Bimbi a Gerocarne, tra argilla e forni antichi: tutti vasai per un giorno

Cinquanta bambini dell’Istituto comprensivo Nicotera Costabile di Lamezia Terme hanno trascorso la mattina del 2 aprile nel borgo vibonese celebre per le tradizionali terracotte scoprendo un pezzo di Calabria antica

di M LT
2 aprile 2019
19:18
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Una giornata alla scoperta delle tradizioni più antiche e preziose del nostro territorio: a Gerocarne, ben 50 bambini dell’Istituto Comprensivo Nicotera Costabile di Lamezia Terme, hanno trascorso la mattina del 2 aprile cimentandosi con argilla ed ingegno nella realizzazione di manufatti di terracotta. Quegli stessi manufatti, le terracotte, che da secoli vengono prodotti nel borgo del Vibonese, e che sono, oggi, l’orgoglio dell’intera comunità. Enorme l’entusiasmo mostrato dai bimbi, vasai per un giorno: ed altrettanto grande la soddisfazione espressa dal sindaco Vitaliano Papillo, primo cittadino di Gerocarne e presidente del Gal Terre Vibonesi, sempre in prima linea per promuovere le tradizioni e le peculiarità del territorio.

 

Una cultura da difendere

L’antico paese di montagna è stato definito da Mariella Epifanio, grande esperta di usanze calabresi, come luogo del cuore: « La Calabria più bella è qui, in un vecchio borgo, tra mattoni che hanno visto generazioni di uomini succedersi nella faticosa ma magica arte dei vasai. Un luogo da visitare», rilanciando sui social quanto già espresso in passato da Papillo. «Ben vengano i giovanissimi, i bimbi, a scoprire un paese che ha tutte le carte in regola per attirare visitatori esigenti, alla ricerca di identità territoriali autentiche e rare - ha dichiarato il primo cittadino -. Molti sono gli strumenti progettuali messi al servizio del rilancio della comunità. Investimenti, ricerca di fondi comunitari, partnership e promozione: giornate come queste, non possono che far ben sperare, per il felice esito del nostro impegno e del nostro lavoro».

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M LT
Giornalista
Monica La Torre, padre calabrese e madre umbra, nasce a Tropea 50 anni fa. Nenache cinquenne, è costretta da un destino avverso ad emigrare in una ridente cittadina tra Assisi e Spoleto, nel regno di Don Matteo. Passa gli ultimi 46 anni a lamentarsi per questa sorte ria, senza riuscire a trovare una scusa valida per ri-trasferirsi. Di mestiere fa la nostalgica. Nei ritagli di tempo si è laureata, ha cambiato un numero imprecisato di lavori, ha imparato a memoria le uscite della Salerno Reggio Calabria, attraversato a nuoto lo stretto di Messina, rovinato la giovinezza con vent'anni di partita IVA. Senza merito alcuno, è circondata di persone belle, che ne sopportano il pianto greco da emigrata inconsolabile. E' malata di mare ed happy hour. Tutti sanno che convive con due vizi innominabili. Quella cosa con la quale non si mangia chiamata: ARTE, e quella cosa che in Calabria è meglio dimenticare, chiamata: NATURA. Crede che la bellezza salverà il mondo, ma non il suo, perché la rivoluzione delle coscienze avverrà 24 ore dopo il suo trasferimento "altrove". Non per questo, si incazza di meno con le "capre". Non ha avversione per il denaro: è il denaro che ne ha per lei.  
Lacnews24.it
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