Il grande bluff dei pannelli solari degli ospedali cosentini

VIDEO | Sarebbero serviti per la produzione di energia elettrica e acqua calda ma si scopre che ad oggi alcuni hanno funzionato a singhiozzo e molti non sono mai entrati in funzione

di Francesca  Lagatta
19 agosto 2019
21:04
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I pannelli solari del nuovo impianto realizzato all’ospedale di Cetraro
I pannelli solari del nuovo impianto realizzato all’ospedale di Cetraro

L'Asp di Cosenza è uno dei tanti enti pubblici calabresi su cui grava l'ombra di una montagna di debiti. In ragione di ciò, forse, si era pensato di risparmiare mediante l'installazione di numerosi pannelli solari sui tetti e nelle aree adiacenti agli ospedali della provincia. E così è stato fatto. Le centinaia di pannelli sarebbero servite per la produzione di energia elettrica e acqua calda, anche per gli impianti di condizionamento di dispositivi centralizzati. Ma si scopre che, ad oggi, gli impianti di sfruttamento dell'energia solare hanno funzionato poco o a singhiozzo, alcuni risultano attualmente coperti da teli di plastica e molti invece non sono mai entrati in funzione. Si scopre, in sintesi, che le politiche sanitarie calabresi, e in particolare quelle cosentine, hanno fallito mestamente anche sulle energie rinnovabili, non solo mancando l'obiettivo di risparmiare, ma anche mandando all'aria tutti i finanziamenti pubblici utilizzati per la realizzazione degli impianti.

Il caso di Paola

Così come negli altri ospedali della provincia, anche all'ospedale San Francesco di Paola sono stati installati gli impianti a energia solare. Qui, non solo non avrebbero mai funzionato, ma alcuni sono andati distrutti durante una temporale. Il vento li ha letteralmente scaraventati giù dal tetto.

Il caso di Cetraro

A Cetraro i pannelli sui tetti dell'ospedale sono diverse decine e proprio perché in "esubero", alcuni non sono stati utilizzati e sono stati coperti da teli. Gli altri avrebbero funzionato per la prima volta nel 2017, ma l'acqua calda prodotta sarebbe stata scaricata negli stessi indotti dell’acqua pluviale, il che avrebbe provocato anche un danno ambientale. Ma non è tutto, da un esposto consegnato ai carabinieri risulterebbe che tali dispositivi avrebbero funzionato inizialmente grazie all’energia elettrica fornita dalla stessa Asp. Oltre al danno, la beffa. Da quanto si apprende, successivamente la ditta fu chiamata a realizzare un nuovo allaccio.

Il nuovo impianto

Chissà per quale motivo, poi, si è deciso di impiantare altri pannelli solari, di ultimissima generazione, costruiti da una ditta diversa in un'area adiacente all'ospedale, grande circa 3mila metri quadri. L'impianto, composto da pannelli a forma di ombrello rovesciato, è ben visibile dalla strada statale 18. Alla fine di ottobre del 2017, l'intera nuova realizzazione, che comprendeva anche 66 parabole, fu oggetto di sequestro preventivo da parte del giudice delle indagini preliminari del tribunale di Paola, dopo che il magistrato Pierpaolo Bruni e il pubblico ministero Valeria Grieco avevano dato il via alle investigazioni dagli uffici della procura. Secondo le accuse dell'epoca, l'impianto sarebbe stato realizzato senza permessi e autorizzazioni, all'interno di una zona soggetta a vincolo paesaggistico di notevole interesse pubblico e ad alto rischio sismico. Non sappiamo a che punto sia attualmente l'iter giudiziale, ma abbiamo avuto modo di accertare che tuttora l'impianto risulta spento e sommerso da erbacce, il che genera a sua volta un alto rischio di incendi soprattutto nel periodo estivo.

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Francesca  Lagatta
Giornalista
Francesca Lagatta è nata a Praia a Mare l’11 aprile del 1985. Dopo molteplici esperienze con la stampa locale, nel 2011 approda dapprima ad Hi Tech Paper del giornalista Leonardo Lasala, poi ad Alganews, il quotidiano on line diretto dal giornalista Rai Lucio Giordano. È in questo periodo che si forma come giornalista di inchiesta. Nel 2014 è nella redazione calabrese di Notìa, poi è la volta de L’Ora siamo Noi, La Provincia di Cosenza e una piccola parentesi televisiva nel programma Perfidia, al fianco della giornalista Antonella Grippo. Scrive ancora per Identità Insorgenti, L’Ora di Palermo, Echi dal Golfo, Diogene Moderno. Nel 2015 sottoscrive un contratto con l’agenzia Kika Media Press, scrive di cronaca su La Spia Press e di inchiesta su La Spia, il portale del giornalista Paolo Borrometi. Successivamente diventa inviata e addetta di Rete L’Abuso, il più grande osservatorio nazionale di crimini commessi in ambienti clericali, collabora per un breve periodo per Radio Siani e poi viene ingaggiata come corrispondente per Cronache delle Calabrie, diretto da Paolo Guzzanti. Nel giugno del 2017 fonda una agenzia pubblicitaria, la Famnews & Com, e diventa direttrice responsabile della nuova testata giornalistica calabrese di inchiesta La Lince. A gennaio 2018 i suoi articoli vengono pubblicati sul settimanale statunitense Harbor News, mentre qualche mese più tardi è il giornale italo canadese Grandangolare ad annoverarla tra i suoi collaboratori. Sulle riviste nazionali ha firmato per i settimanali Cronaca in diretta e Tutto. Dall’agosto del 2018 è corrispondente per LaC News24.   Dal luglio del 2017 compare nell’elenco nazionale dei giornalisti minacciati stilato dall’autorevole sito Ossigeno per L’informazione. Nella sua breve carriera ha già ricevuto cinque premi per le sue inchieste giornalistiche, assegnati da tre diverse regioni del sud Italia: Sicilia, Calabria e Basilicata. Si occupa in prevalenza di 'ndrangheta, sanità, massoneria, politica, pedofilia e corruzione, ma il suo tarlo è la denuncia sociale.
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