Mancano bidelli, genitori protestano: «Non facciamo entrare i nostri figli»

VIDEO | Alla scuola dell’infanzia e primaria di Zambrone c'è un solo collaboratore: «I bambini potrebbero uscire dalle porte incustodite e finire sotto una macchina»

di Alessandro Stella
9 ottobre 2019
14:19
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I genitori in protesta
I genitori in protesta

Monta la protesta alla scuola dell’infanzia e primaria di Zambrone. Decisi a non far entrare i piccoli alunni nell’istituto, i genitori si sono riuniti questa mattina fuori dai cancelli per manifestare il disappunto sulla mancata nomina di collaboratori scolastici fissi per il plesso: le unità vengono infatti nominate periodicamente, con una rotazione continua e senza una titolarità. Una condizione protrattasi sin dall’inizio dell’anno scolastico e denunciata ora con forza da padri e madri, secondo cui due soli bidelli non sarebbero sufficienti per soddisfare il fabbisogno dell’istituto: «Ci sono decine di bambini, quasi cento tra materna, elementari e medie, e due collaboratori non bastano sicuramente», ci dicono.

 

Una situazione di cui sarebbe stata informata la dirigente scolastica dell’istituto comprensivo di Tropea, Giuseppina Prostamo, da cui il plesso zambronese dipende: «Già da una settimana – spiega una mamma – la responsabile aveva detto a una rappresentanza di genitori che da venerdì scorso avrebbero provveduto a ulteriori nomine, ma ad oggi non è cambiato nulla. Abbiamo aspettato lunedì e martedì, ma non è cambiato niente, adesso siamo stufi».

 

A detta dei genitori la situazione venutasi a creare avrebbe effetti negativi sia sull’igiene dell’istituto, non riuscendo un solo collaboratore a provvedere alla pulizia dei servizi igienici, sia sull’incolumità dei bambini: «Uno degli ingressi dà proprio sulla strada e, se l’accesso resta incustodito perché il bidello è impegnato in altro, gli alunni potrebbero uscire e finire sotto una macchina».

 

Disagi che si ripercuotono anche su altri aspetti: «A causa di queste assenze – proseguono - è stato sospeso anche il servizio mensa, quindi non possono essere effettuati neppure i rientri pomeridiani e alcune attività della scuola media non possono essere espletate».

 

Una problematica di cui è stato interessato anche il sindaco, Corrado L’Andolina: «Non è di nostra competenza – ci dice - ma ha delle conseguenze su tutta la comunità: avevamo emesso un’ordinanza riguardante il servizio mensa, ma siamo stati costretti a ritirarla. Ho sollecitato la dirigente a richiedere un incontro con il prefetto, al quale, se lo ritiene opportuno, potrò partecipare anche io e una delegazione di genitori, affinché si trovi una soluzione, perché un intoppo burocratico non si può tradurre nella negazione di un servizio essenziale come il diritto allo studio. Mi rifiuto di pensare – incalza il primo cittadino – che in un contesto caratterizzato dalla disoccupazione non si riescano a trovare due bidelli. Per altro in una scuola che si è sempre caratterizzata per un’ottima offerta didattica e dei servizi», ha concluso L’Andolina.

 

La palla passa dunque alla dirigente scolastica, chiamata a sbrogliare al più presto una matassa apparentemente neppure troppo ingarbugliata. Anche perché i genitori sembrano avere le idee molto chiare: «Finché non verrà risolta la problematica – ci dicono - non faremo entrare i nostri figli a scuola».

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