Rende, la ricerca di un’antica via romana in un film per la tv francese

Al via le prime indagini sulle tracce della Popilia-Annia che collegava Reggio Calabria a Capua. Parallelamente al progetto, il regista Benoit Felici sta girando un documentario per "Voyage", canale della Fox

di Redazione
13 settembre 2019
09:59
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Il comune di Rende è sulle tracce di un’antica via consolare: le prime indagini geofisiche sono partite a contrada Concistocchi, nei pressi del fiume Crati e vedono coinvolti geologi Renato Acri e Amerigo Giuseppe Rota. Si tratta dell’antica Via Popilia-Annia, il tracciato che da Reggio Calabria portava a Capua e poi, congiungendosi alla Via Appia, con Roma.

 

L’assessore alla cultura di Rende Marta Petrusewic parla di «un progetto visionario» in cui si sono volute cogliere «le potenzialità di ricaduta sul nostro territorio in termini culturali e anche economici». «Quando ci è stato proposto -ha proseguito la Petrusewicz - abbiamo subito interessato gli archeologi docenti dell’Unical e la Soprintendenza Abap per le province di Catanzaro, Cosenza e Crotone. Abbiamo valutato insieme il lavoro preliminare di indagine storiografica e bibliografica fatto sul potenziale tracciato della via romana che da Reggio Calabria portava a Capua. Abbiamo sostenuto pertanto le indagini geofisiche non invasive, e attendiamo speranzosi i risultati».

Sulle tracce dell’antica Via Popilia-Annia

«Abbiamo incrociato i dati contenuti nel volume di Vincenzo Spanò “La via Popilia-Annia in Calabria” con quelli delle foto aeree della zona», ha dichiarato Renato Acri, «abbiamo così individuato il probabile tracciato. Sono stati già trovati alcuni basolati a Morano e a Torre Chierico nella zona sud di Cosenza che ci fanno ben sperare. L’assessora alla cultura e alla ricerca ha da subito appoggiato il nostro progetto e da giugno scorso abbiamo iniziato con le prime indagini non invasive dopo aver avuto il placet da parte della Soprintendenza».

 

La metodologia geofisica utilizzata per le indagini è la GPR (ground penetrating radar), noto anche come Georadar, che si basa sull'analisi delle riflessioni di onde elettromagnetiche trasmesse nel terreno. Tale metodo fornisce una sezione del terreno indagato dalla superficie, fino a profondità di alcuni metri (2-3 m), con ottima restituzione dei dati. «Da una prima analisi di quelli raccolti -ha proseguito il geologo - sono state registrate alcune anomalie e quindi la presenza di alcuni marker nel terreno che fanno ben sperare di trovare basoli. Andranno eseguite poi delle tomografie geoelettriche per avere certezza dei risultati».

Un film per Voyage, canale francese della Fox

Parallelamente al progetto si è mosso Benoit Felici, giovane regista e documentarista Italo-francese che si trova in questi giorni in Calabria per girare il film per la tv Voyage, canale francese della Fox, sulle antiche strade romane Appia, Cassia, Valeria e Popilia.

 

«Dopo aver lavorato su progetti di tipo documetaristico - ha detto il filmaker - come “Unfinished Italy” in cui partendo dalle opere pubbliche incompiute in Italia si riflette sulle cose che non finiamo e su come alcune persone siano riuscite a trasformare edifici in disuso in luoghi vivi, qui emerge invece come luoghi che paiono essere dimenticati riescano a rivivere grazie alle comunità che cercano di rivitalizzarli». «Realizzeremo quattro film su ciascuna via consolare: se i tracciati sembrano essere stati cancellati dal tempo, l’immaginario ancora c’è e vive grazie a chi questi luoghi li abita o li attraversa e vuole ridare un senso a queste latitudini». Dopo aver girato sulla via Appia e Cassia, Felici ha cominciato da Capua a ripercorrere la strada romana: «Dopo la Campania, abbiamo attraversato il Pollino per arrivare a Morano e Civita. In questi giorni abbiamo seguito da vicino le indagini che si stanno eseguendo a Rende grazie all’associazione La Via Popilia e finiremo le riprese a Reggio Calabria».

 

L’intento è di presentare nel 2020 il film anche a Rende: «nonostante sia stato commissionato dalla tv francese, il film sarà venduto ad altri paesi», assicura Benoit. Per allora le indagini saranno terminate e «si spera di ottenere i risultati attesi - conclude l’assessore Petrusewicz - sarebbe un traguardo importante non solo per Rende, ma per l’intero territorio regionale».

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