‘Ndrangheta a Lamezia: chiamarsi Cappello e taglieggiare un parrucchiere

Giuseppe Cappello è accusato di aver costretto il titolare di una parruccheria per uomo a tagliargli gratis i capelli per dieci volte estorcendogli 100 euro

di Giuseppe Baglivo
mercoledì 28 giugno 2017
14:26
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C’è chi pretendeva pranzi gratis dai ristoranti, chi preferiva ritirare carne e pesce senza pagare e chi aveva preso di mira il titolare di una parruccheria per uomo a prestare in suo favore la propria opera, consistente in dieci tagli di capelli per un valore di 100 euro, senza corrispondergli il dovuto e quindi a titolo estorsivo. Secondo la Dda di Catanzaro, per curare la propria cute, il 33enne Giuseppe Cappello, alias “Cutulicchio”, non si sarebbe fatto scrupolo ad approfittare della propria forza intimidatrice, dei trascorsi malavitosi e dell’appartenenza al clan Giampà per usufruire delle prestazioni professionali di un parrucchiere.  

 

Una situazione che avrebbe provocato lo sdegno di altri presunti esponenti della cosca Giampà come Gianluca Notarianni e Saverio Giampà i quali, appreso il comportamento di Giuseppe Cappello – che indicavano nella gerarchia criminale quale uomo di fiducia di Pasquale Notarianni –, si ripromettevano di aiutare l’amico parrucchiere ammonendo Cappello per i tagli di capelli gratis.

 

Il parrucchiere, dal canto suo, avrebbe confidato a Gianluca Notarianni le vessazioni subite da Giuseppe Cappello, raccomandandogli però di non parlare con nessuno per evitare ulteriori problemi. Un “vizio”, quello di “Cutulicchio” di farsi tagliare i capelli gratis, che gli costa ora l’accusa di estorsione aggravata dalle modalità mafiose.

 

Giuseppe Baglivo

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Giuseppe Baglivo
Giornalista
Giuseppe Baglivo è stato collaboratore del quotidiano Calabria Ora dal settembre 2006 ad agosto 2007. Redattore e responsabile della cronaca giudiziaria del quotidiano Calabria Ora per la redazione di Vibo Valentia dal settembre 2007 ad ottobre 2009. Nello stesso periodo per il quotidiano Calabria Ora ha realizzato molteplici inchieste riguardanti l’intero territorio regionale. Da agosto 2010 ad oggi è collaboratore della Gazzetta del Sud, redazione di Vibo Valentia, con competenza in tutti i settori (sport escluso). Dal gennaio 2013 è corrispondente unico dell’Agi (Agenzia giornalistica Italia) per Vibo Valentia e provincia. Dal novembre 2015 al 29 dicembre 2016 è stato redattore e responsabile della cronaca nera e giudiziaria del quotidiano online calabrese Zoom24.it, giornale web che ha contribuito a far nascere. Nel gennaio 2011 dalla Fondazione dedicata a Giuseppe, “Pippo”, Fava (il giornalista ucciso da Cosa Nostra il 5 gennaio 1984) ha ricevuto a Catania il Premio Nazionale “Giuseppe Fava” conferito ai giornalisti “particolarmente impegnati nella battaglia contro le mafie”. Specializzato in cronaca giudiziaria, nera e giornalismo d’inchiesta, ha seguito i più importanti processi contro la ‘ndrangheta, la corruzione nella pubblica amministrazione e la malasanità celebrati negli ultimi dieci anni in Calabria. Alcune sue inchieste giornalistiche hanno portato al commissariamento di diversi Comuni del Vibonese per infiltrazioni mafiose.
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