Da Gerardo Sacco una croce in oro e argento per omaggiare San Francesco

VIDEO | L'artista crotonese aveva già realizzato altre opere, tra cui la chiave d'oro che ogni anno il sindaco di Paola consegna simbolicamente al santo per affidargli la città

di Francesca  Lagatta
domenica 5 maggio 2019
15:13
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L'ultimo giorno di festeggiamenti per il V centenario della canonizzazione di San Francesco di Paola si è arricchita di un'opera d'arte realizzata per l'occasione da Gerardo Sacco, maestro orafo di fama proveniente da Crotone. Si tratta di una croce in plexiglass, placcata in oro e argento, arrecante quattro distinte figure del santo paolano. La creazione è stata pensata per accompagnare le processioni religiose e per questo la sua particolarità è quella di apparire uguale da ambedue i lati, così sia chi si trova davanti, sia chi si trova dietro, può vedere la stessa immagine. «E' la quinta opera che realizzo per San Francesco di Paola - ha detto l'artista crotonese - e ogni volta è la stessa emozione. Stavolta è stata la gente a chiedermi di lasciare un ricordo indelebile per questa ricorrenza e ho dovuto pensare a qualcosa che ancora non avevo fatto». Poi ha aggiunto: «Sono fortunato ad essere vissuto in un epoca in cui ho potuto essere testimone di avvenimenti così importanti legati a San Francesco. E' il paolano più famoso al mondo perché ha vissuto a lungo, ha visitato molti posti e ha lasciato ovunque la sua impronta. Ovunque ci sono fedeli che venerano la sua figura».

La consegna della chiave della città

La presentazione dell'opera di Gerardo Sacco è avvenuta subito dopo la consueta consegna della chiave d'oro a San Francesco da parte del sindaco, opera anche questa realizzata da Sacco tempo addietro. I portatori abbassano il simulacro il più possibile per consentire al primo cittadino di infilare il prezioso oggetto nella mano sinistra del santo, affinché egli protegga la città da ogni maledizione o possibile dramma. Solitamente ciò avviene in piazza, ma le condizioni meteo avverse di ieri, hanno costretto gli organizzatori a ripetere il rituale all'interno della basilica del convento francescano, alla presenza di migliaia di fedeli e cittadini.

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Francesca  Lagatta
Giornalista
Francesca Lagatta è nata a Praia a Mare l’11 aprile del 1985. Dopo molteplici esperienze con la stampa locale, nel 2011 approda dapprima ad Hi Tech Paper del giornalista Leonardo Lasala, poi ad Alganews, il quotidiano on line diretto dal giornalista Rai Lucio Giordano. È in questo periodo che si forma come giornalista di inchiesta. Nel 2014 è nella redazione calabrese di Notìa, poi è la volta de L’Ora siamo Noi, La Provincia di Cosenza e una piccola parentesi televisiva nel programma Perfidia, al fianco della giornalista Antonella Grippo. Scrive ancora per Identità Insorgenti, L’Ora di Palermo, Echi dal Golfo, Diogene Moderno. Nel 2015 sottoscrive un contratto con l’agenzia Kika Media Press, scrive di cronaca su La Spia Press e di inchiesta su La Spia, il portale del giornalista Paolo Borrometi. Successivamente diventa inviata e addetta di Rete L’Abuso, il più grande osservatorio nazionale di crimini commessi in ambienti clericali, collabora per un breve periodo per Radio Siani e poi viene ingaggiata come corrispondente per Cronache delle Calabrie, diretto da Paolo Guzzanti. Nel giugno del 2017 fonda una agenzia pubblicitaria, la Famnews & Com, e diventa direttrice responsabile della nuova testata giornalistica calabrese di inchiesta La Lince. A gennaio 2018 i suoi articoli vengono pubblicati sul settimanale statunitense Harbor News, mentre qualche mese più tardi è il giornale italo canadese Grandangolare ad annoverarla tra i suoi collaboratori. Sulle riviste nazionali ha firmato per i settimanali Cronaca in diretta e Tutto. Dall’agosto del 2018 è corrispondente per LaC News24.   Dal luglio del 2017 compare nell’elenco nazionale dei giornalisti minacciati stilato dall’autorevole sito Ossigeno per L’informazione. Nella sua breve carriera ha già ricevuto cinque premi per le sue inchieste giornalistiche, assegnati da tre diverse regioni del sud Italia: Sicilia, Calabria e Basilicata. Si occupa in prevalenza di 'ndrangheta, sanità, massoneria, politica, pedofilia e corruzione, ma il suo tarlo è la denuncia sociale.

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