In Calabria il primo monastero di clausura femminile agostiniano del Sud

VIDEO | Si trova nella Sila Greca, sulle alture di Corigliano-Rossano, in un luogo emblematico che nei secoli scorsi ha accolto la vita ascetica dei santi Nilo e Bartolomeo. Le parole del vescovo: «Viviamo una significativa esperienza di fraternità»

di Marco  Lefosse
29 agosto 2019
13:14
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In un periodo storico caratterizzato dalla quasi totale assenza di vocazioni, a Corigliano-Rossano, in contrada Maviglia sulle alture della Sila Greca, accade che apre un nuovo convento. E non è nemmeno un convento come gli altri ma un monastero di clausura femminile delle monache agostiniane dell’eremo di Lecceto, dedicato al santo di Ipponia. La nuova badìa, che è sorta sui ruderi di quello che fino agli anni 80 del secolo scorso ha accolto il seminario estivo della diocesi di Rossano-Cariati, è stata inaugurata nel corso di una intensa e partecipata cerimonia religiosa presieduta dall’arcivescovo di Rossano-Cariati, Giuseppe Satriano, nel giorno in cui la Chiesa ricorda proprio la memoria di Sant’Agostino.

 

«Il cuore è in festa perché stiamo vivendo una significativa esperienza di fraternità – ha detto il presule durante la sua omelia - nella quale ci ritroviamo con gioia attorno alle care monache agostiniane. La festa di S.Agostino – ha aggiunto - ci avvolge con tutta la sua ricchezza, imprimendo a questa celebrazione un vigore, colmo della passione e della forza di un uomo, di un credente, di un pastore che ha ricercato la verità, la fonte dell’eterno amore e da esso si è lasciato travolgere».

 

Esperienza monastica partita nel 2009

Il presule ha poi ricordato i passaggi salienti che hanno portato alla costruzione del nuovo convento. «Abbiamo benedetto questo luogo ricco di una memoria importante per la Chiesa rossanese; spazio di umanità e di fede, dove generazioni di credenti si sono avvicendati in diverse esperienze ecclesiali». Una lunga storia che parte nel lontano 19 giugno 2009, quando la prima comunità di monache dell’eremo di Lecceto si insediò nella casa della Madonna del Buon Consiglio, un rifugio provvisorio che sarebbe diventato presto un protomonastero che per i dieci anni a seguire ha accolto centinaia di fedeli in cerca di speranza, meditazione e conforto. Nel cuore delle monache, di Madre Maria Carmela, di Madre Monica, di Suor Lucia, Suor Elisa, Suor Clara, la più giovane comunità in Italia votata alla vita contemplativa, germogliava il sogno di realizzare una nuova, vera badìa (Ritorno alla fede, in Calabria il primo monastero femminile del terzo millennio).

 

Dieci anni di sogni e sacrifici che ieri si sono concretizzati con la cerimonia di benedizione della nuova struttura. Un vero e proprio convento che nella sua vita ascetica sarà aperto alla comunità. «La montagna di Rossano – ha ricordato Satriano - torna ad essere abitata da quella vibrante ricerca di Dio che, più di 1200 anni fa, rese gravide di fede queste contrade della Calabria - mi riferisco all’esperienza cenobitica del monachesimo basiliano». Qui in quella che fu la terra di San Nilo, di San Bartolomeo da Simeri e del monaco Efrem «la presenza delle monache agostiniane ci consegna, ancora una volta, la possibilità di rinascere dall’alto, attraverso la contemplazione, il silenzio e l’ascolto».

 

Il ruolo dell’ordinario d’Italia Marcianò 

A concelebrare la cerimonia religiosa di benedizione ed inaugurazione del nuovo Monastero di Sant’Agostino, insieme ai vescovi di Oppido Mamertina-Palmi, mons. Francesco Milito, di Mileto-Tropea-Pizzo, mons. Luigi Renzo, e al nunzio Apostolico mons.. Antonio Lucibello, ieri, c’era anche l’ordinario militare d’Italia, mons. Santo Marcianò, che ai tempi della sua pastorale alla guida della chiesa di Rossano-Cariati avviò il cammino per ospitare la comunità delle monache agostiniane e favorire, così, la nascita del nuovo monastero.

 

Un luogo punto di riferimento per i laici

Un complesso claustrale, dicevamo, che sarà un luogo contemplativo ma aperto anche alle esperienze di fede del laicato. Già perché la zona in cui sorge il nuovo convento è stata da sempre luogo di condivisione cattolica. È stato questo il luogo che per anni ha accolto generazioni di novizi, sacerdoti e vescovi della grande diocesi di Rossano-Cariati ed è stato questo il punto di riferimento per tantissimi giovani dell’Azione cattolica e del movimento scautistico calabrese.

 

«Proseguiremo ed intensificheremo quel bellissimo rapporto di collaborazione che in questi dieci anni ha visto la comunità delle monache agostiniane integrarsi con il mondo laico diocesano». A dirlo è il segretario della consulta diocesana delle congregazioni laicali, Salvatore Martino. «Quella delle agostiniane è una comunità che a livello universale lavora con i giovani ed il loro operato nella nostra diocesi, in questi anni, è stato votato anche a questo. Sono donne di fede attentissime ai problemi contemporanei, ai problemi dell’uomo. Non sono avulse dalla realtà. E sono convinto che il loro operato da oggi, grazie all’operatività di questo nuovo monastero, sarà ancora più persistente sia nel coinvolgimento delle aggregazioni giovanili sia nella valorizzazione dell’esistenzialità».

 

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Marco  Lefosse
Giornalista
Sono Marco Lefosse, classe 1982. Giornalista pubblicista dal 2011 e Idealista nel DNA. Appena diciottenne scrivo alcuni brevi contributi sulla nuova esperienza della giovane destra calabrese per Linea, il giornale di Fiamma Tricolore diretto da Pino Rauti, e per i settimanali il Borghese e lo Stato. A gennaio del 2004 inizio a muovere i passi nei quotidiani regionali. Il mio primo “contrattino” da collaboratore lo firmo con il Quotidiano della Calabria. Nel 2006 lascio il Quotidiano e accolgo con entusiasmo l’invito dell’allora direttore de La Provincia Cosentina di  Genevieve Makaping ad entrare nella squadra della redazione ionica. Nel 2008 arriva il primo vero contratto giornalistico con Calabria Ora. Un’esperienza bellissima che ha forgiato e ben temperato la mia penna. Con onore ho lavorato, ininterrottamente fino al fallimento di questo splendido progetto editoriale nel 2014, per raccontare sempre e a tutti i costi le verità della mia città e del territorio. Parallelamente all’esperienza di Calabria Ora, nel 2011, il neo Sindaco di Rossano, Giuseppe Antoniotti, mi vuole come consulente nello staff dei collaboratori di fiducia. Nel luglio  del 2013, insieme alla collega Giusj De Luca (oggi anche mia splendida compagna di vita), fondo la CMP Agency, una giovane realtà di consulenza per la comunicazione ed il marketing. E nel gennaio 2014 proprio alla CMP è affidato il servizio di Ufficio stampa e Comunicazione istituzionale del Comune di Rossano. Ad Ottobre dello stesso anno, come consulente, seguo la campagna elettorale regionale del candidato Giuseppe Graziano. Dal 2014, chiusa la lunga parentesi dell’informazione con Calabria Ora, insieme alla nuova realtà di CMP Agency mi occupo esclusivamente di comunicazione istituzionale/commerciale e di marketing. Da Aprile 2018 fa parte della meravigliosa famiglia di LaC come corrispondente per i territori dell’alto Jonio calabrese e della neonata Corigliano-Rossano terza città della Calabria.
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