Prestiti a tassi usurai, chiesto il rinvio a giudizio per l'imprenditore Caruso

Stessa richiesta per il suo commercialista. I due indagati sono accusati di aver costretto un imprenditore lametino in stato di bisogno economico a sottoscrivere un contratto che prevedeva interessi fino al 23%

di L. C.
giovedì 6 dicembre 2018
15:04
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È stato chiesto il rinvio a giudizio per l’imprenditore Giuliano Caruso e per il suo commercialista Gianfranco Muraca, entrambi accusati di usura ai danni di un operatore commerciale di Lamezia Terme. I due, coinvolti in un’inchiesta messa a segno dal gruppo della Guardia di Finanza di Lamezia Terme, ha lasciato emergere un sistema illecito di prestiti a tassi usurari. In particolare, l’imprenditore precipitato nel vortice dell’usura sarebbe stato costretto, proprio a causa dello stato di bisogno, a sottoscrivere un contratto con cui accettava una liquidazione di capitali del valore di 250mila euro da parte di Giuliano Caruso, da restituire mediante il versamento di rate mensili con interessi del 23%.   

 

Nel contratto stipulato tra gli indagati e la vittima la clausola prevedeva, a fronte del finanziamento, un reddito minimo garantito annuo di 69mila euro per sei anni, mediante rate di 5.750 al mese ed al termine di tale periodo la restituzione dell’intero capitale. Secondo l’ipotesi, formulata dalla Procura della Repubblica l’imprenditore indagato non sarebbe stato in grado, da solo, di organizzare un così articolato sistema di finanziamento ed è in questo contesto che sarebbe entrato in gioco il commercialista, il quale avrebbe dato un consistente contributo alla formalizzazione del prestito usurario.

 

Nella fase delle indagini preliminari, era già stato disposto il sequestro di 217mila euro a carico di Giuliano Caruso e Gianfranco Muraca, pari agli importi che fino a quel momento aveva corrisposto la vittima agli usurai. Somma ridotta successivamente in 110mila euro dal Tribunale del Riesame. Entrambi dovranno ora rispondere dinanzi al Gip del reato di usura continuata ed in concorso, con l’aggravante di aver commesso il fatto a danno di chi svolge attività imprenditoriale. L’udienza inizialmente fissata il 4 dicembre è slittata al 12 marzo 2019.

 

l.c.

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L. C.
Giornalista
Laureata con il massimo dei voti in Scienze della Comunicazione e della Conoscenza all’Università degli studi della Calabria di Cosenza, già a partire dall’anno successivo dal conseguimento dalla laurea intraprende l’attività giornalistica. Risalgono alla primavera del 2012 i primi articoli pubblicati sulle colonne della pagina catanzarese della Gazzetta del Sud, testata sotto la cui ala inizia a prendere confidenza con la professione. Con il trascorrere degli anni passa dai resoconti delle conferenze stampa e dei convegni alla realizzazione di inchieste su temi specifici quali sanità, rifiuti, politica, società municipalizzate e vertenze sindacali. La collaborazione è tuttora attiva.   Nel luglio del 2015 ottiene l’abilitazione allo svolgimento della professione certificata dall'iscrizione al relativo albo regionale dei giornalisti pubblicisti. A partire da gennaio del 2016 e fino al febbraio del 2017 è stata corrispondente da Catanzaro del quotidiano online Zoom24 con sede a Vibo Valentia. Oltre ad allagare le competenze anche alla sfera della cronaca, l’esperienza è risultata utile ai fini dell’apprendimento del sistema editoriale (Wordpress) e del confezionamento di notizie indirizzate ad una realtà più immediata e dinamica qual è il web.   Nel giugno del 2016 stringe una nuova collaborazione con la casa editrice Golfarelli con sede a Bologna, che cura la pubblicazione di periodici e riviste di settore. L’attività che tuttora svolge consiste nella redazione di testi e nella preparazione di interviste capaci di far emergere realtà imprenditoriali di successo nel panorama nazionale.

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