Alfredo Pileggi ucciso per una relazione “non gradita”: arrestato esponente del clan Ruga

VIDEO | L'uomo venne freddato nel febbraio del 2016 con cinque colpi di pistola a Monasterace. Il movente legato alla relazione intrattenuta con la figlia di un noto esponente della criminalità organizzata. In carcere un 41enne 

15 novembre 2019
18:48
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Svolta sull'omicidio di Alfredo Pileggi.  A Monasterace, coordinati dalla Procura, i militari del Nucleo operativo e radiomobile della compagnia carabinieri di Roccella Jonica, coadiuvati dalla Stazione di Monasterace, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di ì Cosimo Sorgiovanni, 41enne del posto, gravemente indiziato dell’omicidio di Alfredo Pileggi nonché di appartenere alla cosca di ‘ndrangheta facente capo alla famiglia Ruga.

L'omicidio

Nel pomeriggio dell’8 febbraio 2016, Alfredo Pileggi (in foto) veniva barbaramente ucciso con 5 colpi d’arma da fuoco cal. 45, che lo attingevano al torace e all’addome, mentre si trovava, in sosta a bordo della propria Fiat Punto, a Monasterace in via Calabria nei pressi della palestra dallo stesso frequentata.

Le indagini, dirette dal procuratore aggiunto, Giuseppe Lombardo, e dai sostituti Simona Ferraiolo e Antonella Crisafulli, hanno consentito di raccogliere gravi, precisi e concordanti indizi di colpevolezza nei confronti di Cosimo Sorgiovanni. È stato setacciato e analizzato ogni elemento derivante dalle dichiarazioni dei familiari della vittima e di chi lo frequentava,  sono state eseguite attività investigative classiche e tecniche nonché indagini scientifiche da parte del Ris di Messina, attività che nel complesso hanno consentito di dimostrare tra l’altro la premeditazione del delitto.

Il movente

Il movente dell’omicidio è da ricercare nella relazione extraconiugale intrattenuta dalla vittima con la figlia di un noto esponente della criminalità organizzata locale, tra i cui sodali emerge Cosimo Sorgiovanni che, come riscontrato dalle investigazioni e dalle fonti dichiarative, sarebbe un “soldato” della storica famiglia di ‘ndrangheta Ruga, operante nella vallata dello Stilaro. Le indagini hanno permesso agli inquirenti di ottenere ulteriori conferme sulle motivazioni del cruento fatto di sangue, consentendo anche di scoprire che la vittima nel maggio 2015 era stata avvicinata da Cosimo Sorgiovanni per chiarire la vicenda. Il suggello alle ipotesi investigative, è stato ottenuto dalle risultanze delle analisi scientifiche che consentivano di riscontrare sull’odierno indagato e sugli indumenti da egli indossati la presenza di alcune particelle di polvere da sparo pienamente compatibili con i bossoli sequestrati sulla scena del crimine. L’arrestato è stato tradotto nella casa circondariale di Reggio Calabria.

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