Soverato, lirica d'estate: sale l'attesa per la Tosca alla Summer arena

Il 14 agosto gli appassionati potranno assistere a un vero e proprio evento nel panorama culturale calabrese, con la capitale balneare della costa ionica che si prepara a ospitare l'opera di Puccini

di M LT
mercoledì 10 luglio 2019
10:01
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L’estate calabrese si apre alla lirica. E lo fa conquistando la Summer arena di Soverato, 4500 posti a sedere, i cui scranni, il 14 agosto, saranno tutti a disposizione dei melomani che vorranno assistere alla prima produzione e messa in scena calabrese della Tosca di Puccini.
A lanciare il guanto di sfida e venire incontro alle esigenze di un pubblico, «che ha fame di cultura e sete di novità», è Demetrio Mannino, titolare della Publidema eventi e comunicazione, società alla quale l’associazione culturale Traiectoriae ha affidato lo sviluppo della comunicazione della stagione lirica al Teatro Francesco Cilea (di cui è organizzatrice, assieme al Comune di Reggio Calabria). «Se al pubblico dedichi attenzione e una programmazione sapiente – afferma Mannino - ti segue, e ti segue sempre. È lo stesso pubblico che, ad esempio, ci ha dato grandi soddisfazioni a Reggio, con i tre sold out registrati nella stagione 2018/2019 per La Traviata, la Norma e il Don Giovanni di Mozart».

 

La lirica e la Calabria

«Abbiamo visto la grande attenzione per la lirica che sta maturando, giorno dopo giorno, anche da noi. Eravamo convinti che i tempi fossero maturi per un simile salto di qualità: per questo abbiamo deciso di coprodurre, insieme a Traiectoriae, la messa in scena della Tosca di Puccini».
Si tratta del fuori programma più atteso del cartellone soveratese, curato dalla Esse Emme Musica di Maurizio Senese, gestore del contenitore culturale soveratese e curatore della rassegna estiva della Summer Arena. L’allestimento vede la regia di Orlin Anastassov. Il Coro Francesco Cilea sarà diretto da Bruno Tirotta. Il maestro Matteo Beltrami condurrà l'Orchestra del Teatro Cilea; in lui, troviamo uno dei più interessanti e apprezzati direttori d'orchestra dell'ultima generazione, reduce da tournee nazionali - Bologna, Firenze, Parma, ed estere: Spagna, Giappone, Svezia, Germania. In scena, Paoletta Marrocu nel ruolo di Tosca, Mikheil Sheshaberidze in quello di Cavaradossi, Ventseslav Anastasov nel ruolo del barone Scarpia. Scenografie, Polina Gerasimova.

 

Gli interpreti

La Marrocu, diretta da Riccardo Muti, Zubin Metha, Riccardo Chailly, Daniel Oren, Daniel Harding, ha nel suo repertorio le eroine di Verdi e Puccini, personaggi che l’hanno vista imporsi a Milano, Londra, Zurigo, Hannover, Monaco, Stoccolma ma anche in Nuova Zelanda e in Giappone. La sua Toscaè stata già applaudita ad Amburgo, nella Staatsoper. Quanto a Caravadossi, il tenore che canterà a Soverato è reduce dai successi dell’Arena di Verona, dove è stato protagonista del Radamès, nell'Aida che ha inaugurato il Festival veronese.
«L’auspicio che intendo formulare è uno solo – ha dichiarato Mannino, alla vigilia della presentazione alla stampa dello spettacolo -. Confido che iniziative come questa, che rappresentano un salto in avanti nella programmazione culturale, e che di fatto rappresentano l’ingresso della grande lirica nell’estate calabrese, possano far comprendere a tutte le istituzioni locali quanto fare cultura e farla bene possano aiutare una terra come la nostra. La cultura, insisto, non ha colore politico o targa automobilistica. C’è bisogno di fare insieme, ognuno la sua parte». I biglietti per lo spettacolo, sono già disponibili sulla piattaforma Ticket One. 

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M LT
Giornalista
Monica La Torre, padre calabrese e madre umbra, nasce a Tropea 50 anni fa. Nenache cinquenne, è costretta da un destino avverso ad emigrare in una ridente cittadina tra Assisi e Spoleto, nel regno di Don Matteo. Passa gli ultimi 46 anni a lamentarsi per questa sorte ria, senza riuscire a trovare una scusa valida per ri-trasferirsi. Di mestiere fa la nostalgica. Nei ritagli di tempo si è laureata, ha cambiato un numero imprecisato di lavori, ha imparato a memoria le uscite della Salerno Reggio Calabria, attraversato a nuoto lo stretto di Messina, rovinato la giovinezza con vent'anni di partita IVA. Senza merito alcuno, è circondata di persone belle, che ne sopportano il pianto greco da emigrata inconsolabile. E' malata di mare ed happy hour. Tutti sanno che convive con due vizi innominabili. Quella cosa con la quale non si mangia chiamata: ARTE, e quella cosa che in Calabria è meglio dimenticare, chiamata: NATURA. Crede che la bellezza salverà il mondo, ma non il suo, perché la rivoluzione delle coscienze avverrà 24 ore dopo il suo trasferimento "altrove". Non per questo, si incazza di meno con le "capre". Non ha avversione per il denaro: è il denaro che ne ha per lei.  
Lacnews24.it
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