Festival delle migrazioni: «Salvini stia meno sui social e venga a scoprire la realtà vera»

Così Giovanni Manoccio, assessore di Acquaformosa, in occasione dell'avvio della kermesse che aprirà questa sera: «Forse capirebbe che l'accoglienza e l'integrazione sono due capisaldi per costruire un futuro migliore, un mondo di pace»

di Redazione
giovedì 23 agosto 2018
12:31
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È chiaro il messaggio che l'assessore all'accoglienza di Acquaformosa, Giovanni Manoccio, ha indirizzato al ministro dell'Interno, Matteo Salvini, a poche ore dall'inizio del "Festival delle Migrazioni" nel comune cosentino.

«È assurdo - afferma - che il ministro continui la sua propaganda sulla pelle di persone in difficoltà. È facile fare il forte con i deboli, in realtà Salvini dovrebbe iniziare davvero a lavorare e trascorrere meno tempo sui social. Dovrebbe scoprire la realtà vera, potrebbe farlo recandosi nel nostro paese. Forse capirebbe che l'accoglienza e l'integrazione sono due capisaldi per costruire un futuro migliore, un mondo di pace».

 

Questo è lo spirito con cui stasera si aprirà ad Acquaformosa il "Festival delle migrazioni", giunto alla settima edizione. Una kermesse dove si incontrano arte, musica, libri, concerti e dibattiti che si concluderà il 26 agosto. «L'intento del festival - dicono gli organizzatori - è quello di lanciare un messaggio chiara e forte: qui nessuno è straniero». L'evento si aprirà stasera con un dibattito sulle Ong dal titolo "Porti e menti aperti. Sì ai diritti no alle discriminazioni".

 

«In questa edizione - afferma l'assessore Manoccio, - abbiamo deciso di dedicare la prima serata al mondo delle Ong per spiegare bene il prezioso lavoro che svolgono in mare. Le Ong sono fondamentali per salvare vite. Sono molto soddisfatto - continua -  per le tante adesioni ricevute: sindaci e consiglieri regionali, esponenti del mondo del sindacato e dell'associazionismo, parlamentari e tanti cittadini comuni».

 

Spiega l’assessore che «ci saranno i rappresentanti di della Ong "Open Arms" e padre Mussie Zerai, la cui storia è un emblema di umanità. La serata di apertura vuole lanciare un messaggio anche a chi, in queste ore, si sta comportando in modo indegno. La chiave del dibattito sarà il caso della nave Diciotti che ha preso una piega inumana». 

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