Omicidio a Fuscaldo, il presunto omicida trasferito in carcere

L'uomo si trovava ricoverato in ospedale perché ferito durante lo scontro a fuoco di ieri mattina. In giornata i militari hanno dato esecuzione al provvedimento di fermo emesso dalla procura di Paola e lo hanno trasferito nella casa circondariale di Paola

di Francesca  Lagatta
26 luglio 2019
20:22
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I carabinieri del Comando Provinciale di Cosenza hanno dato esecuzione a un "decreto di fermo di indiziato di delitto", emesso dalla procura della Repubblica di Paola nei confronti di Geppino Ramundo, il pensionato 66enne abitante alla frazione Cariglio di Fuscaldo, sul cui conto sono stati raccolti gravi indizi di colpevolezza in ordine all’omicidio di Giuseppe Ramundo, suo vicino di casa. L'uomo che si trovava ricoverato in ospedale a seguito di alcune ferite riportate nello scontro a fuoco, è stato trasferito nella casa circondariale di Paola.

Le indagini

La vittima, intorno alle 8,30 di ieri, era stata attinta da 3 colpi d’arma da fuoco e trovata riversa sul ciglio di una strada comunale a qualche decina di metri dalla propria abitazione, mentre il presunto killer veniva soccorso per una ferita da sparo.

Le indagini, coordinate dal Procuratore della Repubblica Pierpaolo Bruni, e dal Sostituto Procuratore della Repubblica Teresa Valeria Greco, e svolte dal N.O.R. della Compagnia di Paola e, per quanto riguarda i rilievi tecnici dal Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Cosenza, hanno permesso, in breve tempo, di raccogliere i gravi indizi di colpevolezza, posti alla base del provvedimento eseguito. In particolare, è emerso come tra i due, come detto vicini di casa e con fondi confinanti, vi fossero da diversi anni rapporti tesi dovuti essenzialmente a problematiche di “confini” che avevano portato nel tempo a liti l’ultima delle quali sfociata con il tragico epilogo di ieri mattina.

Per commettere l’omicidio, è stata utilizzata una pistola calibro 7,65 detenuta e portata illegalmente per la quale sono in corso accertamenti per stabilirne la provenienza.

 

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Francesca  Lagatta
Giornalista
Francesca Lagatta è nata a Praia a Mare l’11 aprile del 1985. Dopo molteplici esperienze con la stampa locale, nel 2011 approda dapprima ad Hi Tech Paper del giornalista Leonardo Lasala, poi ad Alganews, il quotidiano on line diretto dal giornalista Rai Lucio Giordano. È in questo periodo che si forma come giornalista di inchiesta. Nel 2014 è nella redazione calabrese di Notìa, poi è la volta de L’Ora siamo Noi, La Provincia di Cosenza e una piccola parentesi televisiva nel programma Perfidia, al fianco della giornalista Antonella Grippo. Scrive ancora per Identità Insorgenti, L’Ora di Palermo, Echi dal Golfo, Diogene Moderno. Nel 2015 sottoscrive un contratto con l’agenzia Kika Media Press, scrive di cronaca su La Spia Press e di inchiesta su La Spia, il portale del giornalista Paolo Borrometi. Successivamente diventa inviata e addetta di Rete L’Abuso, il più grande osservatorio nazionale di crimini commessi in ambienti clericali, collabora per un breve periodo per Radio Siani e poi viene ingaggiata come corrispondente per Cronache delle Calabrie, diretto da Paolo Guzzanti. Nel giugno del 2017 fonda una agenzia pubblicitaria, la Famnews & Com, e diventa direttrice responsabile della nuova testata giornalistica calabrese di inchiesta La Lince. A gennaio 2018 i suoi articoli vengono pubblicati sul settimanale statunitense Harbor News, mentre qualche mese più tardi è il giornale italo canadese Grandangolare ad annoverarla tra i suoi collaboratori. Sulle riviste nazionali ha firmato per i settimanali Cronaca in diretta e Tutto. Dall’agosto del 2018 è corrispondente per LaC News24.   Dal luglio del 2017 compare nell’elenco nazionale dei giornalisti minacciati stilato dall’autorevole sito Ossigeno per L’informazione. Nella sua breve carriera ha già ricevuto cinque premi per le sue inchieste giornalistiche, assegnati da tre diverse regioni del sud Italia: Sicilia, Calabria e Basilicata. Si occupa in prevalenza di 'ndrangheta, sanità, massoneria, politica, pedofilia e corruzione, ma il suo tarlo è la denuncia sociale.
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