Fuscaldo, stadio senza agibilità: sindaco ed ex funzionario a processo

Nel novembre scorso entrambi erano finiti nella rete dell'operazione Merlino su presunti giri di abusi e corruzione all'interno della pubblica amministrazione

di Francesca  Lagatta
mercoledì 10 aprile 2019
14:33
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Il tribunale di Paola
Il tribunale di Paola

Ancora un grattacapo giudiziario per il sindaco di Fuscaldo Gianfranco Ramundo e l'ex funzionario comunale Michele Fernandez, che nelle scorse ore sono stati rinviati a giudizio con l'accusa di apertura abusiva di luoghi pubblici. Al primo cittadino la procura di Paola contesta anche il reato di omissione di atti di ufficio. La vicenda giudiziaria è quella che fa riferimento all'impianto sportivo "Gianluigi Zicarelli", lo stadio comunale che secondo il quadro accusatorio sarebbe stato aperto al pubblico senza il regolare certificato di agibilità. Ramundo e Fernandez dovranno comparire in tribunale a partire dal prossimo mese di maggio.

L'indagine dei carabinieri

Tutto ha avuto inizio con un'azione investigativa dei carabinieri che, all'interno di un'attività di controllo, si sono accorti dell'assenza del certificato mentre la struttura continuava ad ospitare a cadenza regolare le partite di calcio e i tifosi. Informata la procura della Repubblica di Paola, il Gip ha concesso l'autorizzazione a sequestrare l'area, che a tutt'oggi inutilizzabile.

L'operazione Merlino

Il sindaco Gianfranco Ramundo e l'ex funzionario Michele Fernandez nel novembre scorso erano stati arrestati in via cautelare insieme ad altre 12 persone nell'ambito dell'operazione "Merlino", una indagine della magistratura che verte su presunti giri di abusi e corruzione all'interno della pubblica amministrazione. Il primo cittadino, dopo aver gridato la sua innocenza e minacciato lo sciopero della fame, è stato scarcerato dopo pochi giorni e a febbraio 2019 è stato rieletto consigliere alla Provincia di Cosenza. Per questa vicenda, entrambi attendono di sapere se gli elementi emersi durante le indagini costeranno loro un nuovo rinvio a giudizio o se la loro posizione potrà essere archiviata.

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Francesca  Lagatta
Giornalista
Francesca Lagatta è nata a Praia a Mare l’11 aprile del 1985. Dopo molteplici esperienze con la stampa locale, nel 2011 approda dapprima ad Hi Tech Paper del giornalista Leonardo Lasala, poi ad Alganews, il quotidiano on line diretto dal giornalista Rai Lucio Giordano. È in questo periodo che si forma come giornalista di inchiesta. Nel 2014 è nella redazione calabrese di Notìa, poi è la volta de L’Ora siamo Noi, La Provincia di Cosenza e una piccola parentesi televisiva nel programma Perfidia, al fianco della giornalista Antonella Grippo. Scrive ancora per Identità Insorgenti, L’Ora di Palermo, Echi dal Golfo, Diogene Moderno. Nel 2015 sottoscrive un contratto con l’agenzia Kika Media Press, scrive di cronaca su La Spia Press e di inchiesta su La Spia, il portale del giornalista Paolo Borrometi. Successivamente diventa inviata e addetta di Rete L’Abuso, il più grande osservatorio nazionale di crimini commessi in ambienti clericali, collabora per un breve periodo per Radio Siani e poi viene ingaggiata come corrispondente per Cronache delle Calabrie, diretto da Paolo Guzzanti. Nel giugno del 2017 fonda una agenzia pubblicitaria, la Famnews & Com, e diventa direttrice responsabile della nuova testata giornalistica calabrese di inchiesta La Lince. A gennaio 2018 i suoi articoli vengono pubblicati sul settimanale statunitense Harbor News, mentre qualche mese più tardi è il giornale italo canadese Grandangolare ad annoverarla tra i suoi collaboratori. Sulle riviste nazionali ha firmato per i settimanali Cronaca in diretta e Tutto. Dall’agosto del 2018 è corrispondente per LaC News24.   Dal luglio del 2017 compare nell’elenco nazionale dei giornalisti minacciati stilato dall’autorevole sito Ossigeno per L’informazione. Nella sua breve carriera ha già ricevuto cinque premi per le sue inchieste giornalistiche, assegnati da tre diverse regioni del sud Italia: Sicilia, Calabria e Basilicata. Si occupa in prevalenza di 'ndrangheta, sanità, massoneria, politica, pedofilia e corruzione, ma il suo tarlo è la denuncia sociale.
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