Oliverio a Spoleto con i soldi dei calabresi. Indagini chiuse: la Procura lo accusa di peculato

Il governatore si sarebbe appropriato di circa 100mila euro per fini privati. Cadono le imputazioni nei confronti dell'ex parlamentare Ferdinando Aiello, considerato in un primo momento istigatore della presunta condotta illecita. Secondo i magistrati di Catanzaro dietro l'operazione mediatica vi sarebbe stata una «promozione personale per conseguire un tornaconto politico»

3 dicembre 2019
08:37
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Il presidente Oliverio a Spoleto
Il presidente Oliverio a Spoleto

Sono arrivate a conclusione le indagini che il sostituto procuratore di Catanzaro Graziella Viscomi aveva avviato sulla trasferta a Spoleto del presidente della Regione Mario Oliverio. L'accusa è quella di peculato e di aver beneficiato dell'operazione politica sottesa alla distrazione dei fondi. Per la Procura infatti il governatore si sarebbe appropriato di fondi pubblici provenienti dal Piano di azione e coesione distogliendoli dalle finalità loro proprie e utilizzandoli a meri fini privati: la promozione della propria immagine politica. Tra gli indagati vi è anche il presidente del Consiglio d'amministrazione di Hdrà Mauro Luchetti ma cade l'accusa a carico dell'ex parlamentare Ferdinando Aiello inizialmente indicato «istigatore della condotta e beneficiario dei fondi distratti». 

«Solo un tornaconto politico»

Secondo l'ipotesi degli inquirenti dietro le spese rendicontate dalla Hdrà non vi sarebbe stata alcuna finalità di promozione turistica della Regione Calabria «ma un'operazione di mero tornaconto politico di Oliverio», che ha avuto un vero e proprio endorsement, della sua immagine, propagandata con i soldi pubblici ed un corrispettivo guadagno della Hdrà che ha avuto un finanziatore per il proprio talk show. Nella ricostruzione effettuata dalla Guardia di Finanza centrali risultano le interviste di Paolo Mieli a diversi personaggi e ospiti (Raffaella Carrà, Paola Cortellesi, Marco Travaglio e Francesco Starace) «nessuno dei quali - annota il pm - connesso alla Regione Calabria e fautore di una promozione in favore di questa terra». «Men che meno - prosegue il magistrato - il risultato sperato di promozione del turismo del territorio si è avuto con l'intervista al governatore regionale. La registrazione videointegrale dell'intervista di Mieli della durata di circa quaranta minuti ha consentito un'analisi che esclude categoricamente una finalità diversa dalla propria promozione personale e politica ed una conseguente congruità della spesa». 

 

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