Inchiesta Merlino, fissata la data dell'udienza preliminare

L'operazione, che ruota attorno la figura del funzionario comunale Michele Fernandez, ha portato alla luce un presunto giro di corruzione all'interno del Comune di Fuscaldo, che vedrebbe coinvolti anche il sindaco Gianfranco Ramundo e il vicesindaco Paolo Cavaliere

di Francesca  Lagatta
6 luglio 2019
14:02
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Il sindaco di Fuscaldo, Gianfranco Ramundo, tra gli indagati dell’inchiesta
Il sindaco di Fuscaldo, Gianfranco Ramundo, tra gli indagati dell’inchiesta

Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Paola, la dottoressa Rosamaria Mesiti, ha fissato per il giorno 3 ottobre 2019 l'udienza preliminare relativa all'inchiesta "Merlino". Durante l'udienza, che si svolgerà nell'aula Falcone, il gip formulerà le richieste di rinvio a giudizio nei confronti degli indagati. L'operazione, che ruota attorno la figura del funzionario comunale Michele Fernandez, ha portato alla luce un presunto giro di corruzione all'interno del Comune di Fuscaldo, che vedrebbe coinvolti anche il sindaco Gianfranco Ramundo e il vicesindaco Paolo Cavaliere. Le indagini sono state condotte dalla Guardia di Finanza e coordinate dalla procura di Paola.

Gli indagati

Le parti indagate, 17 in tutto, sono: Gianfranco Ramundo, Michele Fernandez, Salvatore Fidotti, Robertino Perri, Massimiliano De Santo, Francesco Caputo, Antonietta Caputo, Giovanni Risuleo, Sergio Gioia, Luigi De Simone, Luigi Marcone, Paolo Fuscaldo, Paolo Cavaliere, Salvatore Montanino, Francesco Mazzei, e le società Edil Perri snc di Pasquale Perri e Robertino Perri, e la E-Log Ecologia & Ambiente srl.

Il collegio difensivo

L'avviso relativo all'udienza preliminare è stato tempestivamente inoltrato a tutti gli avvocati difensori degli indagati, che sono: Nicola CarratelliGiuseppe De MarcoAntonio Sorrentino, Nicola Rendace, Franz Caruso, Pasqauale Vaccaro, Francesco Calabrò, Domenico De Rosa, Marcello Manna, Valentina Spizzirri, Giuseppe Manna, Ugo Celestino e Francesco Rosapane del foro di CosenzaGiuseppe Bruno, Pierfrancesco Perri, Vincenzo Fedele e Giacomo Middea del foro di PaolaPasquale Coppola e Amerigo Russo del foro di Napoli.

 

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Francesca  Lagatta
Giornalista
Francesca Lagatta è nata a Praia a Mare l’11 aprile del 1985. Dopo molteplici esperienze con la stampa locale, nel 2011 approda dapprima ad Hi Tech Paper del giornalista Leonardo Lasala, poi ad Alganews, il quotidiano on line diretto dal giornalista Rai Lucio Giordano. È in questo periodo che si forma come giornalista di inchiesta. Nel 2014 è nella redazione calabrese di Notìa, poi è la volta de L’Ora siamo Noi, La Provincia di Cosenza e una piccola parentesi televisiva nel programma Perfidia, al fianco della giornalista Antonella Grippo. Scrive ancora per Identità Insorgenti, L’Ora di Palermo, Echi dal Golfo, Diogene Moderno. Nel 2015 sottoscrive un contratto con l’agenzia Kika Media Press, scrive di cronaca su La Spia Press e di inchiesta su La Spia, il portale del giornalista Paolo Borrometi. Successivamente diventa inviata e addetta di Rete L’Abuso, il più grande osservatorio nazionale di crimini commessi in ambienti clericali, collabora per un breve periodo per Radio Siani e poi viene ingaggiata come corrispondente per Cronache delle Calabrie, diretto da Paolo Guzzanti. Nel giugno del 2017 fonda una agenzia pubblicitaria, la Famnews & Com, e diventa direttrice responsabile della nuova testata giornalistica calabrese di inchiesta La Lince. A gennaio 2018 i suoi articoli vengono pubblicati sul settimanale statunitense Harbor News, mentre qualche mese più tardi è il giornale italo canadese Grandangolare ad annoverarla tra i suoi collaboratori. Sulle riviste nazionali ha firmato per i settimanali Cronaca in diretta e Tutto. Dall’agosto del 2018 è corrispondente per LaC News24.   Dal luglio del 2017 compare nell’elenco nazionale dei giornalisti minacciati stilato dall’autorevole sito Ossigeno per L’informazione. Nella sua breve carriera ha già ricevuto cinque premi per le sue inchieste giornalistiche, assegnati da tre diverse regioni del sud Italia: Sicilia, Calabria e Basilicata. Si occupa in prevalenza di 'ndrangheta, sanità, massoneria, politica, pedofilia e corruzione, ma il suo tarlo è la denuncia sociale.
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