Scia di sangue nel Vibonese, ritrovata l’auto di Olivieri

La fiat panda è stata rinvenuta dai militari completamente carbonizzata. L’uomo è autore di due omicidi e tre ferimenti

di G. B.
14 maggio 2018
18:33
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L’auto rinvenuta
L’auto rinvenuta

I carabinieri della Stazione di Spilinga hanno ritrovato nel pomeriggio la carcassa della Fiat Panda, completamente carbonizzata, usata da Francesco Olivieri per portarsi sia a Limbadi che a Nicotera ed aprire il fuoco contro l’80enne Giuseppa Mollese e il 68enne Michele Valerioti, entrambi deceduti, e quindi nel bar di Limbadi esplodere alcuni colpi di fucile che hanno ferito Pantaleone Timpano (fratello del proprietario di un’auto sparata a Caroni sempre da Olivieri), Pantaleone D’Agostino, ex gestore dello stesso bar, e l’avvocato Francesco Di Mundo.

 

L’auto è stata ritrovata in località “Colarizzi” a seguito dei controlli del territorio della “caccia all’uomo” che da venerdì vede impegnati i militari dell’Arma nelle ricerche di Francesco Olivieri. L’auto ritrovata bruciata dà certezza che il 31enne di Nicotera non è più in possesso della sua autovettura. Resta da capire se sia ancora armato e, soprattutto, se sia ancora in zona. Le ricerche delle forze dell’ordine proseguono senza sosta.

 

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G. B.
Giornalista
Giuseppe Baglivo è stato collaboratore del quotidiano Calabria Ora dal settembre 2006 ad agosto 2007. Redattore e responsabile della cronaca giudiziaria del quotidiano Calabria Ora per la redazione di Vibo Valentia dal settembre 2007 ad ottobre 2009. Nello stesso periodo per il quotidiano Calabria Ora ha realizzato molteplici inchieste riguardanti l’intero territorio regionale. Da agosto 2010 ad oggi è collaboratore della Gazzetta del Sud, redazione di Vibo Valentia, con competenza in tutti i settori (sport escluso). Dal gennaio 2013 è corrispondente unico dell’Agi (Agenzia giornalistica Italia) per Vibo Valentia e provincia. Dal novembre 2015 al 29 dicembre 2016 è stato redattore e responsabile della cronaca nera e giudiziaria del quotidiano online calabrese Zoom24.it, giornale web che ha contribuito a far nascere. Nel gennaio 2011 dalla Fondazione dedicata a Giuseppe, “Pippo”, Fava (il giornalista ucciso da Cosa Nostra il 5 gennaio 1984) ha ricevuto a Catania il Premio Nazionale “Giuseppe Fava” conferito ai giornalisti “particolarmente impegnati nella battaglia contro le mafie”. Specializzato in cronaca giudiziaria, nera e giornalismo d’inchiesta, ha seguito i più importanti processi contro la ‘ndrangheta, la corruzione nella pubblica amministrazione e la malasanità celebrati negli ultimi dieci anni in Calabria. Alcune sue inchieste giornalistiche hanno portato al commissariamento di diversi Comuni del Vibonese per infiltrazioni mafiose.
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