‘Ndrangheta: clan Giampà di Lamezia, in tre a giudizio

Due con rito ordinario e uno con rito abbreviato. Intestazione fittizia di beni ed estorsione le accuse mosse agli imputati

di G. B.
lunedì 8 ottobre 2018
19:31
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Davanti al gup di Catanzaro, Claudio Paris, si è oggi tenuta l’udienza preliminare nel processo a carico di Vincenzo Bonaddio (difeso dagli avvocati Curatola e Larussa), Francesco Stranges (difeso dall'avvocato Aldo Ferraro) e Tonino Stranges (difeso dall’avvocato Anna Moricca), accusati di intestazione fittizia in relazione a taluni immobili che la Dda ha ritenuto fittiziamente intestati agli Stranges, ma che in realtà sarebbero stati riconducibili a Vincenzo Bonaddio (ritenuto al vertice del clan Giampà, nonché cognato del boss storico Francesco Giampà, alias “Il Professore”) e nel quale quest’ultimo risponde anche di un episodio di estorsione commesso nel 2009 ai danni di un’impresa di costruzioni. Nell’udienza odierna vi è stata la richiesta di rito abbreviato formalizzata dal difensore di Tonino Stranges e la discussione dell’udienza preliminare nei confronti degli altri due imputati. All’esito, il gup ha ammesso Tonino Stranges al rito abbreviato, rinviando al 22 ottobre per la discussione. Rinviati invece a giudizio, dinanzi al Tribunale colelgiale di Lamezia Terme, gli imputati Francesco Stranges e Vincenzo Bonaddio.

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G. B.
Giornalista
Giuseppe Baglivo è stato collaboratore del quotidiano Calabria Ora dal settembre 2006 ad agosto 2007. Redattore e responsabile della cronaca giudiziaria del quotidiano Calabria Ora per la redazione di Vibo Valentia dal settembre 2007 ad ottobre 2009. Nello stesso periodo per il quotidiano Calabria Ora ha realizzato molteplici inchieste riguardanti l’intero territorio regionale. Da agosto 2010 ad oggi è collaboratore della Gazzetta del Sud, redazione di Vibo Valentia, con competenza in tutti i settori (sport escluso). Dal gennaio 2013 è corrispondente unico dell’Agi (Agenzia giornalistica Italia) per Vibo Valentia e provincia. Dal novembre 2015 al 29 dicembre 2016 è stato redattore e responsabile della cronaca nera e giudiziaria del quotidiano online calabrese Zoom24.it, giornale web che ha contribuito a far nascere. Nel gennaio 2011 dalla Fondazione dedicata a Giuseppe, “Pippo”, Fava (il giornalista ucciso da Cosa Nostra il 5 gennaio 1984) ha ricevuto a Catania il Premio Nazionale “Giuseppe Fava” conferito ai giornalisti “particolarmente impegnati nella battaglia contro le mafie”. Specializzato in cronaca giudiziaria, nera e giornalismo d’inchiesta, ha seguito i più importanti processi contro la ‘ndrangheta, la corruzione nella pubblica amministrazione e la malasanità celebrati negli ultimi dieci anni in Calabria. Alcune sue inchieste giornalistiche hanno portato al commissariamento di diversi Comuni del Vibonese per infiltrazioni mafiose.

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