‘Ndrangheta, clan Mancuso: ecco la sentenza del processo “Minosse 2”

Ad emetterla nel pomeriggio la Corte d’Appello di Catanzaro. Prescrizione per un ex maresciallo dei carabinieri all'epoca dei fatti in servizio a Vibo

di Giuseppe Baglivo
mercoledì 12 luglio 2017
17:49
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Catanzaro, Corte d’Appello
Catanzaro, Corte d’Appello

Non regge l’accusa dell’operazione antimafia denominata “Minosse 2”. La Corte d’Appello di Catanzaro, in riforma della sentenza emessa dal Tribunale collegiale di Vibo Valentia in data 11 luglio 2013, ha nel pomeriggio assolto “per non aver commesso il fatto” Giuseppe Mancuso, 39 anni, di Limbadi, dall’accusa di estorsione aggravata dalle modalità mafiose. In primo grado era stato condannato dal Tribunale di Vibo , alla pena di 7 anni e 4 mesi di reclusione e 1.200 euro di multa. Giuseppe Mancuso era difeso dagli avvocati Leopoldo Marchese e Gregorio Viscomi. Per Pantaleone Mancuso (cl. ’47), alias “Vetrinetta” (in foto), deceduto in carcere nel 2015 e padre di Giuseppe, la Corte ha dichiarato il “non doversi procedere” per morte del reo. Pantaleone Mancuso era assistito dall’avvocato Leopoldo Marchese.

 

Assolto “perché il fatto non sussiste” Gaetano Comito, 51 anni, di Vibo Valentia, che in primo grado era stato condannato a 6 anni di reclusione più 900 euro di multa. Nei suoi confronti il sostituto procuratore generale Rinardo aveva chiesto la condanna a 3 anni e 6 mesi con derubricazione del reato in tentata estorsione, aggravata dalle modalità mafiose. Gaetano Comito (legato da rapporti di comparaggio con il boss Francesco Mancuso, detto "Tabacco") era difeso dall’avvocato Antonio Porcelli.

 

Infine “non doversi procedere perché i reati sono estinti per intervenuta prescrizione” nei confronti di Maurizio Giliotta, 57 anni, di Catania, all’epoca dei fatti in servizio al comando provinciale dei carabinieri di Vibo Valentia. In primo grado era stato condannato a 5 anni per il reato di corruzione aggravata dall’aver agevolato il clan Mancuso.

 

Per approfondire vai su Il Vibonese: ‘Ndrangheta: processo “Minosse 2”, due assoluzioni e una prescrizione

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Giuseppe Baglivo
Giornalista
Giuseppe Baglivo è stato collaboratore del quotidiano Calabria Ora dal settembre 2006 ad agosto 2007. Redattore e responsabile della cronaca giudiziaria del quotidiano Calabria Ora per la redazione di Vibo Valentia dal settembre 2007 ad ottobre 2009. Nello stesso periodo per il quotidiano Calabria Ora ha realizzato molteplici inchieste riguardanti l’intero territorio regionale. Da agosto 2010 ad oggi è collaboratore della Gazzetta del Sud, redazione di Vibo Valentia, con competenza in tutti i settori (sport escluso). Dal gennaio 2013 è corrispondente unico dell’Agi (Agenzia giornalistica Italia) per Vibo Valentia e provincia. Dal novembre 2015 al 29 dicembre 2016 è stato redattore e responsabile della cronaca nera e giudiziaria del quotidiano online calabrese Zoom24.it, giornale web che ha contribuito a far nascere. Nel gennaio 2011 dalla Fondazione dedicata a Giuseppe, “Pippo”, Fava (il giornalista ucciso da Cosa Nostra il 5 gennaio 1984) ha ricevuto a Catania il Premio Nazionale “Giuseppe Fava” conferito ai giornalisti “particolarmente impegnati nella battaglia contro le mafie”. Specializzato in cronaca giudiziaria, nera e giornalismo d’inchiesta, ha seguito i più importanti processi contro la ‘ndrangheta, la corruzione nella pubblica amministrazione e la malasanità celebrati negli ultimi dieci anni in Calabria. Alcune sue inchieste giornalistiche hanno portato al commissariamento di diversi Comuni del Vibonese per infiltrazioni mafiose.
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