Fiumi d’oro a Reggio: scoperto bunker con droga, armi e soldi sporchi

VIDEO | In manette un 45enne del posto. Le attività portate avanti dalla Guardia di finanza hanno consentito inoltre di individuare allacci abusivi alla rete idrica ed elettrica

di Redazione
15 ottobre 2019
08:20
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Droga in una cassetta elettrica
Droga in una cassetta elettrica

“Fiumi d’oro” in città: ancora un duro colpo alle organizzazioni criminali dedite al traffico di stupefacenti inferto dai militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria.

Infatti, a distanza di qualche giorno da altri quattro sequestri di sostanze stupefacenti e altrettanti arresti in flagranza di reato operati in città e a Villa San Giovanni (RC) dai Reparti dipendenti dal Gruppo Reggio Calabria, anche grazie - ancora una volta - all’infallibile fiuto dei cani antidroga, i militari della locale Compagnia territoriale hanno individuato e contestualmente sottoposto a sequestro oltre 600 grammi di cocaina, una pistola con matricola abrasacon relativo munizionamento – e 13mila euro in contanti (ritenuti essere, per le modalità di occultamento, il profitto del reato di spaccio di sostanze stupefacenti) e tratto in arresto in flagranza di reato un quarantacinquenne reggino (D.L.).

Le indagini

L’operazione repressiva in argomento, operata d’iniziativa, si inserisce nell’ambito di un più ampio piano straordinario di controllo economico-finanziario del territorio, disposto dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria, eseguito mediante penetranti e pianificate attività di monitoraggio delle aree e degli snodi stradali, ferroviari e marittimi maggiormente a rischio, nonché delle attività commerciali presenti sull’intero territorio della provincia, preventivamente oggetto di specifiche analisi e selezione. Nello specifico, alcune pattuglie delle Fiamme Gialle, durante lo svolgimento di attività di appostamento e osservazione eseguite nella frazione Aretina e nei pressi del vicino quartiere Saracinello individuavano un  sospettato di minuto spaccio di stupefacenti. Si eseguivano, quindi, mirate attività di perquisizione, interessanti un terreno e un’abitazione rientranti nella disponibilità del soggetto in questione, individuati a seguito di apposite attività di osservazione, pedinamento e controllo del territorio.


La perquisizione

La prima attività di perquisizione, condotta presso il terreno, consentiva di individuare, in una stanza da letto del casolare lì insistente, un’anomala cassetta elettrica, all’interno della quale era stato precedentemente ricavato un vero e proprio bunker: in tale vano, i finanzieri individuavano gli oltre 600 grammi di cocaina, la pistola cal. 6,35 con matricola abrasa – con relativo munizionamento composto da 14 colpi – e ben 3 bilancini di precisione. Sulla base di fondati e riscontrati indizi di natura investigativa, gli operanti si spostavano presso l’ulteriore immobile rientrante nella disponibilità del medesimo soggetto, procedendo anche in tale circostanza a un’accurata perquisizione locale. Anche in quest’occasione, l’intervento dava esito positivo: infatti, gli operanti rinvenivano ulteriore cocaina pronta per lo spaccio (14 dosi già confezionati), altri 2 bilancini di precisione, nonché una cassaforte chiusa. La minuziosità d’intervento consentiva ai militari di rinvenire anche la chiave della cassaforte; una volta aperta, i finanzieri individuavano e sottoponevano a sequestro anche il profitto del reato di spaccio pari a oltre 13mila euro in contanti.

L'arresto

Al termine delle operazioni, il soggetto veniva tratto in arresto in flagranza di reato e tradotto in carcere, così come disposto dal pubblico ministero di turno della Procura della Repubblica al Tribunale di Reggio Calabria, prontamente notiziato degli eventi. In sede di svolgimento del rito direttissimo veniva convalidato l’arresto eseguito e, nei confronti dell’indagato, veniva disposta la misura cautelare personale coercitiva in carcere. Durante le operazioni di perquisizione, veniva inoltre accertato che il soggetto in questione avesse artificiosamente realizzato degli allacci abusivi sia alla rete idrica, sia alla rete elettrica, ragion per cui il medesimo veniva deferito anche per le ipotesi delittuose di furto aggravato di acqua e di energia elettrica.

 

 

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