Il Tropea Cipolla Party già guarda al 2020: «Ora tutti vogliono esserci»

Nella conferenza stampa di chiusura dell’evento glamour che per tre giorni ha esaltato la Rossa di Calabria sono state tirate le somme di una manifestazione che ha avuto riscontri nazionali e internazionali, un successo che ha convinto anche i più scettici

di Monica La Torre
1 maggio 2019
11:43
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La conferenza stampa di chiusura del Tropea Cipolla Party
La conferenza stampa di chiusura del Tropea Cipolla Party

Conferenza stampa di sorrisi, reciproche strette di mano e comunità d’intenti, quella tenutasi al Sedile dei Nobili di Tropea, a margine dell’appena archiviata prima edizione del Tropea Cipolla Party. Il sindaco Giovanni Macrì, il patron dell’evento Paolo Pecoraro, l’amministratore delegato del Gal Terre Vibonesi Franco Barbalace, il presidente del Consorzio Cipolla Rossa di Tropea Calabria IGP, sono stati concordi nel decretare il successo della manifestazione, la cui adesione di pubblico e la cui eco sui media nazionali e regionali, è stata oltremodo soddisfacente.

Una formula di successo

Tropea è stata per tre giorni sotto i riflettori e questa visibilità ha esaltato una formula di successo, un prodotto tipico che non ha bisogno di presentazioni, le eccellenze di un territorio più ampio. l tutto nella cornice struggente della rocca al tramonto, il cui scenario ha valorizzato stand gastronomici, coking show, conferenze, degustazioni, dee jay set.

Il sindaco: «Ce l'abbiamo fatta»

«Solo nel momento in cui ho visto montato il grande gazebo ottagonale in piazza del Cannone - ha dichiarato Macrì ripercorrendo le varie fasi, anche concitate, di un evento così complesso alla sua prima edizione - ho capito che ce l’avevamo fatta. Prima, in alcuni momenti, ho anche disperato, in tutta sincerità. E devo ringraziare, per questo, un amico d’infanzia come Paolo, la cui calma olimpica, la cui tenacia, la cui freddezza hanno fatto sì che tutto si concretizzasse. E ora posso dirlo: non è stato sempre così scontato».

Chi si è tirato indietro se n'è pentito

Il sindaco ripercorre le varie fasi dell’evento togliendosi anche qualche sassolino dalla scarpa. «Lo dimostrano gli imprenditori che inizialmente ci avevano garantito l’appoggio, e poi si erano defilati, dubitando della nostra riuscita. Anche e soprattutto alla luce di questo –ha proseguito -, alla luce oggi della piena riuscita dell’evento, ringrazio due volte chi ha creduto in noi e ci ha dato fiducia sin dall’inizio. I grandi partner che ci hanno sostenuto con le risorse, ad inziare dal Gal e dal Consorzio Cipolla Rossa di Tropea IGP, e quanti ci hanno dato attenzione e fiducia: su tutti, il gruppo Pubbliemme, che ha messo a disposizione ogni media del network Lac, dandoci visibilità quando il progetto era una scommessa in fase embrionale. La comunicazione in questo frangente è stata fondamentale».

Il cuoco star di Masterchef UK

E ancora: «Abbiamo fatto sacrifici enormi per portare a termine la manifestazione. Per inciso, io e Paolo ci siamo ammalati – ride-. Abbiamo però incassato endorsement importanti: basti pensare che il biglietto aereo di una chef star come Mazzei, se lo è pagato da solo. Spero che in futuro si possa ottenere altrettanta generosa disponibilità: ma le cose da fare sono tante. E l’impegno dovrà essere condiviso anche da tanti, che all’inizio si sono tirati indietro».

Il ruolo del Consorzio

Il direttore del Consorzio, Simone Saturnino, ha ribadito l’importanza di tanta visibilità, che ha attratto persone sin dal primo giorno. «Sono sincero - ha esordito - non ero così sicuro che un evento dalla formula così azzeccata, così tagliata su misura, così rispondente alle caratteristiche ed alle esigenze del territorio e di Tropea, potesse essere realizzato. Devo riconoscere che Pecoraro aveva visto giusto nel predire la grande visibilità che avrebbe avuto, ed il tam tam che sarebbe scaturito. Il Tropea Cipolla Party è stato un evento di cui tutti hanno parlato sin dall’inizio, famoso ancor prima di essere attuato, e per il quale il Consorzio ha ricevuto innumerevoli richieste di informazioni, anche a livello ministeriale. Sono più che soddisfatto della sua riuscita e della nostra partecipazione - ha concluso -. Per il prossimo anno, lanceremo una campagna ad hoc, e ribadiamo sin d’ora il nostro appoggio. Del resto, era impensabile che una città come Tropea non avesse un simile evento, dedicato alla cipolla, al suo prodotto principe. Ed invito tutti a lavorare già dal mese prossimo all’edizione 2020». 

L'ideatore: idee e passione

Infine Pecoraro, il deus ex machina dell’evento: «Siamo stati fortunati - ha dichiarato -. Abbiamo avuto l’idea giusta, e con pochi ingredienti siamo riusciti a mettere insieme un prodotto di successo. Volendo riassumere, potremmo dire che con una cipolla abbiamo fatto tanto rumore – ha quindi proseguito-: e questo è importante anche per far vedere agli altri che con poco, si può fare tanto, se c’è l’impegno».
Quanto ai programmi futuri, alcune precisazioni: «L’anno prossimo si potrà proseguire nell’impresa solo se si vedrà l'impegno di tutti». Infine, un ricordo personale. «Tropea quest’anno ha perso una figura storica della sua ristorazione: è venuto a mancare Giuseppe Medile, Masculeo per gli amici, il titolare del Pimm’s, storico ristorante tropeano. È stato lui a istillarmi la passione per la cucina. Questa edizione, la voglio dedicare a lui. E lo faccio proprio pensando ai più giovani, sperando che un domani possano anche loro mostrare quella passione e quell’impegno che lo ha caratterizzato».

 

Il Gal: «Avanti tutta verso il 2020»

Appoggio e condivisione sono state espresse anche dal Gal. «Tropea - ha dichiarato l’Ad Barbalace – ha trainato un comprensorio ricco di eccellenze quale quello vibonese. Siamo stati ben felici di portare il nostro contributo e siamo certi che il prossimo anno la formula sarà ancora più affinata. La nostra capitale turistica si conferma porta d’accesso indispensabile, formidabile vetrina per i prodotti del territorio. Le presenze, i numeri, i contatti avviati già da questa edizione sono stati importanti. E per il prossimo anno, ovviamente, saremo ancora in prima fila».

 

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Monica La Torre
Giornalista

Monica La Torre, padre calabrese e madre umbra, nasce a Tropea 50 anni fa. Nenache cinquenne, è costretta da un destino avverso ad emigrare in una ridente cittadina tra...

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