Ritorna l’ora della terra: luci spente per il clima

Dalle 20.30 alle 21.30, niente luce per sensibilizzare sul riscaldamento globale. All’iniziativa del Wwf aderiscono oltre 400 comuni tra cui Reggio Calabria

di Redazione
30 marzo 2019
08:16
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L’ora della terra
L’ora della terra

Ritorna oggi, sabato 30 marzo l'Earth Hour, l'evento annuale del Wwf che chiede di spegnere per un'ora le luci per sensibilizzare sul riscaldamento globale. L'Ora della Terra del Wwf, partita nel 2007, lo scorso anno ha coinvolto 188 paesi, 18.000 monumenti storici o simboli spenti, oltre 3 miliardi di messaggi veicolati sui social, più di 250 Ambasciatori e influencer impegnati. In Italia sono stati più di 400 i comuni che hanno aderito, pronti a spegnere le proprie luci per un'ora sabato, dalle 20:30 alle 21:30.

Le adesioni in tutta Italia

Quest'anno, nel nostro Paese l'Earth Day avrà come suo centro Matera, Capitale Europea della Cultura per il 2019. A spegnersi per un'ora sarà l'area di S.Pietro Caveoso e della Rupe dell'Idris, luoghi iconici della Città dei Sassi. In programma ci sono anche due concerti del pianista Danilo Rea. Nel resto del Paese sono centinaia i Comuni che hanno aderito a Earth Hour 2019, con eventi e spegnimenti simbolici. Hanno aderito tra gli altri Milano, Palermo, Napoli, Bologna, Firenze, Venezia, Trieste, Reggio Calabria e Perugia. Tante le iniziative e gli eventi organizzati dai volontari del Wwf. La situazione del riscaldamento globale è sempre più preoccupante. A ottobre dell'anno scorso, il rapporto dell'Ipcc, il Comitato dell'Onu sul clima, ha lanciato l'allarme: le temperature mondiali sono già aumentate di 1 grado dai livelli pre-industriali (metà dell'Ottocento). Se non si tagliano drasticamente le emissioni di gas serra, già al 2030 il riscaldamento potrebbe superare 1,5 gradi, l'obiettivo più ambizioso dell'Accordo di Parigi. Ma le emissioni, invece di ridursi, continuano ad aumentare.

La riduzione delle emissioni

Tutti gli studi rivelano un aumento della produzione globale di CO2 nel 2018, per il secondo anno consecutivo. La riduzione delle emissioni da parte della Ue e del Giappone è vanificata dall'aumento in Usa, Cina e India, provocato dalla domanda energetica di economie in crescita. Ma se da una parte la situazione si aggrava, dall'altra parte nasce una speranza. E' quella dei milioni di ragazzi di tutto il mondo che il 15 marzo hanno partecipato allo sciopero scolastico per il clima, indetto dall'attivista sedicenne svedese Greta Thunberg. Una mobilitazione che fa sperare nella nascita di una coscienza climatica nelle nuove generazioni. Quelle che un giorno saranno classe dirigente, ma che già oggi possono influenzare i governanti.

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