Rinascita Scott, chiuso il cerchio sui fatti di sangue del Vibonese dal 1996 al 2018

Si tratta di quattro omicidi e tre tentati avvenuti nei centri di Filandari, Vibo Valentia e Vallelonga. Individuati mandanti ed esecutori

di Redazione
19 dicembre 2019
13:06
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L'operazione Rinascita Scott che ha portato all'esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare a carico di 334 persone ha consentito di fare luce anche su 4 omicidi e tre tentati omicidi avvenuti nel periodo compreso tra il 1996 ed il 2018.

 

Omicidio Lo Giudice-Soriano

A partire dalla morte di Antonio Lo Giudice e Roberto Soriano, uccisi a Filandari, in provincia di Vibo Valentia il 6 agosto del 1996 ad opera degli indagati Saverio Razionale e Giuseppe Antonio Accorinti, in concorso con altre persone non identificate. Il duplice omicidio sarebbe stato deciso dallo stesso «Razionale in risposta ad un tentativo di omicidio subito ad opera del Soriano, derivante da dissidi insorti tra lo stesso Razionale e Giuseppe Mancuso, detto Mbrogghia». 

 

Assassinio Nicola Lo Bianco

Ancora, piena luce sarebbe stata fatta sull'omicidio di Nicola Lo Bianco, «ucciso a Vibo Valentia, in data prossima al 3 maggio del 1997, ad opera dell’indagato Gianfranco Ferrante in concorso con altre persone, il cui movente «sarebbe da ricondursi a dissidi in ordine al narcotraffico». 

 

Morte Alfredo Cracolici

Rietra invece nella «strategia espansionistica della cosca Bonavota» la morte di Alfredo Cracolici, esponente apicale dell’omonima ‘ndrina, inteso Lele Palermo, avvenuto a Vallelonga (VV) l'otto febbraio de 2002 ad opera di Antonio Ierulo e Domenico Bonavota.

 

I tentati omicidi di Antonio Franzè, Carmelo Pugliese e Alessandro Siclari

Quanto ai tentati omicidi, l'operazione ha consentito di chiudere il cerchio su quello di Antonio Franzè e Carmelo Pugliese, avvenuti a Vibo Valentia, rispettivamente il 27 ed il 28 settembre 2017, ad opera dell’indagato Domenico Macrì, detto Mommo. Entrambi gli episodi sono stati ricondotti ad uno scontro interno alla locale di Vibo Valentia città tra esponenti delle 'ndrine dei Ranisi e dei Cassarola, alimentato dal tentativo di Macrì appartenente ai Ranisi), di assurgere ad un ruolo verticistico. 

 

Infine, il tentato omicidio di Alessandro Sicari, avvenuto a Vibo Valentia il 21 gennaio del 2018 sembra si deva agli «indagati Domenico Macrì e Marco Ferraro che volevano punire la vittima, legata allo stesso contesto criminale, per la sottrazione di una pistola».

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