Infiltrazioni mafiose, Cassano Jonio resta commissariata

Il Tar Lazio ha confermato il dispositivo con il quale il Ministero dell'Interno, il 22 novembre 2017, sciolse il comune sibarita, accertando infiltrazioni criminali. Una decisione mal digerita dal sospeso sindaco Gianni Papasso che annuncia ricorso al Consiglio di Stato

di Marco  Lefosse
22 febbraio 2019
13:40
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Gianni Papasso
Gianni Papasso

Nel giorno in cui i sindaci sospesi di Lamezia Terme e Marina di Gioiosa gongolano per la decisione del Tar Lazio che ha annullato il decreto di scioglimento delle loro amministrazioni comunali per infiltrazioni mafiose, c’è un altro ex primo cittadino che continua a gridare la sua estraneità, e quella della sua Maggioranza, da contaminazioni criminali  nella gestione della cosa pubblica.

Si tratta di Gianni Papasso, ex sindaco di Cassano Jonio, comune sciolto per Mafia il 22 novembre di due anni fa, che insieme agli ex assessori e consiglieri ha presentato appello al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar Lazio che ha confermato il dispositivo con il quale il Ministero degli Interni ha decretato lo scioglimento dell’Amministrazione comunale sibarita per infiltrazioni mafiose.

«La sentenza del Tar, se analizzata attentamente e correttamente - scrive Papasso - testimonia che l'organo decisionale non è entrato, nella maniera più assoluta, nel merito del ricorso con il quale si evidenziava, in maniera puntigliosa, la verità in merito a tutti i punti e le questioni sollevati dalla commissione di accesso e che, conseguenzialmente, hanno determinato la dissoluzione del consiglio comunale. Il Tar del Lazio – prosegue l’ex sindaco di Cassano Jonio - non ha, altresì, nemmeno esaminato tutta la massiccia documentazione che i ricorrenti avevano presentato e che testimoniava, palesemente, tutto il certosino lavoro fatto dall' Amministrazione uscente per l'affermazione della legalità - si legge ancora nel documento - e per impedire qualsiasi forma di ingerenza della criminalità nell'attività dell'Ente».

L'ira di Papasso

La sentenza del Tar, a parere di Papasso, inoltre, certificherebbe ed evidenzierebbe «che non è stata per niente presa in considerazione la sentenza del Tribunale di Castrovillari - continua la nota - che, rigettando la richiesta di incandidabilità avanzata dal Ministero dell'Interno nei confronti del Sindaco Gianni Papasso, è entrata nel merito delle singole questioni, le ha approfondite, le ha esplicitate in maniera assolutamente positiva ribaltando, di conseguenza, quanto sostenuto nella relazione prefettizia».

 

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Marco  Lefosse
Giornalista

Sono Marco Lefosse, classe 1982. Giornalista pubblicista dal 2011 e Idealista nel DNA. Appena diciottenne scrivo alcuni brevi contributi sulla nuova esperienza della giovane destra...

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