L'Unical si apre alla ricerca astrofisica, il rettore Crisci: «Traguardo storico»

Finanziata dal Ministero una nuova struttura dell'Istituto nazionale di astrofisica che punta a rendere l’ateneo di Arcavacata centro strategico e polo formativo d’eccellenza nel settore

di Redazione
2 agosto 2019
17:40
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Unical
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Nei giorni scorsi il ministro dell'Istruzione, dell'università e della ricerca, Marco Bussetti, ha firmato l’aumento del fondo ordinario per il finanziamento all’Istituto nazionale di astrofisica (Inaf).

Lo stanziamento è finalizzato alla realizzazione di una struttura di ricerca dell’Inaf presso il Campus dell’Università della Calabria, a regime già a partire dal 2020.

 

«Questa notizia rappresenta una occasione unica per la Calabria e per la nostra università – ha dichiarato il rettore Gino Mirocle Crisci – che dimostra che quando si semina bene, si raccolgono ottimi frutti. La nostra credibilità paga a tutti i livelli, anche ministeriali, se si considera che questo sarà l’unico istituto del genere all’interno di un ateneo statale. Ci tengo, per questo, a ringraziare in modo particolare il ministro Bussetti per la grande attenzione riservata al nostro ateneo».

«La firma del decreto ministeriale –  aggiunge il rettore Crisci - arriva anche a pochi mesi dall’inaugurazione del Planetario “G.B. D’Amico” di Cosenza, una importante concomitanza che vedrà sicuramente un ulteriore sviluppo, in ambito culturale ed educativo, di questa opera attraverso la sinergia della città con l’ateneo».

Premiata l’eccellenza scientifica del campus

Questo traguardo, fa sapere in una nota l’ateneo di Arcavacata, arriva a compimento di un percorso quarantennale di eccellenza scientifica del gruppo di astrofisica e geofisica, operante presso il dipartimento di Fisica dell’università, che nell’ultima valutazione nazionale della qualità della ricerca, ha visto il gruppo classificarsi al primo posto in Italia nel settore della fisica del sistema Terra e dello spazio circumterrestre.

Sotto la guida del professore Pierluigi Veltri, l’ateneo ha visto crescere, in questi anni, almeno tre generazioni di scienziati conosciuti a livello scientifico internazionale per l’attività di ricerca nel campo delle tematiche coinvolte nella nuova Struttura di Ricerca Inaf.

Un polo d’eccellenza

La nuova struttura di ricerca sarà basata inizialmente su tre tematiche scientifiche particolari. La fisica delle relazioni sole-terra, che riguarda lo studio della dinamica complessa dello spazio interplanetario e le relazioni con l’ambiente circumterrestre. L’astrofisica dei plasmi, che riguarda lo studio della maggior parte della materia visibile nell’universo. Infine, l’astronomia extragalattica che riguarderà le strutture ad alto redshift, l’analisi di sorgenti cosmiche luminose (Quasar) e le galassie che ospitano intense esplosioni stellari energetiche.

 

Fra l’altro, all’interno del polo è prevista l’installazione di uno spettro-polarimetro per osservazioni solari e l’implementazione del corrispondente laboratorio di sviluppo a microonde, che andrà a fare parte di una rete nazionale per la meteorologia spaziale, un laboratorio di calcolo per simulazioni numeriche ad alte performance, nonché la dotazione di 30 posizioni fra ricercatori, tecnologi e personale di supporto.

 

Di particolare rilevanza, all’interno del decreto ministeriale, l’indicazione che la struttura di ricerca Inaf presso l’università della Calabria ospiterà lo “Space WeatherCampus Unical, che si prefigura come un centro nazionale per la meteorologia spaziale (space weather) anche grazie al lavoro del direttore del dipartimento di Fisica, professore Vincenzo Carbone, primo presidente del gruppo nazionale di Space Weather.

Un centro di alta formazione grazie all’Inaf

La presenza dell’Inaf andrà anche ad arricchire l’offerta didattica dell’ateneo nel campo della astrofisica e della geofisica.

«Questa sinergia – spiega il rettore Crisci - consente di incrementare notevolmente l’offerta formativa, allo stato attuale presente solo nel nostro ateneo, nel campo congiunto della meteorologia spaziale e atmosferica, come richiesto dal Wmo. Questo costituisce quindi un settore strategico per la valorizzazione e il miglioramento dell’offerta didattica, creando un polo formativo di eccellenza, anche finalizzato all’incremento della scelta dell’Università della Calabria come sede di studio da parte degli studenti delle regioni limitrofe».

Un ricercatore dell’Unical nel team di Voyage 2050

«A questa importante notizia - conclude Crisci - si aggiunge un’altra medaglia ricevuta dal Dipartimento di Fisica: il nostro ricercatore Francesco Valentini è stato selezionato dall'Esa (European Space Agency) nel team di scienziati europei incaricato di disegnare le linee guida di Voyage 2050. A lui e al Dipartimento, vanno le mie congratulazioni e quelle dell’intera comunità accademica».

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