'Ndrangheta, arrestato a Limbadi Antonio Mancuso

All'età di 81 anni è ritenuto dagli inquirenti uno degli elementi di spicco delle cosche del Vibonese. Avrebbe violato la sorveglianza speciale

di G. B.
sabato 13 aprile 2019
13:37
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Carabinieri
Carabinieri

I carabinieri hanno tratto in arresto per violazione della sorveglianza speciale il boss Antonio Mancuso, 81 anni, di Limbadi. Gli viene contestato di essersi abitualmente accompagnato ad un pregiudicato 66enne di Nicotera, Giuseppe Colombo. In particolare, è stato sorpreso dai militari dell’Arma in compagnia di tale soggetto il: 20 marzo scorso in contrada Gatto, il 22 marzo in via Foschea a bordo di un’auto, sempre il 22 marzo ma in tarda serata nei presi di un bar, il 29 marzo a bordo di un’auto guidata dallo stesso soggetto, quindi il 12 aprile scorso in via La Corte a Limbadi. Ad Antonio Mancuso, in forza del regime della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, è vietato accompagnarsi a soggetti pregiudicati. Da qui il fermo da parte dei carabinieri e, in attesa delle determinazioni dell’autorità giudiziaria di Vibo Valentia, la sottoposizione agli arresti domiciliari. Antonio Mancuso, già condannato in via definitiva nel processo “Dinasty”, è attualmente imputato nel processo “Black money” in corso dinanzi alla Corte d’Appello di Catanzaro. In primo grado il Tribunale di Vibo Valentia l’ha condannato a 5 anni di reclusione a fronte dei 27 anni di carcere chiesti dalla pubblica accusa.

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G. B.
Giornalista
Giuseppe Baglivo è stato collaboratore del quotidiano Calabria Ora dal settembre 2006 ad agosto 2007. Redattore e responsabile della cronaca giudiziaria del quotidiano Calabria Ora per la redazione di Vibo Valentia dal settembre 2007 ad ottobre 2009. Nello stesso periodo per il quotidiano Calabria Ora ha realizzato molteplici inchieste riguardanti l’intero territorio regionale. Da agosto 2010 ad oggi è collaboratore della Gazzetta del Sud, redazione di Vibo Valentia, con competenza in tutti i settori (sport escluso). Dal gennaio 2013 è corrispondente unico dell’Agi (Agenzia giornalistica Italia) per Vibo Valentia e provincia. Dal novembre 2015 al 29 dicembre 2016 è stato redattore e responsabile della cronaca nera e giudiziaria del quotidiano online calabrese Zoom24.it, giornale web che ha contribuito a far nascere. Nel gennaio 2011 dalla Fondazione dedicata a Giuseppe, “Pippo”, Fava (il giornalista ucciso da Cosa Nostra il 5 gennaio 1984) ha ricevuto a Catania il Premio Nazionale “Giuseppe Fava” conferito ai giornalisti “particolarmente impegnati nella battaglia contro le mafie”. Specializzato in cronaca giudiziaria, nera e giornalismo d’inchiesta, ha seguito i più importanti processi contro la ‘ndrangheta, la corruzione nella pubblica amministrazione e la malasanità celebrati negli ultimi dieci anni in Calabria. Alcune sue inchieste giornalistiche hanno portato al commissariamento di diversi Comuni del Vibonese per infiltrazioni mafiose.

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