Praia, ambulanti chiedono 130mila euro di rimborsi Cosap al Comune

Si tratta del canone per l'occupazione di spazi ed aree pubbliche. Somme, secondo il legale dell'Associazione nazionale ambulanti, già versate e quindi non dovute

di Francesca  Lagatta
giovedì 11 aprile 2019
12:45
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Praia a Mare
Praia a Mare

30 ambulanti, assistiti dal legale dell'Ana (associazione nazionale ambulanti), dopo una lunga querelle hanno diffidato ed intimato al Comune di Praia a Mare la restituzione di circa 130mila euro di Cosap, il canone per l'occupazione di spazi ed aree pubbliche. Nello specifico, si tratta delle aree occupate durante lo svolgimento del mercato settimanale. Secondo i lavoratori, la somma richiesta farebbe riferimento a somme già versate e quindi non dovute nell'arco degli ultimi 5 anni. «L'azione - fanno sapere dall'associazione - si è resa necessaria dopo tanti tentativi di discussione ed incontri tra l'Ana e l'amministrazione comunale purtroppo andati a vuoto per responsabilità univoca del sindaco Antonio Praticò».

La lettera di diffida

Secondo gli ambulanti, ci sarebbe una sproporzione tra l'uso del suolo de pubblico e le somme richieste dal Comune, cifre rese ancor più grave se si tiene conto della «totale assenza dei servizi igienici messi a disposizione degli operatori e delle persone che settimanalmente visitano il mercato». La situazione, denunciano ancora gli ambulanti, non solo starebbe causando grossi disagi ma starebbe anche generando il deturpamento del decoro e dell'immagine della città.

Calcoli alla mano, i lavoratori chiedono il rimborso delle somme che sarebbero già state versate per un totale di  125.952,06 euro. La cifra comprende anche le somme richieste dall'ente comunale ma ancora non pagate dagli operatori e i canoni futuri invece ancora non richiesti. 

Recupero forzoso del credito

L'avvocato Pierluigi Avallone specifica inoltre che se entro 15 giorni dal ricevimento del documento (inviato anche al Minitero dell'Economia e delle Finanze e al prefetto di Cosenza Paola Galeone) non si verificherà l'integrale accoglimento della richiesta, si procederà senza ulteriore avviso innanzi alle competenti sedi giudiziarie per il recupero forzoso del credito, aggravato dai costi a carico del Comune, che oltretutto darebbe il via all'accertamento obbligatorio di eventuali responsabilità dei funzionari comunali. 

 

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Francesca  Lagatta
Giornalista
Francesca Lagatta è nata a Praia a Mare l’11 aprile del 1985. Dopo molteplici esperienze con la stampa locale, nel 2011 approda dapprima ad Hi Tech Paper del giornalista Leonardo Lasala, poi ad Alganews, il quotidiano on line diretto dal giornalista Rai Lucio Giordano. È in questo periodo che si forma come giornalista di inchiesta. Nel 2014 è nella redazione calabrese di Notìa, poi è la volta de L’Ora siamo Noi, La Provincia di Cosenza e una piccola parentesi televisiva nel programma Perfidia, al fianco della giornalista Antonella Grippo. Scrive ancora per Identità Insorgenti, L’Ora di Palermo, Echi dal Golfo, Diogene Moderno. Nel 2015 sottoscrive un contratto con l’agenzia Kika Media Press, scrive di cronaca su La Spia Press e di inchiesta su La Spia, il portale del giornalista Paolo Borrometi. Successivamente diventa inviata e addetta di Rete L’Abuso, il più grande osservatorio nazionale di crimini commessi in ambienti clericali, collabora per un breve periodo per Radio Siani e poi viene ingaggiata come corrispondente per Cronache delle Calabrie, diretto da Paolo Guzzanti. Nel giugno del 2017 fonda una agenzia pubblicitaria, la Famnews & Com, e diventa direttrice responsabile della nuova testata giornalistica calabrese di inchiesta La Lince. A gennaio 2018 i suoi articoli vengono pubblicati sul settimanale statunitense Harbor News, mentre qualche mese più tardi è il giornale italo canadese Grandangolare ad annoverarla tra i suoi collaboratori. Sulle riviste nazionali ha firmato per i settimanali Cronaca in diretta e Tutto. Dall’agosto del 2018 è corrispondente per LaC News24.   Dal luglio del 2017 compare nell’elenco nazionale dei giornalisti minacciati stilato dall’autorevole sito Ossigeno per L’informazione. Nella sua breve carriera ha già ricevuto cinque premi per le sue inchieste giornalistiche, assegnati da tre diverse regioni del sud Italia: Sicilia, Calabria e Basilicata. Si occupa in prevalenza di 'ndrangheta, sanità, massoneria, politica, pedofilia e corruzione, ma il suo tarlo è la denuncia sociale.
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