«Credo in una partecipazione molto ampia allo sciopero e credo siano un sentire comune a tutta la magistratura le ragioni a fondamento. La preoccupazione non riguarda né la nostra condizione economica né il nostro stato giuridico, ma il nostro statuto ossia ciò che questa maggioranza di governo immagina debba essere la magistratura: questo ci preoccupa perché è qualcosa che tutela poco e meno i cittadini». Lo afferma all'Adnkronos il segretario generale di Magistratura democratica Stefano Musolino, procuratore aggiunto della Repubblica della Dda di Reggio Calabria, sullo sciopero proclamato per domani dall'Associazione nazionale dei magistrati (Anm). «Sappiamo che la riforma - e lo ha ammesso anche la senatrice Bongiorno che non può essere certamente giudicata di partigianeria - non serve a migliorare l'efficienza della giustizia, sappiamo che sono altri i problemi della giustizia - prosegue Musolino - e chiediamo che il governo si concentri su questi problemi piuttosto che sul tentativo di modificare lo statuto della magistratura per rendere più deboli i diritti dei cittadini».

Nelle iniziative previste per domani «cercheremo di far capire ai cittadini che se scioperiamo è nel loro interesse e non nel nostro interesse - sottolinea Musolino - C'è un interesse vero e profondo di tutti i cittadini ad avere una magistratura più libera e indipendente perché solo una magistratura più libera e indipendente tutela i diritti dei cittadini».

«La decisione di fare lo sciopero è tentativo di far cambiare la narrazione e far capire ai cittadini la posta in palio perché di questo si è parlato troppo poco - sottolinea il segretario generale di Md - C'è già stata una prima approvazione in cui le ragioni contrarie alla riforma non sono state adeguatamente diffuse e metabolizzate nel dibattito pubblico. Ci piacerebbe che cittadini divenissero sempre più consapevoli della posta in gioco per poi, se si andrà al referendum, scegliere per quella che sarà la via che i cittadini riterranno la migliore di tutte: vorremmo però che lo facessero con una consapevolezza adeguata».

Quanto alle possibilità di arrivare a una modifica al testo Musolino osserva: «Se arriviamo a questo è proprio perché, essendo in ballo i diritti dei cittadini e la tutela dei diritti dei cittadini, su questo non può esserci mediazione. Se riguardasse solo noi potremmo accontentarci di un aggiustamento, ma non è così». Quanto all'incontro a Palazzo Chigi già fissato per il 5 marzo il segretario generale di Md sottolinea: «La scelta di avere un dialogo, finalmente, perché vi erano stati in realtà più tentativi finora non raccolti dalla parte governativa, è un buon inizio per vedere se dalla parte della maggioranza di governo vi possano essere orecchie attente per ascoltare non tanto le nostre ragioni quanto le ragioni dei diritti dei cittadini».

Sull'ipotesi di modifiche alla riforma «faccio fatica a immaginare uno spazio di trattativa, ma non posso che prendere atto con soddisfazione del fatto che la presidente del consiglio abbia sentito il bisogno, anche solo a questo punto, di incontrarci - conclude Musolino - Ci piacerebbe che ci ascoltasse e mettesse sul piatto della bilancia questa nostra prospettiva e la prospettiva che finora le è stata rappresentata per poter, magari, rivedere le valutazioni che hanno finora guidato l'azione del governo».