A Cosenza arriva Gianni Amelio, il regista calabrese del film su Craxi

Saluterà il pubblico al cinema Citrigno e al termine della proiezione della sua ultima pellicola, Hammamet, sarà ospite di una conversazione con gli spettatori in sala

di Redazione
24 gennaio 2020
18:36
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Da sinistra Bettino Craxi interpretato da Pierfrancesco Favino e Gianni Amelio
Da sinistra Bettino Craxi interpretato da Pierfrancesco Favino e Gianni Amelio

Il regista calabrese Gianni Amelio presenterà il suo ultimo film “Hammamet”, la pellicola che racconta gli ultimi sei mesi di vita di Bettino Craxi, presso il cinema Citrigno di Cosenza, sabato 25 gennaio alle ore 20. Un evento (unico incontro in programma in Calabria per il regista Amelio) promosso dalla Società Cgc in collaborazione con 01 Distribution e Rai Cinema. Amelio saluterà il pubblico e al termine della proiezione, dunque, sarà ospite di una conversazione con gli spettatori in sala.

“Hammamet”, ora in sala, conquista il podio come terzo film più visto nell’ultimo weekend che incassa ben 586mila euro, per un totale di 3,7 milioni.

“Hammamet”

La pellicola racconta gli ultimi sei mesi di vita di Bettino Craxi, interpretato da Pierfrancesco Favino. Hammamet, fine del secolo scorso. Il Presidente ha lasciato l’Italia, condannato per corruzione e finanziamento illecito con sentenza passata in giudicato. Accanto a lui ci sono moglie e figlia, mentre il secondogenito è in Italia a «combattere» per riabilitarne l’immagine e gestirne l’eredità politica.

 

Nel suo «esilio volontario» lo raggiungono in pochi: Fausto, il figlio dell’ex compagno di partito Vincenzo suicida dopo essere stato inquisito dal Giudice, e un ospite suo «avversario, mai nemico». Sono gli ultimi giorni di una parabola umana e politica che vedrà il Presidente dibattersi fra malattia, solitudine e rancore: e la sua ultima testimonianza è affidata alle riprese di Fausto che nello zaino, oltre alla telecamera, nasconde una pistola. Amelio e il suo team di sceneggiatori non forniscono una risposta univoca, e preferiscono concentrarsi sulla dimensione umana di Craxi.

 

Nessuno dei personaggi, nemmeno Craxi, è chiamato con il suo vero nome. Ma ciò che conta è l’atmosfera crepuscolare della caduta di un uomo di potere mostrato all’inizio in uno dei punti più alti della sua ascesa, a quel 45esimo Congresso del Psi e dove invece Amelio ci mostra già i garofani a terra, presagio del futuro di un partito che «non sopravviverà» all’egocentrismo e agli azzardi di quel capo che per primo l’ha portato alla Presidenza del Consiglio. E il commento musicale di Nicola Piovani decostruisce l’Internazionale, preannunciando il disfacimento del Psi.

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