Ragazzino violentato dal padre nel Cosentino: «Caso raccapricciante»

Il garante per l’Infanzia e l’Adolescenza sulla vicenda del 15enne costretto a subire abusi: «Ha denunciato il suo aguzzino e i sanitari hanno accertato le violenze subite»

di Redazione
4 luglio 2019
11:06
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«Esprimo rabbia, sdegno e sentimenti di esecrazione al cospetto di un minore costretto a subire violenza sessuale dal padre. È un fatto che non può lasciare indifferenti e che deve impegnare tutta la società ad erigere un muro a difesa di bambini e adolescenti». E’ quanto dichiara il sociologo Antonio Marziale, Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Regione Calabria in merito alla vicenda di abusi su un giovane nel comprensorio cosentino.

 

«Il tizio arrestato, già noto alle forze dell’ordine per altri reati contro la persona - spiega Marziale - è stato  denunciato dallo stesso figlio, sul quale accertamenti sanitari hanno riscontrato i segni della violenza subita, e tratto in arresto con un’operazione certosina dei Carabinieri di Corigliano su mandato del procuratore della Repubblica Eugenio Facciolla. Agli inquirenti il mio plauso e la mia gratitudine. Desta raccapriccio la violenza sessuale sui minori - continua il Garante - quando compiuta da chiunque, ma quando l’orco è il padre la sensazione risulta amplificata. Chi ti mette al mondo deve proteggerti non offenderti. Ma, purtroppo, la violenza sessuale su minorenni intrafamiliare è la più diffusa e il più delle volte sfugge alle maglie della giustizia per un’omertà dura a morire, poggiante sul “buon nome della famiglia” o altre pseudo giustificazioni che rendono quanti sanno e tacciono colpevoli alla stregua degli abusanti».

 

 Per Marziale «è tempo che l’educazione sessuale entri a pieno titolo nelle scuole, perché a questa generazione di omertosi si sostituisca nel tempo una generazione di coraggiosi consapevoli e in grado di difendersi o denunciare da soli i reati subiti, come ha fatto questo ragazzo che stringo idealmente in un abbraccio promettendogli impegno per tutta la vita affinché a sempre meno bambini accada quanto ad egli accaduto».

 

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