin da subito voluto perseguire legalità e trasparenza in ogni atto, ogni decisione. E questo ha fatto la differenza. Il suo gruppo di volontari, molti dei quali da anni lo affiancano nell’associazione di volontariato Prometeus, lo ha supportato. E insieme si sono impegnati sin dal primo giorno a non sottacere la minima decisione, il più sottile passaggio organizzativo. In linea con questa priorità, quella della trasparenza, appunto, l’edizione 2019 verrà definitivamente archiviata solo con la pubblicazione del bilancio della manifestazione.

Novembre, tempo di bilanci

«Già nel 2008 - premette Petitto a tale proposito - avevo pubblicato il bilancio della Varia su un libro di satira. Amo disegnare vignette satiriche, penso che con le immagini si possano dire verità che, esplicitate diversamente, non sarebbero altrettanto accettate. Il titolo del volume del 2008 era “Avariata”, ed ovviamente le vendite erano servite a finanziare progetti di beneficenza». Quest’anno, la storia si ripeterà: Petitto pubblicherà il bilancio Varia 2019 inserendolo in un volume di satira. Motivi e qualche anticipazione, nell'intervista rilasciata a poche settimane dalla sua diffusione.


Cosa le rimarrà di questa Varia?
Tanto. Pensavo di aver conosciuto tutto nella vita. Ma grazie a questa manifestazione ho scoperto che molte cose mi sfuggivano. Ho conosciuto meglio le persone che mi circondano: nel bene e nel male. ho acquisito coscienza di molti fenomeni dall’ego smisurato, persone che solo apparentemente si mettono al servizio della comunità, ma che in realtà devono nutrire se stessi.

 

E a parte le delusioni personali?

A parte questo, questo periodo di grande fatica di tremendo impegno è stato caratterizzato dalla consapevolezza di essere circondato da un gruppo stupendo, da uomini e donne che hanno dato una mano, che hanno dormito nelle brande. Un gruppo consolidato e coeso che lavora insieme da anni, ed è riuscito a dare alla Varia la forza e l'energia le servivano.


Oggi cosa pensa di fare?
Questo è un momento di pausa e di bilanci. La gente deve sapere come abbiamo lavorato, e con quali risorse. E finché non avrò pubblicato il bilancio non sarò tranquillo. Non mi riterrò soddisfatto. Sono fatto così. Mi emoziono per tutto. Per la lettera di una mia amica affetta da Sla, per i messaggi dei palmesi che vivono fuori Italia, che hanno vissuto la festa grazie alla bella diretta televisiva del network LaC.


Che ricorda di quei giorni?
È stata una cosa meravigliosa: tra le esperienze più forti della mia vita. Ancora non ho elaborato la mole di informazioni e di esperienze che ho vissuto. Ci vorranno anni per metabolizzare questa bella festa e questa fatica. Se penso ai problemi e le cose da fare in sequenza negli ultimi giorni, ancora oggi stento a credere che ce l'abbiamo fatta.


Quando ha capito che era andata bene?
lo il 25 notte, dopo i fuochi d'artificio. Mi sono seduto con mia moglie su delle scalette, mi sono mangiato un panino, mi sono fermato a respirare. Oggi, rimane la soddisfazione per aver fatto qualcosa di bello per la città.

Che testimonianze ha avuto?
Una prova tangibile, una delle più importanti, è stata la soddisfazione dei commercianti del mio paese, che hanno triplicato gli incassi.


Lo rifarebbe?
Questa domanda me l'hanno fatta tutti: ma adesso non ha senso rispondere. È ancora il tempo della riflessione. Dopo una simile esperienza, non ha senso prendere decisioni affrettate. Bisogna fermarsi. Tornare dietro le quinte, spegnere i riflettori e prendersi una pausa. Io ho sempre agito in modo pubblico, sono sempre stato impegnato nel mondo del volontariato, del sociale. E vorrò essere ricordato non solo per quello che faccio, ma per l’amore col quale lo faccio.

Vuole ringraziare qualcuno?
Le forze dell'ordine, straordinarie e sempre al mio fianco. E Arcangelo Badolati, il mio vice presidente, che ha fatto tanto per Palmi, nonostante fosse stato colpito da un lutto tremendo. Con lui abbiamo intenzione di lavorare a progetti nuovi, ci saranno altre iniziative che ci vedranno in prima linea. Ma non ora. Ripeto: adesso è il momento della riflessione, e c’è ancora da chiudere il capitolo Varia con un bilancio chiaro.


Cosa le rimarrà di questa festa?
Capisco che sia stata importante per la città, oltre che per me, da un piccolo particolare: un tempo per tutti, a Palmi, ero Saverio. Adesso da mesi mi chiamano presidente. E credo che questo appellativo me lo porterò dietro per tutta la vita.

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Monica La Torre
Giornalista

Monica La Torre, padre calabrese e madre umbra, nasce a Tropea 50 anni fa. Nenache cinquenne, è costretta da un destino avverso ad emigrare in una ridente cittadina tra...

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