I legami della 'ndrangheta con le imprese locali: blitz dei Ros in Veneto, sette arresti

VIDEO | Le indagini hanno permesso di ricostruire «le attività criminali» portate avanti dalla famiglia Multari, legata alla cosca Nicolino Grande Aracri. Tra i reati contestati: estorsione, minaccia, tentata frode processuale

di Redazione
martedì 12 febbraio 2019
07:10
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Questa mattina i carabinieri del Ros supportati dei comandi provinciali di Verona, Venezia, Vicenza, Treviso, Ancona, Genova e Crotone e l'impiego dei nuclei elicotteri di Bolzano e Belluno e delle unità cinofile di Padova hanno eseguito 20 perquisizioni e sette provvedimenti cautelari (cinque in carcere e due ai domiciliari) a carico di 15 persone indagate a vario titolo per i reati di estorsione, violenza, minaccia, trasferimento fraudolento di valori, resistenza a pubblico ufficiale, incendio, frode processuale aggravati dall'essere in alcuni casi stati commessi avvalendosi delle "modalità mafiose".

Le indagini

Le indagini dirette dalla procura distrettuale antimafia ed antiterrorismo di Venezia si sono indirizzate nei confronti dei componenti della famiglia Multari, legata alla cosca di Nicolino Grande Aracri. Le indagini hanno potuto identificare numerose condotte illecite tra i quali, oltre alle estorsioni in danno di alcuni imprenditori veneti, l'incendio di uno yacht mentre si trovava ormeggiato al porto di Alghero. Benché Domenico Multari avesse subito una misura di sequestro dei beni era riuscito ad impedire il perfezionamento della procedura di vendita all'asta degli immobili sequestrati attraverso contatti simulati di vendita fatti da prestanome e attraverso minacce e violenze ai danni dei pubblici ufficiali che in più occasioni si erano recati presso la sua abitazione.

I reati

L'operazione, si legge in una nota stampa «ha consentito di evidenziare per la prima volta da un punto di vista giudiziario la presenza in Veneto di un gruppo criminale di origine calabrese legato da vincoli familiari radicatosi in Veneto e responsabili di gravi reati commessi con le modalità tipicamente mafiose. Al contempo ha pure consentito di constatare che comuni cittadini, pienamente consapevoli dello spessore criminale di Multari che se ne vantava pubblicamente per ottenere il completo assoggettamento psicologico dei suoi interlocutori, si rivolgevano proprio a lui per risolvere ogni tipo di problematiche economiche e private».

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