'Ndrangheta, avevano pronto un arsenale per uccidere Rosario Pugliese: 4 arresti a Vibo

VIDEO | Le armi erano state rinvenute nei mesi scorsi in un casolare. Servivano ai Pardea-Rainisi per l'esecuzione dell'esponente della 'ndrina rivale, oggi latitante. Avevano incontrato anche don Mico Oppedisano, vertice indiscusso della 'ndrangheta reggina 

di Redazione
27 febbraio 2020
10:18
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Indagini chiuse su un imponente ritrovamento di un vero e proprio arsenale nel Vibonese. Le armi, in base alle indagini, servivano per mettere a segno l'omicidio di un appartenente alla cosca rivale. 


I nomi degli arrestati

Nelle prime ore della mattinata in Vibo Valentia, i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Vibo Valentia  hanno eseguito un ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Catanzaro, su richiesta della stessa Direzione distrettuale antimafia, nei confronti di quattro persone, Francesco Antonio Pardea, Marco Ferraro, Filippo Di Miceli, già arrestati nell’operazione “Rinascita-Scott” e tutti appartenenti alla Locale di Vibo Valentia – ‘ndrina “Pardea-Rainisi”  nonché la moglie di quest’ultimo, posta ai domiciliari. 

Le armi sequestrate 

Le indagini hanno chiuso il cerchio relativamente ai due ingenti ritrovamenti di armi avvenuti in data 20 ottobre 2019 e 06 febbraio 2020, allorquando i militari del Comando Provinciale di Vibo Valentia e dello Squadrone Eliportato Cacciatori di Calabria rinvenivano sigillato all’interno di alcune pareti un vero e proprio arsenale composto da fucili automatici, pistole, munizioni e giubbetti anti-proiettili. 

Pianificavano l'omicidio di Rosario Pugliese

Le investigazioni hanno consentito di accertare che le armi ritrovate costituivano l’arsenale della ‘ndrina “Pardea-Rainisi” che sarebbe dovute essere utilizzato per l’esecuzione dell’omicidio Rosario Pugliese, attualmente latitante ed appartenente alla contrapposta ‘ndrina “Cassarola”.
  

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L'incontro con don Mico Oppedisano

Di assoluto rilievo nelle acquisizioni investigative e del tutto confirmatorie delle risultanze dell’operazione Rinascita relativamente al collegamento della Locale di Vibo Valentia con il crimine di Polsi, è l’incontro monitorato nel 2009 tra gli esponenti di vertice della Locale di Vibo Valentia, Bartolomeo Arena, Domenico Camillò (79 anni) e Antonio Chiarella con Domenico Oppedisano– Don Mico Oppedisano, arrestato a seguito dell’operazione “Crimine” e ritenuto il vertice indiscusso della ‘ndrangheta.

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