Migranti, Lucano attacca: «Non c'è pietà da parte di chi ci governa, è come Pinochet»

Parole dure quelle del sindaco 'sospeso' alla chiusura della campagna di candidatura di Riace a premio Nobel per la pace 2019: «Vorrei condividerla con tutti i rifugiati del mondo»

di Ilario  Balì
mercoledì 30 gennaio 2019
14:35
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Mimmo Lucano
Mimmo Lucano

«La mia situazione personale è insignificante rispetto a quello che sta succedendo. Non c'è pietà da parte di chi ci governa, è come Pinochet. Passa con autorità sulla pelle degli esseri umani».  Parole dure quelle di Mimmo Lucano, intervento in conferenza stampa nella sede di Left a Roma per la chiusura della campagna di candidatura di Riace a Premio Nobel per la pace 2019. «Rifiutare di tendere la mano a chi chiede aiuto è un gesto di grande vigliaccheria. Credo che abbiamo toccato il fondo». «Non ci sono aggettivi per qualificare azioni come questa - aggiunge - un giorno queste persone dovranno rispondere di crimini contro l'umanità».

In merito all'autorizzazione a procedere chiesta dal tribunale dei ministri di Catania per Salvini sul caso Diciotti, il sindaco non ha dubbi: «Fossi io al posto suo mi farei subito processare».

 

Parlando poi del caso Sea Watch, Lucano si sofferma sulla staffetta democratica del Pd: «Il gesto fatto da alcuni parlamentari del Pd sul caso Sea Watch è paradossale. Sono gli stessi che hanno approvato il decreto Minniti. Allora vuol dire che si cambia non in funzione di una sensibilità ma della politica». 

 

Sono più di 90mila le firme raccolte per la candidatura del comune di Riace al premio Nobel per la pace: il dato è stato reso noto durante una conferenza stampa a cui ha preso parte anche l'ex sindaco del borgo calabrese, Mimmo Lucano. Hanno aderito all'iniziativa, realizzata tra gli altri dal periodico Left e dalla Rete dei comuni solidali, anche 2.750 docenti universitari, decine di parlamentari e 1.250 associazioni. Nella giornata di domani saranno inviate al Comitato del Nobel per la pace, a Oslo, le motivazioni della candidatura, accompagnate dalle firme dei promotori. «E' una cosa che mi regala gratificazione in un periodo di amarezza e tristezza per quello che ci sta capitando intorno. Vorrei condividere questa eventuale candidatura con tutti i rifugiati del mondo che ogni giorno si spostano a partire da quelli di San Ferdinando nella piana di Gioia Tauro dove le persone vivono in condizioni disumane. Riace - aggiunge - è ripiombata nell'oblio sociale ma sono convinto che questa onda nera passerà. Non solo per Riace ma per l'Italia, l'Europa e il mondo intero». 

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Ilario  Balì
Giornalista
Trentatre anni, giornalista con una laurea in Scienze della Comunicazione conseguita presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università della Calabria. Sin da ragazzo il suo interesse è stato rivolto al giornalismo e alla comunicazione. A fine 2004 ha sostenuto il tirocinio universitario presso l’ufficio stampa del Comune di Reggio Calabria. Il contatto con un quotidiano vero e proprio nel 2006, da collaboratore con Calabria Ora (poi L'Ora della Calabria). La collaborazione si è intensificata dal 2010 fino alla chiusura (giugno 2014), periodo nel corso del quale alla normale attività di collaboratore è seguita quella di redattore. Da settembre 2015 a maggio 2016 ha collaborato come pagellista per la testata calciomercato.it. Da ottobre 2016 a maggio 2017 ha ricoperto l’incarico di redattore nel quotidiano regionale Cronache delle Calabrie, diretto da Paolo Guzzanti.
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