Un catanzarese porta la Calabria alla Notte europea dei ricercatori

Stefano Comità insieme al team di biologi con cui collabora nel capoluogo sabaudo presenterà al pubblico la fisiologia dell'apparato cardiocircolatorio e le patologie ad esso correlate

di Redazione
martedì 10 settembre 2019
15:55
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Stefano Comità
Stefano Comità

Quest’anno la Notte europea dei ricercatori di Torino ospiterà Stefano Comità, dottorando in Fisiologia cardiovascolare presso l’Università di Torino ma proveniente da Catanzaro. «La Notte Europea dei Ricercatori di Torino - spiega un comunicato - richiama ogni anno migliaia di appassionati con l’obiettivo condiviso di creare occasioni di incontro con i cittadini per diffondere la cultura scientifica e la conoscenza delle professioni in maniera informale e divertente. Un’iniziativa promossa dalla Commissione europea che si svolge in contemporanea con oltre 200 appuntamenti in altre città europee ed italiane. Durante l’evento, Stefano Comità, insieme al team di biologi con cui collabora a Torino presenterà al pubblico la fisiologia dell'apparato cardiocircolatorio e le patologie ad esso correlate».

Stefano Comità e la passione per a ricerca

L'obiettivo di Stefano Comità è da sempre diventare ricercatore in fisiologia. Dal suo paese natale Settingiano, decide di spostarsi in Sicilia per studiare Scienze Biologiche presso l'Università degli Studi di Messina, dove consegue la laurea triennale. Durante il periodo universitario, Comità sospende gli studi per cinque anni a causa di problematiche familiari ma la sua passione per la ricerca non lo abbandona. Decide così di riprendere e concludere i propri studi a pieni voti all'Università della Calabria di Cosenza e infine trasferirsi a Torino dopo aver vinto il concorso per un dottorato di ricerca in Fisiologia Cardiovascolare. Attualmente sta conseguendo il suo dottorato di ricerca presso il laboratorio di Fisiologia Cardiovascolare dove si occupa di sistemi in vitro ed ex-vivo. Un’opportunità importante per Stefano Comità che gli permetterà di proporsi come ricercatore di fisiologia alla città di Torino ma anche all’Europa, dichiarando la sua volontà di dedicare la vita al mondo della ricerca.

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